So Much for the 30 Year Plan: recensione del libro sui Therapy?

Premessa imprescindibile: i Therapy? sono un gruppo rock nord irlandese in attività sin dal 1990. I suoi attuali componenti sono Andy J. Cairns (chitarra e voce), Michael McKeegan (basso) e Neil Cooper (batteria). La loro discografia, ad oggi, conta 15 album in studio e alcune raccolte e CD e DVD registrati live

Ho appena letto So Much for the 30 Year Plan, la biografía autorizzata dei Therapy? uscita nel 2020, regalatami dal buon bad karma a Natale. L’autore è Simon Young, giornalista musicale di Kerrang! e fan della musica della band sin da giovanissimo.

Ho divorato il libro in pochi giorni, come era facile prevedere visto che i Therapy? sono da sempre uno dei miei gruppi preferiti e li ho visti dal vivo più volte. Leggere la loro storia con tutto quello che loro hanno fatto per influenzare la mia, di storia, mi ha emozionato non poco. Inoltre il libro è scritto benissimo ed offre una visione del mondo della musica che spazia su tre decadi (come suggerisce il titolo stesso), cosa che lo rende interessante anche per chi magari non sia un fan troppo sfegatato del gruppo nord irlandese.

Dato il titolo, che riprende una canzone da Suicide Pact: You First (2000), Simon Young ha naturalmente diviso i capitoli del libro per anni, alcuni più densi di avvenimenti, altri meno. Si passa dai primi anni di autoproduzioni e concerti non pagati (coi due mini album Babyteeth e Pleasure Death del 1991 e 1992, rispettivamente) al passaggio alla major A&M grazie alla quale, dopo il degnissimo Nurse (1992), riusciranno a vendere milioni di copie con Troublegum nel 1994. L’inizio è folgorante, nel giro di pochi mesi i Therapy? passarono da concerti in piccoli club britannici a suonare di fronte a decine di migliaia di persone in festival di tutta Europa

L’inevitabile successivo declino segnato da abusi di droghe e alcool farà toccare il fondo alla band intorno al 2003, 2004. Un fondo non artistico, visto che Never Apologize, Never Explain (2004) è secondo me tra i loro migliori album, ma è in quel momento che Andy e Michael (i due membri fondatori che non hanno mai abbandonato il progetto) pensarono di chiudere l’avventura. Fortunatamente non lo fecero e, insieme al batterista Neil Cooper, sono andati avanti a sfornare album e ad offrire alcuni tra i concerti più potenti a cui si possa assistere, Covid-19 permettendo, al giorno d’oggi (e hanno intenzione di continuare). 

Il libro non solo racconta le vicissitudini personali dei componenti della band senza nascondere niente nemmeno sull’abbandono del primo batterista Fyfe Ewing dopo Infernal Love (1995), ma offre degli spunti interessantissimi sulle registrazioni dei loro 15 album che fanno capire il ruolo fondamentale della figura del produttore. È affascinante scoprire i motivi dietro alle differenze di stile da un’opera all’altra, e di differenze ce ne sono eccome visto che i Therapy? hanno sempre cambiato ed innovato album dopo album. Quello che non sapevo è quanto contasse il produttore: è lui a decidere come registrare le canzoni, a discutere degli arrangiamenti e a creare il sound delle canzoni. E visto che praticamente i Therapy? hanno lavorato con un produttore diverso quasi ad ogni album, ecco perché, per esempio, le canzoni di Shameless (prodotto da Jack Endino nel 2001) non hanno niente a che vedere con quelle degli album immediatamente precedenti o successivi. 

Ma il libro è anche ricco di aneddoti divertenti su tutti i musicisti con cui i Therapy? sono entrati in contatto durante la loro carriera: da Ozzy ai Metallica, passando per i Manic Street Preachers e Jeff Buckley, e addirittura Kurt Cobain e Sting! Fantastico anche leggere la genesi di ogni singola canzone, con influenze culturali sia letterarie (su tutti: Beckett) che musicali che dimostrano quanta profondità ci sia dietro ogni singolo pezzo scritto da Andy e compagnia. Mi sono fatto una lista di gruppi che voglio ascoltare perché menzionate nelle pagine del libro, frutto di ore ed ore di interviste fatte da Simon Young ai tre membri del gruppo!

L’unico appunto che mi sento di fare è che mi sarebbe piaciuto sentire le voci di chi ha fatto parte della band ma che poi l’ha lasciata come i batteristi Fyfe Ewing e Graham Hopkins e il polistrumentista Martin McCarrick. Ma visto che le circostanze che hanno portato a questi cambi di formazione non sono state delle più amichevoli, capisco la scelta di limitarsi a riportare le voci dei tre membri della band che, in ogni caso, suonano insieme da ben 18 anni

Non esistono parole per descrivere le emozioni che ho provato leggendo So Much for the 30 Year Plan. Lo consiglio a chiunque apprezzi la musica, che conosca i Therapy? oppure no, e magari potrebbe essere un buon modo per avvicinarsi alla musica di questa band incredibile che non è mai scesa a compromessi e che ha sempre rispettato il suo pubblico, cosa notevole visto che son più di 30 anni che sono nel giro. Ciao!

PS: per chi volesse un (impossibile) sunto della musica dei Therapy?, vi lascio i link a cinque canzoni: Teethgrinder (1992), Screamager (1994), Jam Jar Jail (1999), Rock You Monkeys (2004) e Callow (2018).

PPS: non potevo resistere, ecco i miei biglietti (e altri cimeli) dei concerti a cui sono andato io nel corso degli anni: Auditorium Flog a Firenze nel 2003, Estragon a Bologna nel 2004, Koko a Londra nel 2012, e Borderline a Londra nel 2014 (serata acustica con il solo Andy).


6 risposte a "So Much for the 30 Year Plan: recensione del libro sui Therapy?"

    1. Grazie! Trovo molto difficile scrivere di musica, mi sembra più soggettiva del cinema come arte, nel senso che personalmente trovo più difficile parlare di qualità e bravura mentre sui film tutto mi sembra più chiaro. Forse è solo un’illusione mia, in realtà, comunque spero che il tuo detour sui Therapy? ti dia qualche soddisfazione! :–)

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  1. Bellissimi i cimeli 😀 rivisti nel 2019 mi sono divertito come un bambino al live, per me sono una di quelle band da sublimazione del male di vivere e quindi estremamente importanti (helping the afflicted since 1990). Da coglione che sono non ho preso una copia per me quando l’ho ordinato, ma visto quanto ne hai parlato bene mi è venuta una certa urgenza di recuperarlo!

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    1. È meglio di quanto mi aspettassi e io già mi aspettavo che fosse una roba devastante. Splendido su tutti i piani, proprio, sono sicuro che ti piacerà un sacco quando lo leggerai! Quanto vorrei vederli dal vivo adesso, ma ho visto che le date 2021 e 2022 sono tutte in Nord Europa, naturalmente… :–/

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