The Maltese Falcon: recensione del film

Il mistero del falco (traduzione in libertà dall’originale The Maltese Falcon, cioè Il falco maltese), film del 1941, rappresenta l’esordio alla regia di John Huston, che già si era fatto un certo nome come sceneggiatore. A fare da protagonisti ecco niente meno che Humphrey Bogart e Mary Astor supportati da una serie di altri attori fenomenali come Peter Lorre (che con Bogart sarebbe tornato a lavorare l’anno successivo in Casablanca) e il mastodontico Sidney Greenstreet, che fino ad allora aveva lavorato nel teatro. Il film è tratto dal libro omonimo (il titolo italiano del libro è Il falcone maltese) scritto da Dashiell Hammett.

The Maltese Falcon è un classico noir, un thriller in bianco e nero in cui la maggior parte del tempo è passata in ambienti bui, l’intrigo la fa da padrone dall’inizio alla fine e tutti fumano tutto il tempo. Bogart interpreta l’investigatore privato Sam Spade (da lì il nome del personaggio di Peter Falk in Murder By Death, Invito a cena con delitto, nel 1976: Sam Diamonddiamond e spade sono due segni delle carte, quadri e picche). Sam è un uomo che non si scompone davanti a nulla e che non ha paura di confrontarsi con nessuno, che sia la polizia o che sia un malvivente armato di pistola (a Sam le armi invece non piacciono).

Mary Astor è la femme fatale Brigid O’Shaughnessy, colei che mette in moto l’intera faccenda e che si innamora e fa innamorare il bel Spade. Greenstreet fa il malavitoso Gutman coi suoi sottoposti violenti che vengono sopraffatti facilmente da Spade in più occasioni: Joel Cairo (Peter Lorre) e Wilmer (Elisha Cook Jr.). A completare il quadro, ecco anche un paio di poliziotti (Burton MacLane e Ward Bond) e altre due ragazze: la scaltra segretaria di Spade (Lee Patrick) e la moglie del suo socio (Gladys George) con cui lo stesso Spade ha un affaire.

La trama sarebbe troppo complicata da scrivere e comunque non ne varrebbe la pena. Tutto avanza a suon di colpi di scena che non dipendono dalle azioni dei personaggi che risultano per lo più in balia degli eventi persi a discutere (o lottare) tra di loro per fregarsi l’un l’altro. Praticamente tutti mentono, o almeno bluffano, sempre, tentano di spillarsi soldi, provano ad incastrare gli altri… Insomma, non si formano amicizie tra i protagonisti di questa storia!

E questo teatrino è davvero spassoso da vedere visto che tutti questi personaggi sono esageratissimi, quasi caricaturali: Spade è sempre calmo e pacato, saldamente in controllo di ogni situazione; Gutman gigioneggia; Wilmer vuole sembrare tosto ma fa la figura del ridicolo; Cairo è sempre nervosissimo; Brigid è teatralissima nel suo mentire costantemente; i poliziotti sono tipi duri che vanno al sodo senza perdersi in chiacchiere… Facile capire come ogni scena offra ben più di un motivo per intrattenere lo spettatore!

Come Casablanca (1942), The Maltese Falcon delinea un mondo quasi leggendario con tesori antichi, persone senza scrupoli, omicidi a sangue freddo e somme di denaro vertiginose in una San Francisco di inizio secolo che sembra uscita dalla piena di uno scrittore più che dalla realtà. E, come Casablanca, questo film ha per me un fascino irresistibile da grande produzione hollywoodiana dell’epoca d’oro dei grandi Studios con scenografie sfarzose e pochissime scene girate in esterni. Personalmente lo trovo un film da vedere e rivedere che non mi stanca mai con una poetica che riesce ad ipnotizzarmi ogni volta che lo rivedo. Ciao!

PS: Pare che Bogart abbia amato il personaggio di Sam Spade e abbia anche apprezzato non poco lavorare con John Huston, che diventò rapidamente anche un suo compagno di bevute! 


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6 risposte a "The Maltese Falcon: recensione del film"

  1. Ho raccontato dalle mie parti di quanto mi piaccia Bogart; ho visto Il Mistero del Falco ma confesso di non averci capito niente della storia all’epoca, complicatissima, e come dici tu tutti fanno il doppio gioco e nascondono qualcosa… In ogni caso è molto affascinante e suggestivo, con un gran cast e atmosfere da manuale, va visto (nel mio caso andrebbe anche ri-visto). Certo forse dopo aver imparato a memoria Invito a Cena con Delitto sarà più difficile prenderlo sul serio, ma resta un grande classico. Grazie, bellissima recensione!

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    1. Anche io ammiro tantissimo Bogart, anche nei film in cui si è impegnato meno tipo Beat the Devil (in cui il film fu praticamente una scusa per fare una vacanza in Europa col suo amico Huston) o Sabrina (in cui si arrabbiò per non essere stato la prima scelta per la parte) trovo sempre che abbia un carisma eccezionale.

      E Peter Falk che lo prende in giro in Murder by Death è immenso! X–D

      Grazie mille per il tuo commento!

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  2. È un grande classico della filmatografia, uno dei film che lanciato la figura del detective Hardboiled. Tanto che oggi la prima cosa che immagini del detective è Bogart un soprabito (anche se l’attore è molto diverso da come viene descritto nel romanzo).

    Sto adocchiando il romanzo da un bel po’ di tempo, se mi capita in qualche mercatino dell’usato lo prendo.

    Vero! “Invito a cena con delitto” è una super parodia del genere. Di quelle fatte bene perché fatte con il cuore e con profonda conoscenza del soggetto. Soprattutto con un ottimo doppiaggio.

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    1. Bogart ha reso immortale la figura del detective antieroe. Effettivamente è impossibile pensarlo senza la sua faccia o le sue movenze! Anche io sono curioso di leggere il romanzo, comunque…

      E Murder By Death è splendido davvero, ed effettivamente fa molto ridere anche nel doppiaggio italiano. Mi metto a ridere solo a ripensare a James Signora Ben Signora… X–D

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