Monsters University: recensione del film

Diretto da Dan Scanlon, Monsters University (2013) è il sequel dello stupendo Monsters, Inc. (Monsters & Co., 2001), anzi, ne è il prequel. E già qui potremmo aprire una parentesi sul perché dei prequel, visto che stento a ricordarne uno degno di nota. C’era bisogno di spiegare come Sullivan (John Goodman) e Mike (Billy Crystal) erano diventati amici del cuore nonché colleghi inseparabili?

Soprattutto, ancor prima che cominci il film so come finirà perché ho già visto i personaggi vivere delle avventure ambientate anni più tardi, quindi già parto un po’ meno interessato a quello che il film mi vorrà dire.

Inoltre è rarissimo che un prequel si incastri bene con la storia del film che segue precedendolo (citando uno sketch del mitico Paolo Rossi fermato dai carabinieri che gli chiesero, appunto, di seguirli precedendoli). E anche stavolta, puntualmente, questo prequel mal si sposa col primo film secondo cui Mike e Sullivan erano amici inseparabili sin da piccoli. Secondo Monsters University, invece, si sono conosciuti all’Università, appunto. Ma questo è il meno…

È un brutto film Monsters University? No, non lo è, e fa impressione notare la qualità di disegni e animazioni superiori a quella già altissima del primo film. È solo che… è un film un po’ inutile, che mi ha lasciato pochissimo. Volendo essere cattivo, è un film che avrebbe potuto fare la DreamWorks: comicità slapstick, cliché ripetuti a più non posso, battute facili, e niente di più. Che sono sicuro che per un pubblico giovane sia più che sufficiente, ma io che avevo visto grandi cose in Monsters, Inc. sono rimasto abbastanza deluso.

Non c’è niente che non funzioni nel film, intendiamoci. I personaggi nuovi sono ben caratterizzati, su tutti la preside (Helen Mirren), quelli vecchi si ritrovano con piacere, e la storia fila liscia, pur se in modo abbastanza scontato (non manca nemmeno il momento in cui i due protagonisti si separano per poi tornare amiconi inseparabili poco dopo). Solo che manca l’originalità del primo film e mancano i suoi intelligenti messaggi che lo rendevano una visione piacevole per grandi e piccini.

Ne consiglio quindi la visione? Alla fine credo di sì, c’è molto di peggio in giro (non fatemi parlare della DreamWorks), ma non è un film che rivisiterò, credo. Gli preferisco di gran lunga il primo film. Ciao! 


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12 risposte a "Monsters University: recensione del film"

  1. Non mi vedi ma ti sto applaudendo! Infatti nel primo film viene detto chiaramente che Mike e Sully sono amici fin dall’asilo, quindi questo film è un errore già in partenza… poi, come dici tu, non è orrendo, ma è insapore, soprattutto rispetto al primo che era un capolavoro da tutti i punti di vista: originale, tecnicamente splendido, divertente e con un’ottima storia.

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    1. Grazie mille! Io questa mania di fare prequel non la capisco. Se la storia regge già con un film, che bisogno c’è di spiegare come si è arrivati a quel film? 99/100 si contraddice qualcosa di ciò che abbiamo visto.

      E poi qui mi è parso che ci fosse davvero poco da aggiungere a quanto detto con lo splendido Monsters, Inc.!

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  2. Assolutamente d’accordo, un film simpatico ma alla fin fine inutile. Monster & Co. aveva degli spunti originalissimi e dei personaggi unici, questo è un film piuttosto formulaico che, come hai sottolineato, va pure in contraddizione con quanto detto prima! Però questa non è una prerogativa solo dei prequel, dal momento che Frozen 2, ad esempio, nel suo cercare di spiegare alcune cose dà ad alcuni personaggi delle backstory in contraddizione con le loro caratterizzazioni nel primo film. La verità è che spesso i film dovrebbero restare storie singole, senza universi espansi o franchise e complicare le cose.

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    1. Se ci fosse solo l’arte a motivare produttori registi e chiunque lavori ad un film, probabilmente ci sarebbero molti meno sequel e prequel in giro. Alla fine, però, ciò che rende interessante il cinema è che non sia un’arte del tutto pura, e secondo me è ciò che rende possibile parlarne in modi vari e instaurare dialoghi interessanti. Quanto si può commentare un quadro di Van Gogh o una canzone? Trovo molto più semplice parlare di cinema che di altre arti, credo perché ci sono tante considerazioni da fare su un film a cui lavorano centinaia di persone e che nasce da tante esigenze diverse!

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      1. Verissimo, anche perché riguardando più volte un film a distanza di tempo è anche possibile cambiare completamente la propria interpretazione e opinione; io ho perso il conto di quanti film ho rivalutato riguardandoli con una maggiore consapevolezza o una maggiore maturità, e ogni volta se ne può discutere in modo diverso.

        Ti segnalo, se ti interessa, che proprio oggi ha debuttato su Disney+ una serie animata su Monsters & Co., ambientata subito dopo la fine del film. Mi sembra una storia di cui si può prevedere abbastanza facilmente lo sviluppo, ma i primi due episodi sono stati simpatici.

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      2. Assolutamente possibile cambiare di interpretazione e opinione, certo! E poi ci sono i casi di un’opera che capiamo non essere granché ma che comunque ci piace, o magari che non riusciamo ad apprezzare pur capendone l’importanza e la fattura… insomma, per questo amiamo tanto il cinema, suppongo! :–D

        Grazie per la segnalazione, non sapevo avessero fatto pure una serie su Monsters e compagnia bella! :–)

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  3. D’accordo anch’io, anche se di solito non cerco una ragione in sequel e prequel. Sono operazioni commerciali, per sfruttare un successo e cercare di bissarlo. Ma quasi mai ci riescono. A parte forse per L’era glaciale…

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