Paterson: recensione del film

22 gennaio 2021, Jim Jarmusch compie 68 anni. vengonofuoridallefottutepareti lo festeggia con una recensione di uno dei suoi ultimi film, Paterson.

Paterson è un film del 2016 scritto e diretto da Jim Jarmusch. Quando lo vidi annunciato andai carichissimo al cinema e, ammetto, ne uscii molto deluso. Io adoro il cinema di Jarmusch (come si sarà capito dando una rapida occhiata al mio blog), però questo film proprio non mi convinse. Ma, come sempre, partiamo da un accenno di trama.

Paterson (Adam Driver, che ammiro per la sua capacità di prestarsi a progetti indipendenti buttandocisi anima e corpo) è un autista di bus (e Adam Driver ha effettivamente imparato a guidare i bus per il film – e Driver in inglese vuol dire autista!). È anche un aspirante poeta e vive con la sua ragazza Laura (Golshifteh Farahani) e il suo cane Marvin a Paterson, New Jersey. Il film, molto semplicemente, ci mostra una settimana della loro vita.

Intorno all’uscita del film lessi che Jarmusch scrisse questo film come una sorta di risposta al cinema ultracinetico di Marvel e compagnia, un tipo di cinema che evidentemente non gli piace (e di solito non piace nemmeno a me). Però forse stavolta Jarmusch ha esagerato un po’ nell’andare contro ciò che non gli piace!

Già perché in Paterson non succede niente. E mi potrete dire che in molti dei film del regista di Cuyahoga Falls non succede nulla, d’altronde lui ha sempre detto che scrive i film con in mente i personaggi più che una vera e propria trama. Sarà che lo preferisco quando una trama c’è, come per esempio in Ghost Dog: The Way of the Samurai (Il codice del samurai, 1999), o Dead Man (1995).

Che poi secondo me Jarmusch c’ha anche provato un certo piacere a non far succedere nulla nel film. Per esempio quando dei tipi dalle facce poco amichevoli fanno dei commenti su Marvin si potrebbe pensare che gli stia per accadere qualcosa in una delle sue passeggiate dove inevitabilmente finisce legato ad un palo fuori dal pub, ma no, non succede niente. E quando il bus ha un guasto? No, niente nemmeno lì, è solo un semplice guasto. E portano da qualche parte le passioni passeggere di Laura tra musica country e muffin? Avete indovinato: no.

Che più ci penso più suppongo che non ci sia niente di male, sarà che sono entrato al cinema con delle aspettative un po’ differenti, tutto qui! Perché Laura è in effetti un personaggio adorabile e Paterson scrive delle poesie che, per quanto strane (le ha scritte il poeta Ron Padgett, amico del regista), non sono molto diverse da quelle di William Carlos Williams (che ha scritto un poema epico intitolato proprio Paterson), come si scopre nel finale con il misterioso personaggio interpretato da Masatoshi Nagase (i giapponesi devono esercitare un certo fascino su Jarmusch, mi viene in mente uno degli episodi di Mystery Train (Martedì notte a Memphis, 1989).

Insomma, come tutti i film di Jarmusch è un film da vedere, ed essendo molto poetico (in tutti i sensi) probabilmente contano molto le circostanze in cui arriverete a vederlo. Chissà che al rivederlo io stesso non mi catturi di più, alla fine è un film che mi ha colpito molto e di cui ricordo moltissimi particolari, cosa che non posso certo dire di tutti i film che ho visto! Ciao! 


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16 risposte a "Paterson: recensione del film"

    1. Cinema indipendente che credo in Italia ormai non passi nemmeno più dal cinema… il mio cinemino d’essay accanto casa lo proiettò nel 2016, fortunatamente. Spero che riapra dopo questa crisi legata al Covid, sennò non so più dove andare a vedere i film sul grande schermo!

      Comunque Jarmusch merita di essere scoperto, fidati, ha fatto un sacco di film cult (Down By Law e Night on Earth con Benigni su tutti)!

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    1. Me lo ricordavo! Ma infatti secondo me è un film adorabile, a suo modo, nella sua calma, nella sua semplicità, e nella sua poeticità.

      Sarà che la poesia mi è sempre risultata un’arte un po’ ostica, ho un modo di leggere che si presta di più alla prosa. Questo film così poetico mi ha preso in contropiede, ma lo riguarderò alla prima occasione! :–)

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    1. A me i suoi film solitamente piacciono, anche se questo mi aveva lasciato freddino (ma più ci penso più cambio idea) e The Dead Don’t Die non mi è parso troppo ispirato, parlando dei suoi due ultimi lavori. Ghost Dog lo adoro proprio, per me uno dei suoi migliori!

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