Amazing Stories: prima stagione, episodi 5-8

S01E05: The Mission (La missione)

Primo episodio doppio di questa prima stagione, ecco di nuovo Steven Spielberg alla regia e John Williams alla colonna sonora.

Siamo su un B-17 in missione sopra i cieli tedeschi della Seconda Guerra Mondiale. Jonathan è un artiglierie alla sua ventitreesima missione (fatta anche questa potrebbe tornare negli Stati Uniti con sua moglie, incinta di cinque mesi, per coronare il suo sogno di diventare disegnatore per Walt Disney) ma le cose vanno male e si trova intrappolato nella torretta sotto l’aereo che ha perso il carrello per atterrare. Nell’atterraggio d’emergenza, non avrebbe speranza di sopravvivere.

The Mission è davvero uno strano prodotto. Per 40 dei suoi 44 minuti di durata è una tesissima e tragica storia di guerra in cui l’equipaggio del bombardiere statunitense dopo vari fallimenti dice addio al compagno sfortunato che presto inevitabilmente morirà. E le scene funzionano anche a meraviglia con attori del calibro di Kevin Costner e Kiefer Sutherland (che qui conobbe quello che di lì a poco sarebbe diventato il suo amico bullo Casey Siemaszko in Stand By Me – Ricordo di un’estate, 1986).

Il finale è sorprendentemente fiabesco data l’atmosfera della stragrande maggioranza dell’episodio. A metà tra un omaggio ai cartoni animati di Walt Disney e una soluzione bambinesca alle brutture della guerra, rompe decisamente gli schemi e anche se personalmente l’ho trovato in linea con lo spirito della serie, posso capire che al tempo abbia lasciato l’amaro in bocca agli spettatori.

S01E06: The Amazing Falsworth (Il favoloso Falsworth)

Il favoloso Falsworth (Gregory Hynes) è uno showman con poteri psichici che durante i suoi spettacoli riesce a scoprire tutto sui suoi spettatori semplicemente toccandoli con le proprie mani. Le cose si mettono male quando, una sera, il serial killer che sta terrorizzando la città da settimane si siede fra il pubblico…

Probabilmente questo è l’episodio che ho preferito di quelli che ho visto fino ad ora. La storia è firmata ancora una volta da Spielberg, ma alla regia c’è Peter Hyams il cui tocco oscuro di fa notare eccome (contrariamente alla sua abitudine, però, non si occupò della fotografia, che infatti è di Robert Stevens)!

La storia è carica di tensione sia nella sua prima parte con i due omicidi, sia nell’attesa che Falsworth scopra l’assassino, sia nella parte finale in cui il prestigiatore accompagna l’ispettore di polizia interpretato da Richard Masur, cioè Clark di The Thing (La cosa, 1982). Anche se ad un certo punto si capisce come si stia sviluppando la trama, questo nulla toglie alla qualità dell’episodio le cui immagini cupe ben si addicono al tema trattato. Anzi, ho pure apprezzato i trucchi del regista per non far capire dove stesse andando a parare la storia proprio perché ne avevo intuito il twist finale anzitempo!

Senza dubbio l’episodio più serio e malinconico di questi primi sei, The Amazing Falsworth dimostra che Amazing Stories avrebbe potuto osare molto di più sul fronte thriller / horror senza timore alcuno e, chissà, forse se l’avesse fatto sarebbe stata apprezzata di più sia al tempo che adesso, visto che è praticamente una serie dimenticata.

S01E07: Fine Tuning (In perfetta sintonia)

Tre adolescenti si imbattono in degli alieni appassionati di programmi televisivi terrestri in visita a Hollywood.

Una trama così non lascia presagire nulla di buono, ma questo episodio è peggio di quanto si possa immaginare. Trama inesistente, regia (di Bob Balaban) poco ispirata, scene una più imbarazzante dell’altra, riferimenti invecchiati malissimo… Nonostante i soli 22 minuti di durata, è stata dura arrivare in fondo.

Il protagonista Matthew Labyorteaux ce la mette tutta a tirar fuori qualcosa dal copione, ma non è facile quando tutto ciò che deve fare è una faccia buffa di fronte a tre alieni (volutamente) ridicoli o ridere a crepapelle guardando dei numeri di cabaret che forse facevano ridere tre o quattro o secoli prima. C’è pure un cameo di Milton Berle nei panni di sé stesso, e magari per uno statunitense del 1985 la cosa aveva pure un valore, ma adesso le sue scene risultano semplicemente noiose, volendo essere gentili.

La storia non va da nessuna parte, le parti comiche non fanno ridere, il finale non si capisce cosa voglia dire (che per valorizzare i nostri anziani li dovremmo spedire nello spazio?)… Si nota il tocco di Spielberg nella storia con gli alieni buoni che arrivano sulla Terra (naturalmente decidono di andare in California), ma non è questo lo Spielberg che apprezzo troppo e Fine Tuning è certamente un episodio da dimenticare in blocco. Avanti il prossimo.

S01E08: Mr. Magic

Un illusionista a fine carriera (Sid Caesar) trova un ultimo lampo di notorietà e dignità grazie ad un mazzo di carte incantato.

Si tratta di una storia del tutto positiva con l’obiettivo di strappare un sorriso agli spettatori nel finale, e almeno con me quell’obiettivo è stato raggiunto. Mr. Magic è quindi  accostabile all’orrido episodio precedente per le sue intenzioni, ma è un prodotto certamente migliore. Devo ammettere che mi ha straniato un po’ il riutilizzo dello stesso set principale di The Amazing Falsworth (che rimane il picco più alto in termini di qualità, almeno per adesso), ma la storia, nella sua semplicità, intrattiene a dovere seguendo il protagonista nella sua inevitabile discesa verso la pensione e, quindi, l’oblio, particolarmente odioso per qualcuno abituato a stare sotto i riflettori.

Il tema dell’episodio, quindi, è tutt’altro che stupido e anche se l’immagine finale è quella di un sorridente Mr. Magic è impossibile non pensare a ciò che verrà dopo, alla fine di una carriera di una persona che ci viene mostrata totalmente dipendente dall’essere al centro dell’attenzione e che di lì a poco verrà dimenticata da tutti. Significativo che i suoi unici amici siano vecchi ammiratori e il padrone del ristorante (Julius W. Harris) dove mangia tutti i giorni. Peccato per il secondo attore principale (Leo Rossi, apparso in Halloween II nel 1981) che non è troppo convincente. La regia di Donald Petrie è, invece, senza infamia e senza lode, e sono da notare gli effetti speciali in CGI delle carte animate. Ciao! 


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7 risposte a "Amazing Stories: prima stagione, episodi 5-8"

  1. Non sapevo nulla di questa serie, ma i nomi coinvolti sono eccezionali! Peccato che nell’insieme non siano riusciti a lasciare il segno.
    Sono andato a spulciare su wikipedia la pagina del reboot dell’anno scorso, ma ho visto che tra i produttori ci sono Kitsis e Horowitz e mi si è gelato il sangue: ho ancora stampati negli occhi gli inferni di cgi che quei due hanno creato in Once Upon a Time, per non parlare di quelli di sceneggiatura…

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    1. Sembra quasi una maledizione della serie stessa. Fare un reboot di una serie che non fu molto popolare al tempo (né lo è adesso) ha portato ad una nuova serie… non molto popolare! X–D

      (non conosco Once Upon a Time né i due produttori dietro al reboot di Amazing Stories)

      Piace a 1 persona

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