Tootsie: recensione del film

Ho scoperto molto tardi il film a cui è dedicato questo post per una mia avversione verso Dustin Hoffman dovuta esclusivamente alla voce del suo storico doppiatore italiano. Praticamente ho evitato di guardare film con il povero Hoffman finché non ho cominciato a guardarli in lingua originale, scoprendo così la sua bravura su cui credo siamo tutti d’accordo. Tootsie è un film del 1982 diretto da Sidney Pollack che praticamente si basa esclusivamente sulla performance di Dustin Hoffman che si cimenta in quello che se vogliamo, è la sfida più vecchia del mondo per un attore maschio: risultare credibile nei panni di una donna.

Perché la definisco una cosa vecchia? Beh, già nell’antica Grecia non esistevano attrici teatrali, quindi agli uomini toccava interpretare anche i personaggi femminili. Ma per restare nel cinema, sono innumerevoli i film con al centro il travestimento uomo-donna esattamente come Tootsie: A Woman (La signorina Charlot, 1915) con Charlie Chaplin, Some Like It Hot (A qualcuno piace caldo, 1959) con Tony Curtis e Jack Lemmon, Mrs Doubtfire (1993) con Robin Williams… si potrebbero fare infiniti esempi!

In questo caso, la trovata è al servizio di una commedia in cui il protagonista Michael Dorsey (Dustin Hoffman) si renderà conto di quanto abbia nella sua vita trattato male le donne (e di quanto la società sia prettamente maschilista) solamente una volta indossati i panni di una donna, il suo alter ego Dorothy Michaels. Ad aprirgli gli occhi saranno soprattutto le sue relazioni con Julie (Jessica Lange), di cui si innamora, e Sandy (Teri Garr) che di lui è innamorata senza che lui contraccambi il sentimento.

E a pensarci bene tutto questo ha un che di drammatico più che di comico (non a caso Hoffman ha sempre dichiarato che per lui questo film non è affatto una commedia). Però è anche vero che si ride parecchio a guardare Tootsie… Il personaggio di Michael è insopportabile con il suo egocentrismo imperante e il suo voler sempre avere ragione, cosa che da adito a numerose situazioni ilari. Ma quando veste i panni di Dorothy la cosa si fa ancora più divertente, un po’ per la commedia degli equivoci e un po’ perché Hoffman è davvero impressionante. Riesce ad essere credibile nei panni di una donna. Una donna brutta, naturalmente, ma comunque una donna che comportandosi come quel Michael che nessuno sopporta riesce ad ottenere un successo incredibile e ad essere rispettata da tutte e tutti.

Tootsie è davvero un film ben scritto e ben realizzato, con un Sidney Pollack alla regia che si diletta anche ad interpretare l’agente di Michael, George Fields, che proprio con Michael litiga costantemente. Si racconta che Pollack decise di interpretare il personaggio proprio per sfogarsi liberamente con Hoffman con cui le cose non andavano proprio lisce sul set!

E poi come si fa a non adorare il giovane Bill Murray, coinquilino di Michael e aspirante sceneggiatore, che come sempre interpreta praticamente sé stesso? Insomma, Tootsie mi ha davvero impressionato. L’ho detto che c’è pure una giovanissima (26 anni) Geena Davis? Se non l’avete visto, dategli una chance e non ve ne pentirete. Per darvi un’idea della brillantezza dei dialoghi del film, eccovi la frase detta da Michael a Julie nel climax del film:

I was a better man with you as a woman than I ever was with a woman as a man“, cioè “Sono stato un uomo migliore con te, come donna, di quanto non sia mai stato, con le altre donne, come uomo.

Semplicemente brillante, poche parole che riassumono sia la crescita del personaggio di Michael sia il tema principale del film! E non è che una delle perle del copione di Tootsie, scritto da Larry Gelbart da una sua storia scritta a quattro mani con Don McGuire (anche se secondo Imdb altre persone c’hanno lavorato, tra cui niente meno che Barry Levinson che con Dustin Hoffman lavorerà cinque anni più tardi come regista di Rain Man). Ciao! 


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13 risposte a "Tootsie: recensione del film"

      1. La sceneggiatura è davvero brillante, e Dustin Hoffman irraggiungibile (un attore che, come ho scritto, ho cominciato ad apprezzare come si merita dopo aver visto i suoi film col doppiaggio originale)!

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  1. Visto tantissime volte e concordo su tutto, è divertente e fatto molto bene perché fa riflettere senza pesantezza. Il padre della ragazza che si innamora di Dorothy non sapendo che è un uomo è tenerissimo! E il dottore che “bacia tutte le donne della serie?” Grazie per averne parlato!

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  2. Era un periodo in cui sembrava che avessimo solo Ferruccio come doppiatore maschile per gli attoroni di Hollywood, bravissimo, e anche qui fa un gran lavoro, ma è comprensibile l’insofferenza. A me è successa la stessa cosa qualche anno dopo con Luca Ward: non ne potevo più, tutti lui li faceva 😛.
    È un film che cerco di non riguardare molto spesso, perché mi piace tantissimo, e non voglio abusarne.
    Ma alla battuta “Svergognata!” muoio ogni volta! 😀

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  3. Non lo rivedo dall’epoca della sua uscita in cassetta, ma ne ho sempre portato un gran bel ricordo. Sono d’accordo, Ferruccio ad un certo punto era ubiquo e sembrava che un attore americano non potesse avere altra voce. Fai sicuramente bene a gustartelo in originale 😉

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