Life Stinks: recensione del film

28 giugno 2021Mel Brooks compie ben 95 anni, ed ecco che vengonofuoridallefottutepareti lo festeggia (insieme a Cassidy de La bara volante) con un’umile recensione di uno dei suoi film meno famosi.

Life Stinks (Che vita da cani!) è il film del 1991 scritto e diretto da Mel Brooks che viene unanimemente considerato l’inizio del suo declino artistico. In effetti dopo fece solo altri due film non particolarmente memorabili e non tornò più dietro la macchina da presa. Ma Life Stinks merita davvero la sua terribile fama? Beh, non siamo certamente di fronte ad una delle opere migliori di Mel Brooks, però il film non è nemmeno tutto da buttare via.

La trama si può riassumere molto rapidamente. Un finanziere ultramilionario e senza cuore (Mel Brooks) decide di vivere un mese come un senza tetto in uno squallido quartiere di Los Angeles per vincere una lucrativa scommessa con un suo rivale (Jeffrey Tambor). L’esperienza lo cambierà totalmente e gli farà conoscere molte persone meravigliose.

Ok, niente di troppo originale. Io c’ho rivisto echi di Trading Places (Una poltrona per due, 1983), del contemporaneo The Fisher King (La leggenda del re pescatore, 1991 – tra le altre cose, entrambi i film contengono un’immaginifica scena di danza), e pure del libro di Mark Twain The Prince and the Pauper (Il principe e il povero, 1881). Come se non bastasse, i primi due terzi di film si sviluppano in modo abbastanza scontato e con sketch privi di qualsivoglia energia.

Però il terzo atto secondo me risolleva le sorti di un film che, se dal lato comico stenta ad ingranare fino al finale, almeno ha un messaggio decisamente condivisibile, con una critica all’avidità dei ricchi capitalisti e un poetico apprezzamento di una vita semplice condotta dai dimenticati della nostra società.

La regia non mi è sembrata troppo vivace, se non nella scena iniziale che con una semplice inquadratura dei piedi riesce ad introdurre il protagonista in maniera perfetta: circondato da yes men, egocentrico ed egoista. Per il resto, ecco un mucchio di inquadrature statiche e primi piani per sottolineare le reazioni a gag comiche che per lo più non fanno ridere e a volte hanno pure i tempi comici sbagliati. Come attore, invece, Brooks dà il meglio di sé accompagnato da ottimi comprimari come Lesley Ann Warren e Teddy Wilson. E come non notare Brian Thompson, naturalmente nei panni di un poco di buono (così come in The Terminator, 1984, o in vari episodi di The X-Files e Star Trek!)?

Alla colonna sonora ecco John Morris, storico collaboratore di Brooks, che fa un buon lavoro sia nei momenti più leggeri che in quelli drammatici come quello della morte del povero Sailor (Howard Morris). E i Coen si saranno ricordati della scena delle sue ceneri mentre giravano The Big Lebowski (Il grande Lebowski, 1998)? È uguale!

Per concludere, Life Stinks mi sembra un film da vedere, anche se sembra un po’ stanco in alcune sue parti, quelle meno originali. Lo salvano delle ottime interpretazioni attoriali e dei temi non troppo banali affrontati con il tono giusto, oltre ad alcuni momenti comici divertenti concentrati per lo più nel finale (il duello tra i due ricconi è memorabile). Ciao! 


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16 risposte a "Life Stinks: recensione del film"

  1. Hai presente quei film che guardi e riguardi da bambino, prima di prendere l’abitudine di leggere tutti i titoli di coda e scoprire, anni dopo, che sono stati diretti da alcuni dei tuoi preferiti? Per me questo è stato il film “riscoperta” di Mel Brooks, ok non sarà tra i suoi migliori ma gli ho sempre voluto un gran bene 😉 Cheers

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    1. Ci sono parecchi film che corrispondono perfettamente a quanto hai descritto! E di questo io avevo dei vaghi ricordi risvegliati dalla visione più recente, sicuramente non era tra i miei preferiti da piccolo ma l’avevo visto e qualcosa mi aveva lasciato. D’altronde parliamo di Mel Brooks! :–D

      Tanti auguri a lui e un piacere averlo festeggiato con te!

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  2. Mel Brooks (auguri Mel!) credo sia l’unico regista di cui ho visto tutto, anche questo film ma meno volte degli altri. Non lo vedo da molto tempo, i ricordi sono sbiaditi quindi grazie per avermelo ricordato tu oggi, quando ero piccola mi faceva ridere 🙂

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    1. È uno di quei registi che merita lo sforzo di aver visto l’intera filmografia, effettivamente! Anche Life Stinks, pur non essendo tra i suoi più famosi, è passato abbastanza in TV, almeno da noi in Italia!

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  3. Una recensione decisamente ottima e approfondita su un film che personalmente meritava molta più attenzione. Come hai sottolineato tu, in certi punti sembra un po’ stanco, ma ci sono dei momenti e delle tematiche che Brooks affronta sempre con grande intelligenza e divertimento. Ottimo lavoro!

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  4. Non sono mai stato d’accordo con la critica di declino a Mel Brooks, che con Robin Hood Man in Tights e Dracula Morto e contento, ha allietato la mia infanzia.

    Non conoscevo questo film, grazie per aver aggiornato la mia visione!

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    1. Parlare di declino nel caso di artisti come Mel Brooks è come parlare di un quadro di Van Gogh più bello o più brutto di un altro. È sempre Van Gogh, così come Mel Brooks è sempre Mel Brooks! Quindi sono d’accordo con te, ed è per questo che non utilizzo voti o stelline varie quando scrivo di film… è una cosa priva di senso per me! :–)

      In ogni caso, sono sicuro che questo film ti piacerà quando riuscirai a recuperarlo!

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  5. Brian Thompson effettivamente si fa sempre notare anche se per me l’associazione di pensiero immediata rimane X-Files:
    Per la scena delle ceneri de Il grande Lebowski credo di essere ancora in lacrime … d’altronde … “un contenitore ci vuole” … dunque dovrò recuperare questo film solo per vedere da dove hanno attinto i Coen?

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    1. L’ispirazione di quella scena direi che è innegabile… e così recuperi anche un film di Mel Brooks che alla fine merita di essere visto! :–)

      E sì, il faccione di Brian Thompson anche io lo associo subito a The X-Files!

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