The X-Files – S02E08, L’ultimo respiro

L’ultimo respiro (traduzione approssimativa di One Breath, Un respiro) è emozionantissimo, da brividi. Per la prima volta, ecco un episodio senza un vero e proprio caso: qui i creatori della serie si sono permessi di andare più in profondità nella psiche di Mulder e, allo stesso tempo, di sviluppare notevolmente anche un bel po’ di personaggi secondari. Certo, tutto è stato fatto per permettere alla serie di andare avanti nonostante la nascita della prima figlia di Gillian Anderson, ma sono state fatte scelte coraggiose che hanno pagato!

La trama, in due parole, è la seguente: a tre mesi dalla scomparsa (Lo scambio), Scully riappare come dal nulla in un ospedale in città, ma è in coma profondo. Il dottor Daly (Jay Brazeau) che l’ha in cura non riesce neanche a determinare la causa di tale condizione. Mulder non si dà pace e pensa alla vendetta, mentre la famiglia di Scully (qui rappresentata dalla madre Margaret, Sheila Larkin, e dalla sorella Melissa, Melinda McGraw) chiede solo rispetto e tranquillità rispetto alla sorte della povera Dana. La visita all’ospedale di un Frohike elegante quanto triste (Tom Braidwood) è l’occasione per Mulder per non starsene con le mani in mano.

Dai Lone Gunmen riuniti per l’occasione (alla terza apparizione dopo Ospiti interplanetari e Fobie assassine) Mulder scopre che il DNA di Scully è stato alterato e che molto probabilmente è spacciata. Non aiuta che nel suo testamento avesse esplicitamente fatto richiesta di non essere mantenuta in vita nel caso si fosse trovata in una condizione del genere… Ma Mulder non ci sta e quando scopre un misterioso uomo (Ryan Michael) rubare una fiala di sangue di Scully, si lancia all’inseguimento non fermandosi nemmeno quando Mister X (Steven Williams) gli dice di non andare oltre. Ma data la testardaggine di Mulder, proprio a Mister X tocca fare il lavoro sporco ed uccidere a sangue freddo il ladro di cui non sapremo mai né identità, né intenzioni.

Ma mentirei se scrivessi che è questa la parte più bella de L’ultimo respiro. È bella, bellissima, ma il meglio dell’episodio sta in tutte le sue scene su Scully che deve decidere se lasciare questo mondo o tornarci. Toccante il discorso del padre (Don S. Davis: l’avevamo visto poco prima della sua morte in Contatti) che le dice che la vita è volata via in un attimo e che cambierebbe tutte le sue medaglie e decorazioni per poter passare un altro secondo con la figlia. È il discorso di addio che i due non hanno potuto vivere prima che il padre morisse improvvisamente ed è splendido viverlo avvolto da un’atmosfera surreale e spirituale. 

Emozionante quando Mulder rinuncia alla vendetta servita su un piatto d’argento da Mister X per poter stare a fianco della Scully in coma le cui condizioni stanno peggiorando. Da brividi quando lei riapre gli occhi, e quando Mulder sorride rispondendo al telefono e ricevendo la lieta notizia. Fantastico il reincontro tra i due, con Dana che redarguisce la mamma per chiamarlo Fox, lui che le restituisce la catenina con la croce che lei aveva perduto nel rapimento di Duane Barry (sempre ne Lo scambio), e lei che gli dice che l’ha aiutata la forza delle convinzioni di lui.

Ma l’episodio è letteralmente pieno di scene indimenticabili, non finisco più! Che dire del confronto tra Mulder con la pistola spianata e l’Uomo che fuma (Mulder si riferisce a lui come Cancer Man, Uomo Cancro)? Il loro dialogo racchiude l’idea dietro all’intera serie! Un idealista che insegue la verità e un uomo che sostiene di fare ciò che è giusto (“E chi sei tu per decidere cosa è giusto?” “E tu, invece?“) perché se si sapessero le cose che sa lui l’intero mondo crollerebbe. “Ho visto presidenti morire“, aggiunge l’Uomo che fuma, come se non fosse già abbastanza chiaro che razza di personaggio malvagio sia!

E anche Skinner ha un paio di momenti splendidi, finalmente viene data a Pileggi l’occasione di dimostrare il suo valore! Nel primo tiene la testa alta con l’Uomo che fuma indicandogli una targhetta nuova di zecca che ringrazia per Non fumare. Quello la guarda e si accende una sigaretta solo per spegnerla in un posacenere poco prima di uscire dalla porta (certo, Skinner, i posacenere potevi levarli!).

Nel secondo, Skinner rifiuta categoricamente le dimissioni di Mulder e gli racconta di quando a soli 18 anni si arruolò volontario per andare a combattere in Vietnam perché ci credeva. Uccidere un bambino vietnamita di dieci anni pronto a farsi saltare in aria nella sua base gli fece cambiare idea su tutto, e poi un’esperienza di quasi morte gli fece capire che c’è qualcosa in più da capire di cui lui ha paura di sapere di più. Ma Mulder non ha questa paura, e per questo deve andare avanti col suo lavoro!

A pensarci bene, Skinner ha anche un terzo momento esaltante: quando passa a Mulder l’informazione su dove viva l’Uomo che fuma (per la cronaca: un appartamentino squallido).

E chi è la misteriosa infermiera Owens (Nicola Cavendish)? La vediamo anche nelle sognanti immagini di Scully di nero vestita sulla barca il cui legame col mondo è una debole corda… uno spirito guardiano? Chiunque sia, anche lei ha aiutato Scully a tornare nel mondo dei vivi!

Infine, mi chiedo se la mancanza di ricordi di Scully sia dovuta ad una procedura simile a quella a cui fu sottoposto Mulder in Il prototipo, nella prima stagione? Questo supporterebbe la tesi che a rapirla siano stati i militari o i misteriosi uomini in nero che avevano impedito le indagini dei due alla base aerea di Ellens. Chissà se lo scopriremo mai!

Insomma, che avventura questa prima parte della seconda stagione! Scully rapita, X-Files riaperti, nuovi personaggi (Mister X su tutti), moltissime rivelazioni sulla mitologia della serie… Immagino che ora le cose si assesteranno un po’, ma intanto non ci si può certo lamentare! Anche se ricordavo alcuni, non tutti, gli episodi di questa prima batteria, mi ha sorpreso notare quanta serialità ci fosse in The X-Files, in anni in cui in TV non era facile trovare telefilm che andassero oltre le puntate autoconclusive. Ciao! 


Episodio precedente: Giochi di sangue

Episodio successivo: Dentro il vulcano


8 risposte a "The X-Files – S02E08, L’ultimo respiro"

  1. dai, temevo fosse l’ennesimo episodio che c’è in ogni serie di uno in coma che si fa il trip mentale rivivendo la sua vita e facendo varie riflessioni (mi viene in mente per es Criminal minds)
    qui da quello che ho capito c’è pure trama xD

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  2. Mitch Pileggi, in una intervista dell’epoca, ha dichiarato di aver immediatamente chiamato gli sceneggiatori per ringraziarli subito dopo aver letto la sceneggiatura con la scena del suo monologo sul Vietnam. Ancora oggi la ricorda come una delle più belle parti che gli sia capitato di recitare.

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  3. E qui si riprende decisamente quota dopo l’episodio precedente, dimostrando come questa serie riesca a volare altissimo anche nelle storie di “raccordo” in cui, come giustamente fai qui notare, ai nostri non viene assegnato un caso ben preciso. Ovviamente il mistero non manca, a più livelli: si veda la probabile componente aliena con la modifica del DNA di Scully, quella cospirazionista con l’enigmatico ladro di fiale (la cui appartenenza alla cospirazione è compatibile con i brutali metodi risolutivi di Mister X), quella soprannaturale con il toccante incontro col padre (il compianto Don S. Davis, futura colonna portante di “Stargate SG-1”) in quel limbo/crocevia fra il mondo terreno e quell’altra realtà ultraterrena da cui forse proveniva anche l’infermiera Owens… e che non dev’essere ignota nemmeno a Skinner (un superbo Mitch Pileggi), visto quanto ha raccontato a Mulder. Un Mulder il cui confronto con lo sprezzante Uomo che fuma è da antologia, così come del resto lo è pure il reincontro con l’adorata Scully 😉

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    1. Da brividi quando Mulder ritrova Scully, per davvero! Ed è interessante che praticamente sia canonica l’esistenza di un passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti, visto che addirittura il marmoreo Skinner ne parla in questo episodio che è davvero splendido. Anche solo a parlarne mi entra la voglia di rivederlo!

      Mi sorprende (e non dovrebbe) come The X-Files, una serie fondata su trame molto dense e ricche di informazioni e avvenimenti, riesca a funzionare alla perfezione anche senza mettere troppo materiale sul tavolo. Davvero bello!

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