The X-Files – S01E16, Morte apparente

Young at Heart (altro titolo preso da una canzone, così come il Beyond the Sea di qualche puntata fa), in italiano Morte apparente, è un avvincente episodio poliziesco che da un certo punto di vista fa molto The X-Files grazie all’onnipresente governo che complotta nell’ombra, ma allo stesso tempo quasi non presenta elementi paranormali.

La trama in due parole è la seguente: un assassino efferato, John Barnett (David Petersen), fu catturato anni fa anche grazie al lavoro del giovane Fox Mulder fresco di Accademia e dell’agente Reggie Purdue (Dick Anthony Williams). Nella cattura, però, morì un ostaggio di Barnett e pure un agente dell’FBI. Nonostante Mulder avesse operato secondo le regole di ingaggio, queste morti tormentano tuttora Mulder che se ne sente responsabile.

Quando Purdue lo chiama sulla scena di una rapina e gli mostra una nota apparentemente scritta da Barnett, Mulder non ha dubbi: è tornato per fargliela pagare. Peccato però che sia morto in un carcere federale quattro anni prima! Partono così le indagini per capire se ci sia un complice che stia agendo per conto del defunto Barnett o se in qualche modo sia in giro lo stesso Barnett, cosa di cui è convinto Mulder. Che come sempre ha ragione!

È molto intrigante la spiegazione che include un dottore folle e senza scrupoli (Robin Mossley), soprannominato addirittura dottor Mengele, e i suoi esperimenti finanziati dal governo statunitense che cerca di ottenerne i risultati ancora oggi, ad anni di distanza. Poi pare che essere un vecchio amico di Mulder non porti fortuna: dopo Lamana in Macchina mortale, anche Purdue fa una fine prematura, in una sorta di equivalenza tra vecchio amico e redshirt di Star Trekkiana memoria.

Come nel precedente Ritorno dall’aldilà, le indagini sono ben pensate e ben messe in scena, con l’analisi calligrafica dei messaggi di Barnett in collaborazione con l’agente Henderson (Christine Estabrook) che fa spudorate avance a Mulder, che è un gran figo, e con la ricostruzione al computer del volto invecchiato (e ringiovanito) di Barnett

Che altro dire di questo episodio? Che Chris Carter si scontrò con la Fox, e perse, per voler girare la scena dell’omicidio di Purdue in una maniera troppo gore, con la mano mostruosa di Barnett a farla da padrone. Peccato, ci sarebbe stato bene un tocco di violenza in più per rendere ancora più di frontiera la serie, che già così fu dirompente per gli standard dell’epoca.

Infine, anche qui ecco Deep Throat (Jerry Hardin) a dare informazioni preziose a Mulder, come in Il prototipo, Macchina mortale, Caccia all’alieno ed Esperimenti genetici. Le sue apparizioni mi hanno da sempre affascinato, per me rappresentavano la certezza che Mulder fosse nel giusto, che il governo degli Stati Uniti non commettesse altro che nefandezze tutto il tempo! Sono cresciuto con questa convinzione principalmente a causa di The X-Files… 

Il finale aperto, come da tradizione della serie, lascia una notevole inquietudine addosso. La possibilità che qualcuno, che sia il governo o altri soggetti, possa riprendere in mano e continuare le ricerche folli del dottore di questo episodio per arrivare a fabbricare un vero e proprio siero della giovinezza fa venire i brividi!

Chiudo segnalando che per la prima volta uno dei nostri eroi, Mulder, spara ed uccide! Barnett giovane (Alan Boyce) aveva appena sparato a Scully, eh, va detto, ma in ogni caso la cosa è da ricordare. Così come è da ricordare una fugace apparizione dell’Uomo che fuma (William B. Davis) invischiato pure in questa brutta storia… Ciao! 


Episodio precedente: Ritorno dall’aldilà

Episodio successivo: Ospiti interplanetari


7 risposte a "The X-Files – S01E16, Morte apparente"

  1. E in questo bell’episodio impariamo come Mulder possa arrivare a prendere misure molto drastiche, quando ne va della vita della propria partner partner. Per il resto, ci troviamo di fronte a un riuscito ibrido poliziesco/monster of the week che, in parte, sembra rifarsi anche al filone dei mad doctors anni ’50 e ’60 impegnati in folli esperimenti di rigenerazione e innaturale prolungamento della vita ai danni di cavie non sempre consapevoli: nello specifico, Chris Carter potrebbe aver voluto omaggiare titoli come questi… 😉
    https://en.wikipedia.org/wiki/The_Alligator_People
    https://en.wikipedia.org/wiki/The_Man_Who_Could_Cheat_Death

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...