The X-Files – S02E04, Insonnia

Insonnia (Sleepless il titolo originale) ha talmente tanti motivi di interesse che meriterebbe un post lungo il doppio del normale per ricordarli tutti. La trama, il mistero, nuovi personaggi che vengono introdotti, regia, dialoghi brillanti, effetti speciali notevoli… Sono allibito dalla qualità di questa serie, so che dovrei smettere di ripetermi su questo ma ogni volta la qualità migliora e continua a stupirmi, nonostante già venticinque anni fa o giù di lì mi fossi convertito in un accanito fan di The X-Files.

Prima della sigla vediamo un uomo (Claude De Martino) che si rivelerà essere un dottore di fama internazionale (un luminare della terapia del sonno) morire nel suo appartamento dopo aver vissuto una vividissima allucinazione di un incendio. Per un fan di Star Trek come me, difficile non notare come i pompieri chiamati a spegnere l’incendio (immaginario) incrocino per le scale un Tony Todd con una vistosa cicatrice dietro al collo (impossibile non riconoscerlo, interpreta il fratello di Worf in Star Trek: The Next Generation, oltre che uno Hirogen in Prede, di Star Trek: Voyager).

La cosa inspiegabile della morte del dottore è che l’autopsia di Scully richiesta da Mulder (anche se i due continuano ad essere separati dopo la chiusura degli X-Files) rivela come le lesioni interne lascino supporre una morte per eccessivo calore, proprio come quello di un incendio! Ma come arriva Mulder a lavorare sul caso? Grazie al contatto interno con cui abbiamo auto a che fare nei due episodi precedenti, naturalmente! Ma il caso è ufficialmente nelle mani di un altro agente, il giovane Alex Krycek (Nicholas Lea, già visto in Passione omicida nei panni di un altro personaggio) con cui Mulder è costretto a collaborare e di cui si fida poco (e fa bene!).

E i morti diventano rapidamente due, visto che anche un certo Henry Willig (Don Thompson) viene trovato morto nel suo appartamento a causa di proiettili anch’essi immaginari. E qui ecco la connessione: la guerra del Vietnam. 24 anni prima (che tristezza che, qualunque anno sia, 24 anni prima ci sia stata una guerra) una squadra di soldati americani fece un massacro di civili (paragonabile a quello di May Lai, realmente accaduto e menzionato nell’episodio): Willig faceva parte di quella squadra, e il dottor Grissom era colui che aveva sperimentato sopra quei soldati un metodo per estirpare il sonno. Esperimenti militari per creare dei supersoldati, quindi, solo che gli effetti collaterali includevano un aumento incontrollabile dell’aggressività! E non è casuale che Grissom sia morto proprio nel giorno dell’anniversario di quel massacro…

Insomma, per farla breve il responsabile è uno di quei soldati, Augustus Cole (detto Preacher, Predicatore), interpretato dal Tony Todd di cui sopra. La caccia all’uomo di Mulder e Krycek è tesa al punto giusto e quando si arriva alla resa dei conti ancora una volta non ci si può non meravigliare di fronte all’intuito di Mulder che tanto per cambiare ha capito tutto, sia come il Predicatore uccide le sue vittime, sia cosa sia successo durante l’addestramento (o forse è meglio definirla creazione) dei soldati della sua squadra. Ma la storia avvincente non è che uno degli elementi che rendono Insonnia un episodio da ricordare.

Ecco infatti la prima apparizione di Krycek, a cui né Mulder Scully stringono la mano quando si presenta la prima volta. Un istinto di diffidenza che non potrebbe essere più azzeccato da parte dei nostri due agenti federali! Krycek si presenta come un giovane agente fresco di Accademia e ammiratore di Mulder, di fatto prova ad ingraziarselo in tutti i modi, e Fox dopo un inizio stoico quasi comincia pure a prenderlo in simpatia… La scena finale però non lascia adito a dubbi: Krycek fa rapporto direttamente all’Uomo che fuma (Wiliam B. Davis) e dimostra una freddezza notevole quando dice senza mezzi termini che Scully è pericolosa e che separarla da Mulder non ha fatto altro che rinforzare il loro rapporto. Che succederà adesso?

Aggiungiamo anche che il nuovo informatore di Mulder, Mister X (Steven Williams, che ricordavo molto più giovane nei panni di un agente di polizia in The Blues Brothers, 1980), che qui si mostra a Mulder per la prima volta in una spettacolare scena in uno stadio in costruzione, gli dice chiaro e tondo che avvicinarsi alla verità non è mai stato così pericoloso. Mister X è un personaggio interessante: da una parte potremmo vederlo semplicemente come il nuovo Deep Throat, ma dall’altra è molto più restio ad esporsi, non volendo fare la fine del suo predecessore.

E qui bisogna dare credito a Chris Carter e ai suoi collaboratori di aver fatto di necessità virtù: con Gillian Anderson quasi del tutto fuori dai giochi per l’imminente nascita di suo figlio, si inventarono il personaggio di Krycek e dettero più spazio allo Skinner interpretato da Mitch Pileggi (che in questo episodio discute con Mulder sulla necessità di affidargli il caso Grissom) così come all’Uomo che fuma. Questo riesce sia a sopperire alla mancanza dell’attrice principale dello show, sia a costruire la cosiddetta mitologia della serie a cui questi primi episodi della seconda stagione aggiungono davvero tanti tasselli.

E non finisce qui! Altro elemento di interesse è la presenza in cabina di regia di Rob Bowman, regista di esperienza (nel curriculum aveva anche 13 episodi di The Next Generation) che poi firmerà pure il primo film di The X-Files qualche anno dopo. E fu anche il regista con cui Carter fece shadowing (lo seguì durante il rodaggio dell’episodio per carpirne i segreti del mestiere) in vista del suo debutto come regista nel prossimo episodio!

E poi ci sarebbero tante scene bellissime di cui parlare: un dialogo telefonico tra Mulder e Scully che dimostra quanto i due si sentano in sintonia, la morte del Predicatore che usa i suoi poteri per essere punito per i suoi peccati, la rivelazione finale della vera natura di Krycek, il dialogo tra Mulder e Mister X, ma anche l’incontro con un altro di quei soldati (Jon Gries) in un ristorante dove lavora e vive una vita tormentata per l’incapacità di dormire e per i crimini contro l’umanità commessi in gioventù… 

Insonnia ha una forza incredibile nella sua decisa condanna della guerra e delle azioni di governi senza scrupoli che non esitano a torturare ed uccidere i propri cittadini affinché torturino ed uccidano altre persone in altre parti del mondo (in questo ricorda Jacob’s Ladder, Allucinazione perversa, del 1990).

Inoltre, finito di guardare l’episodio mi è rimasta una certa inquietudine addosso, come se pure io fossi stato in tutti quei luoghi scuri e freddi dove si snoda la storia. La combinazione Bowman alla regia e Snow alla colonna sonora ha prodotto risultati impressionanti in questo caso! Ciao!

PS: il budget più alto della seconda stagione ha portato ad un cambio nelle classiche torce da usare al buio. Quelle di Krycek e Mulder nella stazione dei treni sono enormi e generano un fascio di luce molto cinematografico, permettendo al direttore della fotografia di giocare in maniera convincente con luci ed oscurità. Forse non sarebbero così comode da portare in giro per un vero agente federale, ma sullo schermo fanno un gran effetto! E costavano pure 7500 dollari l’una! 


Episodio precedente: Fobie assassine

Episodio successivo: Ostaggi


12 risposte a "The X-Files – S02E04, Insonnia"

  1. Ricordo Jon Gries come Broots nella serie TV Jarod il camaleonte ( The Pretender il titolo in originale). Il suo personaggio , quello di miss Parker e quello di Angelo erano i miei preferiti. Un’altra serie mitica degli anni 90′ che non ha avuto però un vero finale decente…

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    1. Uno dei più memorabili fino ad ora, il Predicatore è un gran personaggio e il collegamento con gli orrori della guerra è azzeccatissimo!

      E per una volta si, non hanno storpiato il titolo! X–D

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  2. Krycek veniva chiamato dai fans della serie con il nomignolo “Rat Boy” proprio per il suo essere un doppiogichista impenitente (ed anche di peggio) però a distanza di anni è rimasto anche uno dei personaggi che ancora oggi ricordiamo della serie, ed è anche uno di quelli che -almeno fino ad ora- è morto sul serio.

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    1. Chris Carter ha sempre dichiarato che nessuno muore sul serio in The X-Files, secondo me un errore madornale (specie col ritorno di Cancer Man nelle stagioni 10 e 11 che, ricordo, non esistono). Maledetto Rat Boy, un personaggio così ben scritto che non sopporto nemmeno vedere la faccia del povero Lea…! :–)

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  3. Siamo fatti anche noi della stessa materia di cui sono fatti i sogni, diceva il Bardo… e, in questo caso, si dimostra come la loro mancanza possa arrivare (a far) uccidere! Nonostante si fosse appena agli inizi della seconda stagione, “The X-Files” si era creata un discreto seguito di fan illustri come appunto Tony Todd, all’epoca già impaziente di poter partecipare ad un episodio: vista l’importanza del ruolo, direi che la sua attesa ne è valsa la pena 😉
    Eccellente episodio, sia per le tematiche trattate che per l’introduzione di due nuovi e fondamentali personaggi: il viscido Alex Krycek e il duro Mister X, dai quali Mulder e Scully dovranno aspettarsi non poche sorprese…

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    1. Non sapevo che Tony Todd avesse voluto fortemente partecipare a The X-Files! Fece proprio bene, e come hai detto gli fu affidato anche un ruolo megagalattico, davvero indimenticabile!

      Per Krycek provo proprio un odio profondo, Nic Lea fece un gran lavoro di caratterizzazione!

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