Star Trek: Lower Decks: recensione della prima stagione

Grazie all’amico Lucius de Il Zinefilo (e di svariati altri blog), sono riuscito a vedere uno dei più recenti prodotti targati Star Trek: Lower Decks. Si tratta, almeno per adesso, di una stagione da dieci episodi da 25 minuti scarsi l’uno ed è la seconda serie animata del brand dopo le due stagioni di The Animated Series andate in onda tra il 1974 e il 1975.

Se dovessi dare un giudizio sintetico su Lower Decks dopo aver visto l’intera prima stagione, potrei definirla imperfetta, ma col cuore nel posto giusto. Si nota l’amore dei creatori per gli Star Trek classici, da TOS a ENT passando per TNG, DS9 e VOY, e lo show esteticamente rimanda bene a quelle serie che io tanto amo. Dopo un inizio che ha faticato a convincermi, ho finalmente compreso lo spirito della serie e ho cominciato a sorridere agli infiniti riferimenti e riletture dello Star Trek classico (inteso come pre-era di J.J. Abrams). Detto questo, e riconoscendo di non essere esattamente il target della serie, la maggior parte delle battute probabilmente costruite per farmi ridere mi ha fatto al massimo sorridere, e varie scelte stilistiche non incontrano il mio gusto personale. Ma andiamo con ordine: cosa offre questa prima stagione? 

La sigla è un gioiellino, con la USS Cerritos che fa incidenti vari con asteroidi, montagne ghiacciate e mostri spaziali con la stessa grazia con cui le varie Enterprise D e Voyager sfiorano fenomeni pericolosissimi con eleganza nelle sigle delle loro rispettive serie. Il primo episodio (01. Second Contact) è più o meno il modello dell’intera stagione. Infatti sviluppa una storia vista e rivista, in questo caso un’infezione a bordo causata da un comportamento poco rigoroso durante uno sbarco su un pianeta, ma da un punto di vista diverso da quello degli ufficiali in comando della nave.

I protagonisti della serie sono infatti quattro guardiamarina: la ribelle Mariner (Tawnyy Newsome), il rigoroso ed impacciato Boimler (Jack Quaid), l’entusiasta Orion D’Vana Tendi (Noel Wells) e l’ansioso mezzo cyborg Rutherford (Eugene Cordero). Risulta un’eccezione alla regola il secondo episodio (02. Envoy) che punta a sviluppare questi personaggi più che a mostrare una classica storia di Star Trek dal punto di vista dei dimenticati guardiamarina. Il resto della stagione continua sulla falsa riga del primo episodio, con storie classiche viste dai lower decks, come suggerito dal titolo della serie. 

Che dire quindi di questo cartone animato? Il fatto che tutti parlino velocissimamente per nessun motivo non mi aggrada, ma è certamente un dettaglio. Sopporto meno la serie di riferimenti buttati a casaccio solo per dimostrare di “aver fatto i compiti per casa”. Lo si potrebbe definire name dropping: citare nomi come Spock, Kirk, Janeway… in maniera inutile, priva di sostanza. Si potrebbero fare mille esempi, come l’inizio del flashback in 08. Veritas, o il finale del terzo episodio (03. Temporal Edict) dove appare per un secondo Chief O’Brien così, giusto per. Questi riferimenti non sono divertenti, non sono profondi e mi sembrano buttati lì solo per far piacere ai fan più superficiali. 

Andando oltre questo, fortunatamente, c’è molto di più. Certo, tutta la serie si basa sul giochino di rivedere storie classiche di Star Trek in tono umoristico, ma questo non vuol dire che la cosa non funzioni, tutt’altro. Mi è parso che la qualità degli episodi cresca con l’andare avanti (sicuramente gioca un ruolo anche l’affezionarsi ai personaggi), e ci sono alcune idee decisamente brillanti sparse per la prima stagione. Per esempio, è divertente costruire sketch sul fatto che tutti in su una nave della Flotta Stellare sembrino sempre molto rilassati (04. Moist Vessel): anche durante la peggiore delle crisi, è difficile che i nostri eroi della Flotta Stellare si mettano a correre! 

Impossibile che non ci fosse un episodio con un processo (08. Veritas, dove uno dei riferimenti buttati a caso è a The Drumhead, episodio di TNG con un processo memorabile) o uno sul classico malfunzionamento della sala ologrammi (06. Terminal Provocations), che tra l’altro si permette pure di citare Alien, Return of the Jedi e Lethal Weapon 2 (“Diplomatic immunity!“), tra le altre cose. E c’è pure un cameo di J. G. Hertzler! Che fa il paio con John DeLancie nell’ottavo episodio e con i due cameo di peso ancora superiore dell’ultimo episodio (10. No Small Parts) che non rivelo per non rovinare la sorpresa a chi non l’abbia visto. 

L’episodio che probabilmente contiene più riferimenti a serie precedenti di Star Trek e a mille altre cose è 07. Much Ado About Boimler: ci troviamo John Carpenter’s The Thing, The Menagerie di TOS (con lo sfortunato personaggio sulla stessa sedia a rotelle del capitano Pike), The Next Phase di TNG (con Boimler leggermente fuori fase come Geordi e Ro Laren) e Threshold di VOY (impossibile non riconoscere l’anfibio dell’episodio). La trama dell’episodio prende anche moltissimo da Chain of Command, col capitano della Cerritos in missione segreta rimpiazzato da un altro capitano. E la medusa spaziale finale riprende l’esordio di TNG con Encounter at Farpoint! Insomma, praticamente una festa per i trekkie più accaniti, tanto più che riesce anche a sviluppare sia una storia interessante che a portare avanti anche i vari archi narrativi dei quattro protagonisti. 

E come non ammirare 09. Crisis Points che riesce ad omaggiare praticamente tutti i primi sei film della saga di Star Trek? E visto che Lower Decks questo lo fa benissimo, mi chiedo il perché aggiungere ad un citazionismo così intelligente quello stupido del name dropping… Personalmente, non comprendo nemmeno il perché delle tante parolacce visto che sono completamente fuori ambientazione, ma suppongo che… facciano ridere qualcuno? Non me.

In ogni caso, Lower Decks offre una possibilità di tuffarsi dentro il Trek classico con un prodotto nuovo. L’amore per il passato si nota, basti pensare alla breve apparizione di Kirk in formato TAS (The Animated Series), il più appropriato trattandosi di una serie animata! Insomma, serie consigliata, pur se con qualche riserva. Ciao! 



12 risposte a "Star Trek: Lower Decks: recensione della prima stagione"

  1. L’ho trovata leggera e spassosa, ok si vede che hanno fatto i compiti, ma ci trovo anche sincera passione per Star Trek, non so quanto piacerà ai Trekkie o quanto nuovo pubblico poterà a casa, penso poco, ma per uno come me che sta nel mezzo tra le due tipologie di pubblico, mi sono divertito a guardarla e poi prendono tantissimo per i fondelli TNG, una stagione due la seguirei 😉 Cheers

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    1. A occhio potrebbe piacere pure a bimbi che magari Star Trek nemmeno sanno che esista, e poi magari tra qualche anno lo scopriranno e decideranno di esplorarlo. Sembra che sia piaciuto abbastanza da portarlo avanti (mi pare di aver letto che non solo verrà fatta una seconda stagione, ma pure una terza).

      E anche io me la guarderei volentieri un’altra stagione! :–)

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  2. Una serie molto simpatica! Concordo con i difetti che hai sottolineato, ma come hai ben detto, è una serie fatta con il cuore e riesce veramente a divertire. Se faranno una seconda stagione spero tanto che migliorino tutti i difetti perché ha un grande potenziale.

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    1. Grazie mille!

      Purtroppo temo che i difetti più grandi rimarranno (name dropping e citazionismo fine a sé stesso in generale, parolacce, modo di parlare rapidissimo), però se sfornano altri gioiellini come le puntate di chiusura della stagione io sono pronto a passarci sopra e a guardarmela una seconda stagione! :–)

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  3. Diciamo che sarà apprezzata di più dai trekker, da chi conosce il materiale originale..io l’ho trovata divertente, non al livello di Rick & Morty ma dopotutto essendo in “continuity” non potevano osare ancora di più

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    1. Non ho visto Rick & Morty, ma un amico che la conosce mi ha detto la stessa cosa che hai scritto te. La mia curiosità è se Lower Decks possa piacere anche a qualcuno (di qualunque età) che non conosca Star Trek. Personalmente quello che me la fa piacere è il riprendere dallo sconfinato universo Trekkie in maniera rispettosa e divertente, però se uno non conosce Star Trek… la può apprezzare? Magari un pubblico giovane?

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  4. E io che già pensavo di saltarla a piè pari… invece mi hai convinto a darle una possibilità (anche se non so bene quando, con tutte le visioni in arretrato che mi mancano) 😉

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    1. Guarda, secondo me se superi lo scoglio iniziale di queste parolacce completamente fuori-ambientazione, di questo parlato velocissimo, e dello stupido name dropping, poi arrivi a godere del materiale buono che, come detto, secondo me c’è eccome! :–)

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  5. Concordo: con difetti ma anche con tanto cuore. Purtroppo mi ha rovinato la visione l’aspetto “girl power”, visto che con l’ossessione di fingere di dare spazio alle donne gli americani stanno scadendo nel razzismo più puro, anche se di segno opposto. Fare una serie completamente al femminile con solo un paio di uomini, tutti stupidi, significa dare ragione alla Serie Classica, con tutti uomini e solo un paio di donne, anche se intelligenti e spesso fondamentali alla storia. Personaggi come Janeway o le tante altre donne di Star Trek non hanno bisogno di “pari opportunità”, sono grintose e gagliarde per conto loro, senza bisogno di qualcuno che le forzi al “girl power”.
    Diciamo che “Lower Decks” l’ho vista come parodia metoo di Star Trek, non come serie Trek in sé.

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    1. Ah, ma io a quello non ho nemmeno fatto caso. Ormai va messo in conto che ci siano solo personaggi e protagonisti appartenenti alle cosiddette minoranze (che siano di genere o di nazionalità o di orientamento sessuale poco importa). Sono proprio impermeabile alla cosa, e devo dire che non intacca il mio giudizio.

      Dati i tempi che corrono, Lower Decks non poteva che essere fatto in questo modo. Hai ragione a sottolineare l’ironia di andare talmente oltre da usare gli uomini così come venivano usate le donne in TOS (ed erano gli anni Sessanta, ricordiamolo), ma personalmente mi ritengo soddisfatto che si sia potuto fare un prodotto che, pur imperfetto, almeno rispetta molto dello spirito originale del Classic Trek che adoro! :–)

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  6. Forte, non la conoscevo! Mi deve essere sfuggito il post di Lucius.
    Ciò che ha fatto storcere il naso a te, potrebbe non farlo a me, non avendo mai visto ST. Potrebbe essere un modo per introdurmi in questo mondo, che da troppi anni rimando, amando i cartoni animati per adulti (non nel senso di pornografici 😝) e la loro verve comica.

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    1. Allora direi che potrebbe essere il tuo momento, perché è un buon prodotto! Ti perderesti gli innumerevoli riferimenti a cosa è venuto prima, ma puoi sempre goderne a posteriori dopo averlo recuperato! :–)

      Lucius per ora non c’ha fatto un post, ma scrivendoci mi ha convinto a dare una chance a questa serie e… Ha fatto bene! :–D

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