Friends: recensione della sesta stagione

La sesta stagione di Friends è quella che sin dalle prime puntate mi è sembrata più centrata su una sola cosa rispetto alle altre. L’unico filo conduttore tra gli episodi è infatti il gioco delle coppie degli amici con Ross e Rachel che devono annullare il matrimonio ma non ci riescono e quindi devono divorziare e con Chandler che va a vivere con Monica forzando Rachel ad andare a vivere con Phoebe.

Con questo non voglio dire che non ci siano momenti divertenti nell’inizio di stagione. Su tutti, Chandler che prima di trasferirsi da Monica si inventa il gioco di carte Cups per dare denaro a Joey, che poi lo perde a quello stesso gioco inventato contro Ross in 06. L’ultima sera, o Phoebe che imbarazza Rachel facendo jogging in 07. Una corsa nel parco. Però sono tanti anche i momenti soap opera che sinceramente non sono il motivo che rendono Friends una splendida sit-com, o almeno non lo sono per me.

In generale, le puntate migliori sono quelle che usano i tre matrimoni di Ross per ridere di lui invece di mostrare la sua paranoia per questi fallimenti nella sua vita (come in 09. Indovina chi viene a cena), e quelle in cui il focus è su altro, come l’incursione della bella Elle Macpherson che per una manciata di episodi è Janine, la coinquilina di Joey mentre Chandler va a convivere con Monica, o quella di Reese Witherspoon nei panni della sorella minore di Rachel (13. Una visita inattesa). 

Una cosa che mi è sembrata particolarmente orribile in questa stagione è lo sfrontatissimo product placement (in altre parole: pubblicità), tra Ralph Lauren (08. Un sorriso smagliante), Porsche (05. Questione d’immagine), Tiffany’s, Playboy (in 12. La barzelletta rubata), Ben & Jerry’s (19. Un cavaliere per Rachel) e Pottery Barn (quest’ultimo davvero senza vergogna in 11. Il tavolo da speziale). Non credo che la serie avesse bisogno di diventare un’enorme pubblicità per fare profitti, eppure molti episodi della sesta stagione altro non sono altro che questo, spot di venti minuti. Davvero pessimo, se posso dire la mia. E probabilmente la pratica c’era già anche in stagioni precedenti, ma è un questa che mi è sembrato che arrivasse seriamente a danneggiare il processo creativo della serie. 

E un po’ per questo, un po’ per il gioco delle coppie che ha cominciato ad essere un po’ noioso (la stagione si chiude con un doppio episodio davvero deludente tutto incentrato sulla relazione tra Chandler e Monica24-25. Proposte di matrimonio), credo che questa sia la peggiore stagione vista fino ad ora. Ci sono episodi divertenti, certo, ma si nota come le idee originali cominciassero a scarseggiare. Un po’ titubante mi accingo a guardare le restanti quattro stagioni sperando che non continui questo vistoso calo di qualità… Ciao!

PS: le punte di qualità ci sono, eh, sono il primo a dirlo! Sto pensando al doppio episodio della realtà alternativa (15-16. Come poteva essere) e alla serie di episodi in cui Bruce Willis interpreta il padre di una giovanissima ragazza di Ross che comincia con 21. Incontro con papà


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11 risposte a "Friends: recensione della sesta stagione"

  1. All’epoca ero tornato “sotto botta” e dopo anni di disintossicazione ero tornato drogato di Friends, quindi ho seguito “in diretta” questa stagione, per colpa del solito amico fattone che ti riporta nel tunnel 😛
    Hai detto bene, il gioco delle coppie si è fatto pesantino, soprattutto per uno come me che finiti gli anni Ottanta s’è ampiamente stufato di quel momento di crisi della serie in cui gli autori cominciano ad “accoppiare” i personaggi tra loro, così abbiamo intere stagioni con uno innamorato dell’altro e sta per dirglielo, ma non glielo dice, poi vuole dirglielo, ma non glielo dice, poi lei è libera ma lui no, poi lui è libero ma lei no: mezzucci dozzinali davvero deludenti.
    Però poi arrivava la puntata irresistibile che ti scalda il cuore, tipo uno svogliatissimo Bruce Willis che fa Bruce Willis, duro con la faccia sarcastica, e non puoi resistere ^_^

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    1. Mi piace questo parallelo tra serie e droga, e tra l’altro ci sta tutto! X–D

      L’apparizione di Bruce Willis è splendida, così come tutti gli altri cameo di gente famosa che ti fanno tornare per un attimo l’attenzione a livelli decenti dopo la caduta dovuta al vedere sempre la stessa storia sviluppata sullo schermo ma con personaggi intercambiabili. Evidentemente il gioco delle coppie è ciò che il pubblico chiedeva a gran voce, non ho altro modo di spiegarmi questa scelta di sceneggiatura insieme al successo strepitoso della serie!

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      1. Sarebbe da studiare le date, può darsi che Friends abbia lanciato uno stile, ma sta di fatto che da allora in parecchie serie arriva la “stagione moscia” in cui uno dei protagonisti si innamora di un altro e comincia il tira e molla che va avanti a lungo e ti fa pregare che chiudano la serie! 😀
        Le comparsate di attori famosi in Friends sono splendide, anche se per me rimane imbattibile quella mitica stagione di “Will & Grace” che chiamò grandi star a fare piccoli ruoli 😛

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      2. Considerando che Friends ha copiato molto Seinfeld ma non credo che quest’ultima facesse il gioco delle coppie, può darsi che sia stata Friends la prima, o almeno la prima grande sit-com a farlo. Però bisognerebbe fare una ricerca!

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      3. Seinfeld l’ho scoperto tardi (intorno al 2000, con Canal Jimmy) ma mi è subito piaciuto, e mi sono visto le sette stagioni almeno un paio di volte. Per fortuna non si è mai infognato con il gioco delle coppie, altrimenti non l’avrei più rivisto 😀

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