College: recensione del film

1 febbraio 2021: esattamente 55 anni fa, all’età di 70 anni, ci lasciava Buster Keaton. vengonofuoridallefottutepareti lo ricorda con una recensione di uno dei suoi film del periodo d’oro: College (ovvero Università, ma il titolo italiano è Tuo per sempre).

College è un film del 1927 diretto ed interpretato da Buster Keaton (anche se ufficialmente da James Horne, che però si sa non aver fatto molto). È uno dei film del primo periodo d’oro dell’artista che ebbe completa libertà artistica lavorando per la United Artists fino al 1929.

La trama è la seguente. Roland (Buster Keaton) è uno studente brillante innamorato della bella Mary (Anne Cornwall) che però non vuole saperne di lui a causa della sua avversione allo sport. Di fatto, lei esce con Jeff (Harold Goodwin), un classico jock (tipo atletico) non particolarmente intelligente ma prestante fisicamente. Finite le superiori, per amore di lei, Roland si iscrive alla sua stessa università (Clayton College) lavorando per mantenersi e dandosi allo sport per conquistarla. O meglio, prova a lavorare e prova a darsi allo sport: baseball, discipline atletiche… ma sembra negato per tutto! 

Il film è una serie di sketch comici con Buster Keaton che prova a fare cose e fallisce clamorosamente. Fallisce anche negli studi, come scopriamo in un dialogo con il rettore (Snitz Edwards) che da uomo impassibile si scopre un tenerone con Roland. Ma non fallisce nella prova più importante: quella di salvare la sua amata dalle grinfie di Jeff, in un finale in cui dimostra di essere un atleta a tutto tondo tra corsa, salti di ostacoli e addirittura un salto con l’asta (uno dei pochi stunt non fatti da Keaton stesso)! 

Il film risulta ancora oggi divertentissimo. Ritmato e brioso, non annoia e, in fondo, dura appena un’ora, il giusto per sviluppare una storia semplice e far ridere con molta comicità fisica (slapstick). C’è anche un’ironia più sottile in più punti, come nel discorso di Roland contro lo sport fatto da un Keaton che, in realtà, era un tipo eccezionalmente atletico! La costruzione delle scene è, soprattutto nella parte centrale, un po’ ripetitiva (atleta che fa alla perfezione qualcosa seguito da Keaton che invece è un disastro: ripetere all’infinito), ma ho trovato interessanti alcune cose come l’uso della slow motion come effetto speciale della caduta rallentata dall’ombrello, per esempio. 

Mi ha impressionato come alcune cose suonino ancora attualissime a un secolo di distanza come la scena di Jeff che praticamente rapisce Mary per farla espellere dal College. Suona decisamente forte in quanto a violenza di genere e non è certo comica all’interno del film! Anzi, è il fulcro emozionale dell’intera vicenda ed è ciò che porta al lieto fine, un lieto fine che insolitamente ci mostra tutto della storia d’amore dei due protagonisti, inclusa la loro fine.

Se non avete paura di un film muto e in bianco e nero, e non ci sono motivi per averne, vi consiglio di cercare questo piccolo gioiellino per passare un’ora divertendosi ad ammirare quel genio di Buster Keaton all’opera non in uno dei suoi film più famosi, ma comunque sicuramente meritevole di essere scoperto. Ciao! 


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9 risposte a "College: recensione del film"

    1. Guarda, io ce l’ho in DVD, ma vedo che ce ne sono almeno due versioni su YouTube. Spesso questi vecchi film si trovano lì anche perché è scaduto il copyright, quindi se sei curioso puoi guardarlo senza problemi! :–)

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  1. Buster Keaton è ovviamente su tutti i manuali di storia e teoria del cinema che ho studiato, eppure non ho visto quasi nulla di suo (se non la meravigliosa scena di Luci della Ribalta) ma semplicemente perché non passava molto in tv… ma questo film sarebbe un’ottimo recupero, grazie dell’idea!

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    1. Keaton era veramente un artista geniale, ed anche un pazzo scriteriato, faceva degli stunt pericolosissimi come se nulla fosse!

      I suoi film si trovano su YouTube (credo perché ormai senza copyright) e hanno sempre almeno alcuni motivi di interesse, anche quelli minori. Superconsigliati, da parte mia! Qualche tempo fa scrissi di Io… e il ciclone, del 1928, e quello ha alcune scene incredibili (famosa quella della facciata della casa che cade su Keaton che si ritrova in piedi attraverso una finestra)!

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  2. Una recensione stupenda! Keaton era un artista stupendo che dimostrava grande espressività e capacità fisiche. Inoltre le sue opere avevano dei ritmi incredibili che non annoiavano mai lo spettatore e rendeva la storia ancora più spassosa. Tutti elementi di cui hai parlato molto bene. Complimenti!

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