Star Trek (2009): recensione del film

Con grande piacere, continua il viaggio di vengonofuoridallefottutepareti nella saga dei film di Star Trek insieme a Cassidy de La bara volante, e il post di oggi è dedicato a…

Star Trek (per l’Italia: Star Trek – Il futuro ha inizio) è un film del 2009 diretto da J. J. Abrams e scritto da Roberto Orci e Alex Kurtzman. Si tratta di un vero e proprio reboot dell’intero brand che aveva perso decisamente popolarità dopo che il revival degli anni Ottanta e Novanta aveva lentamente perso forza e si era spento con l’ultimo film di The Next Generation nel 2002 e con la cancellazione di Star Trek: Enterprise nel 2005. Ad oggi, metà del 2021, ci sono così tanti prodotti di Star Trek che è difficile conoscerli tutti, quindi da questo punto di vista l’operazione di rivitalizzazione del brand è stata un successo clamoroso (poco tempo fa ho scritto di uno di questi prodotti, Lower Decks). Ma questo post è dedicato al film del 2009 di J. J. Abrams, quindi partiamo da un accenno della sua trama.

2233. Nello spazio appare dal nulla una futuristica nave romulana comandata da Nero (Eric Bana) che, alla ricerca di un fantomatico ambasciatore Spock, distrugge una nave della Federazione, la USS Kelvin, dove muore anche George Kirk (Chris Hemsworth), che almeno riesce a salvare sua moglie incinta (Jennifer Morrison) che poi partorirà il piccolo James Tiberius. Molti anni dopo, la Flotta Stellare si ritrova di fronte quella stessa nave romulana (la Narada), e stavolta arrivano sul posto anche i giovani James T. Kirk (Chris Pine) e Spock (Zachary Quinto) a bordo dell’Enterprise del capitano Pike (Bruce Greenwood). Nero sconfigge un’intera flotta della Federazione, poi distrugge Vulcano creandoci un buco nero dentro, e dopo si dirige verso la Terra per fare lo stesso.

E qui mi fermo. Già dovrebbe essere chiarissimo che gli sceneggiatori non sono andati per il sottile. L’hanno toccata piano, via. Nella prima avventura del nuovo corso di Star Trek viene distrutto Vulcano, il pianeta di uno dei più iconici personaggi di sempre, Spock, la Flotta Stellare perde la maggioranza delle sue navi, e si crea una linea temporale alternativa in cui ambientare nuove avventure. E pure Romulus è distrutto, giusto?

Inoltre, si stabiliscono anche tutti i personaggi principali, tutti giovanissimi ma con delle carriere folgoranti: sia Kirk che Spock appena usciti dall’Accademia diventano capitani dell’Enterprise, e ci sono pure Bones McCoy (Karl Urban), Uhura (Zoe Saldana), Sulu (John Cho), Scott (Simon Pegg), e Chekov (lo sfortunato Anton Yelchin).

La scelta della linea temporale alternativa la capisco, era forse l’unico modo di permettere a vecchi personaggi di vivere nuove avventure. La mia domanda però è: avevamo davvero bisogno di vedere delle versioni alternative di Kirk, Spock, McCoy e tutti gli altri? Li possiamo vedere guardando la serie originale e i loro sei film, non si potevano introdurre personaggi nuovi per cambiare un po’? Tanto più che queste nuove versioni non somigliano molto a quelle che conosciamo dai prodotti originali, con Spock che sembra arrabbiarsi di continuo e Kirk che invece di risultare simpatico, pur se borderline arrogante, qui è semplicemente insopportabile.

Ma anche ammettendo che questo fosse l’unico modo di fare un reboot di Star Trek, ci sono molte altre cose di questo film che non mi hanno convinto per niente. La prima è la trama che è davvero forzatissima e dà l’impressione di essere scritta con una logica di unire i puntini in mente. Mi spiego: gli sceneggiatori dovevano prima introdurre Kirk e gli altri (giovani) e poi arrivare ad averli sull’Enterprise. Inoltre dovevano trovare un modo di usare un cameo importante ed ingombrante come quello di Leonard Nimoy. Come fare? A tappe forzate, naturalmente. E quindi ecco promozioni rapidissime a bordo dell’Enterprise e coincidenze a dir poco incredibili come Kirk che viene abbandonato su un pianeta a caso dove trova Spock anziano (Leonard Nimoy) che era stato abbandonato proprio lì, in quella stessa zona, svariato tempo prima. Che fortuna!

La seconda cosa che non mi è piaciuta è la regia da mal di mare di Abrams insieme alla fotografia di Dan Mindel con questi colori tutti desaturati che non mi sono mai piaciuti. E c’era bisogno di tutti quei lens flare sparati in faccia allo spettatore? Certo, ci hanno permesso di fare due risate con gli honest trailer, però ne valeva la pena?

E poi, terzo, ma smetto di contare, perché ignorare completamente tutto ciò che Star Trek aveva creato tra il 1966 e il 2004? Capisco la volontà di fare qualcosa di nuovo, ma allora perché chiamarlo Star Trek? Abrams e compagnia avrebbero potuto fare qualcosa di completamente diverso, allora. Estetica e stile sono molto più vicini a Star Wars che a Star Trek, e non sorprende sapere che Abrams non fosse mai stato un trekkie. Fortunatamente per lui, qualche anno dopo riuscì a mettere le mani sul brand che realmente gli interessava (Star Wars: The Force Awakens, Il risveglio della Forza, 2015). In quanto agli sceneggiatori Orci e Kurtzman, dubito che conoscessero particolarmente bene il materiale di partenza, visto come l’hanno trattato.

E poi mi fa un po’ ridere che dopo l’insuccesso di Nemesis si sia scelto di avere come antagonista un altro romulano con una nave grande grande capace di distruggere pianeti interi. Anche il tono dei due film è simile, con pianeti spazzati via e navi stellari disintegrate in battaglie spaziali esageratissime è difficile fare battute divertenti e prendere la vita con un sorriso. Insomma, questo Star Trek di Abrams cos’ha esattamente dello Star Trek precedente? A parte i nomi dei personaggi, dico… ciao!


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18 risposte a "Star Trek (2009): recensione del film"

  1. Abrams è stato il Covid-19 del cinema: una volta finita la distruzione, ha cambiato per sempre la vita degli spettatori. Oggi purtroppo l’Abrams Style è una scuola di pensiero e fa proseliti: di tutti pericoli affrontati dall’Enterprise, era quello più impossibile da sconfiggere 😛

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    1. Magari non è stato Abrams da solo, ma vista la sua influenza ha fatto tanto per rendere il cinema hollywoodiano di massa ciò che è adesso. Il declino era cominciato prima, naturalmente, ma lui ha dato delle belle mazzate! Nemmeno l’Enterprise ne è uscita indenne… :–(

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  2. Quando questo film uscì, tentai di sconsigliare ad un paio di miei amici di andare a vedere questo film. Tentai di avvertirli che il film grondava di porcheria da tutti i pori e concettualmente era pure sbagliato.
    Lo andarono a vedere ugualmente, poi mi guardarono negli occhi ed uno di loro mi disse sconsolato “Ale, avevi proprio ragione”.
    Ho detto tutto.

    PS= giusto per chiarezza, io il film non lo avevo visto, però da sempre riesco a valutare un film dal trailer e con un margine di successo tipo 8 su 10. E’ un processo deduttivo e di ragionamento che a me riesce facile, però visto che si continua a dire che non è possibile valutare in questo modo, si vede che avrò dei superpoteri XDXDXD MA per valutare questo film i superpoteri non servivano comunque.

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    1. I trailer io non li guardo, essendo pubblicità e odiando ogni tipo di pubblicità, ma in questo caso non fatico a credere che si potesse intuire la qualità del prodotto. Ammetto che quando lo vidi non mi dispiacque, ma ero giovane ed inesperto. Più è passato il tempo, e più è peggiorato il mio giudizio, non aiutato dalla zozzeria che Abrams ha sfornato poco dopo (e che vidi in un cinemino di Oxford uscendone stordito).

      Comunque concordo che per giudicare certi film non ci sia il bisogno di vederli. Basti pensare ai cinepanettoni nostrani!

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  3. Se l’originale Spock torna indietro, perché (Franco) Nero non somiglia a nessuno dei Romulani visti prima? GIEI GIEI è un paraculo pazzesco, avrebbe le capacità ma preferisce assecondare il pubblico con questi mezzucci, purtroppo il pubblico in preda alla malinconia lo ha premiato, il paragone di Lucius con il virus mi sembra azzeccato. Un minuto di silenzio per Bones, personaggio chiave del trio di protagonisti, qui ridotto a “Lamentino” sullo sfondo. Quanto mi urtica GIEI GIEI! 😉 Cheers

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    1. Magari fosse tornato Franco Nero a tirare due schiaffoni a Jar Jar! X–D

      Questa cosa di ignorare completamente 40 anni di Star Trek facendo un prodotto che con tanta arroganza viene chiamato proprio Star Trek non mi va proprio giù.

      Già dall’aneddoto che hai riportato sulla colonna sonora si capisce come non ci fosse posto per Bones in questo New Trek, la storia è tra due amici, non tre, quindi lui è stato sacrificato senza pensarci due volte. Non hanno pensato due volte a niente mentre creavano questo film…!

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  4. L’honest trailer mi ha fatto ridere un sacco! Eppure questa mania di accecare lo spettatore con riflessi, tramonti e simili impazza ancora. Io ho trovato il film carino come film d’azione un pochino divertente, ma poco ha a che fare con la fantascienza che mi piace davvero, come quella della serie classica. In ogni caso, rispetto ai disastri venuti dopo (Discovery, i nuovi Star Wars…) questo sembra ancora un capolavoro. Bella recensione!

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    1. Sì, sì, i lens flare piacciono un sacco, e anche questa fotografia desaturata che si trova dappertutto (guarda Spielberg degli ultimi 15, 20 anni)… non ne capisco il fascino, sinceramente.

      Ci sta che ciò che è venuto dopo sia peggio rispetto a Star Trek del 2009, e di fatto Into Darkness è davvero tremendo, ma questo è il film che ha aperto la porta a tutto il New Trek! A riguardarlo ora il giudizio non può essere positivo, temo… :–/

      (ma gli honest trailer degli Star Trek di Abrams sono meravigliosi, questo sì)

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      1. A riguardarlo oggi, ti dirò, il mio giudizio non è poi cambiato di molto rispetto alla prima visione: come fantascienza action presa a sé stante funziona e pure bene, come nuovo film di Star Trek semplicemente continua a NON poter reggersi sulle proprie gambe (tantomeno con stupidi lanci pubblicitari d’epoca del tipo “Questo non è lo Star Trek di tuo padre!”), a meno che non intervengano attivamente altri media per dare un senso a questo “nuovo corso” e trovargli posto all’interno di un universo narrativo più vasto e conosciuto: nello specifico sto parlando del fumetto, sobbarcatosi l’onere di trasformare un ipercinetico prodotto per grande schermo in una serie di buone storie trek (con Kurtzman e Orci fra gli autori, liberi dall’ingombrante presenza di Lindelof), qua e là sapientemente collegate a un universo principale NON azzerato dal reboot come tanto piaceva credere agli entusiasti e un tantino sbruffoni newtrekkies di qualche anno fa, sciorinanti inappellabili sentenze contro noi matusa come “i vecchi fan non si rendono conto che il loro Star Trek ormai è improponibile”, “tutti hanno capito che il marchio era affossato, tranne i fan storici” e altre amenità assortite… Riguardo ad Abrams, poi, io non lo odio ma certo posso dire di averlo visto molto più a suo agio in “Super 8” che non in questo “Star Trek” (brand a lui praticamente sconosciuto).

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      2. Io purtroppo l’unico prodotto che ho apprezzato di Abrams è Overlord e lì era solo produttore. I suoi film da regista non mi hanno mai detto molto anzi, mi hanno per lo più infastidito. Siamo su due piani paralleli io e lui in quanto a gusti cinematografici, temo!

        Ti credo sulla parola sulla bontà del rilancio Trek in altri media, ma questi film nuovi tutto mi fanno venire tranne che la voglia di approfondire ritrovandoli in fumetti e libri…

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  5. Pingback: Star Trek Beyond
    1. Come film a sé stante, senza conoscere Star Trek, questo può anche reggere, infatti. A me non piace lo stile di Abrams, ma è una cosa mia. Però si nota come non sia un film fatto per i fan del brand, ma invece voglia catturare pubblico nuovo. Che va anche bene, eh, ma magari sarebbe stato meglio farlo senza distruggere 40 anni di personaggi, storie e temi!

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