Mad Max: recensione del film

03 gennaio 2021Mel Gibson compie 65 anni. Ed ecco che vengonofuoridallefottutepareti lo festeggia con un’umile recensione di Mad Max (Interceptor, ma conosciuto anche col titolo Mad Max – Interceptor), del 1979.

Quell’anno, Mad Max colse il mondo di sorpresa e portò l’Australia e il suo cinema là dove non erano mai stati prima. Scritto e diretto da George Miller, fu prodotto con un budget irrisorio di 300 mila dollari australiani e guadagnò 100 milioni di dollari in tutto il mondo, lanciando anche la carriera cinematografica di Mel Gibson quasi al suo debutto (fu il suo secondo film dopo Summer City di due anni prima). Io con questo film ci sono cresciuto, l’ho visto innumerevoli volte, conosco praticamente tutto il copione a memoria, ed era ora che ne scrivessi sul blog!

Mad Max è un revenge movie, un film di vendetta, quindi la trama non è niente di eccezionalmente complicato. Max Rockatsnsky (Mel Gibson) è un poliziotto di quelli tosti, così come il suo grande amico Jim Goose (Steve Bisley). Un giorno un inseguimento finisce male, con la morte di un folle chiamato Nightrider e della sua compagna (Vincent Gil e Lulu Pinkus), e i compagni della loro gang di motociclisti cominciano un’escalation di violenza in loro nome. Ci andranno di mezzo anche Goose e la famiglia di Max (la moglie Jessie, Joanne Samuel, e il loro figlioletto), cosa che farà perdere la testa a quest’ultimo e lo porterà ad una vendetta inesorabile.

Ma se la trama è quanto di più classico si possa desiderare, è l’ambientazione a rendere unico questo film. La società dipinta da Miller è sull’orlo del collasso, o meglio è già oltre il punto di non ritorno. Sì, ci sono ancora polizia e sistema giudiziario, è vero, ma i poliziotti sono folli come i componenti delle gang che dovrebbero fermare, e la legge non riesce a tenere in carcere nemmeno la peggiore feccia in circolazione.

Un’altra cosa che Miller riesce a fare alla perfezione è caratterizzare un’intera banda di malavitosi rendendo ognuno di loro unico e con una certa personalità. Toecutter (Hugh Keays-Byrne, recentemente scomparso) è il carismatico leader, Bubba Zanetti (Geoff Parry) il suo braccio destro, Johnny The Boy (Tim Burns) il giovane che vuole crescere nella piramide sociale distorta della gang… Il film dedica alle loro dinamiche lo stesso tempo che dedica a Max, al suo lavoro e alla sua famiglia, in una contrapposizione che ben presto diventa uno scontro mortale.

E poi l’azione in questo film è micidiale. Ogni scena è girata con grande maestria, tutti gli stunt sono incredibili, le moto e le macchine lanciate a folle velocità per queste strade che tagliano il deserto australiano sono scariche di adrenalina per lo spettatore… Ma Miller sa anche costruire la tensione in maniera perfetta come per esempio quando Jessie attraversa la pineta per andare alla spiaggia e per tornare verso casa, o nel confronto finale tra Max e Johnny. Fantastico anche come il film mostri la bellissima storia d’amore tra Max e Jessie con infinita dolcezza prima di infrangerla in mille pezzi per far comprendere come mai Max impazzisca del tutto e decida di vendicarsi da solo contro l’intera banda.

Il film poi è tutt’altro che reazionario, nonostante il protagonista decida di andare oltre la legge per una sua vendetta privata. La sua scelta, infatti, gli costa cara, addirittura perde la sanità mentale! Al contrario di personaggi violenti e fascisti ma presentati come eroi come l’ispettore Callahan interpretato da Clint Eastwood, per dirne uno, Max non diventa un modello, ma solo un’altra vittima della violenza insensata.

Che altro dire? È un film che ha creato praticamente da solo un intero genere, quello del post-atomico / post-apocalittico che si ritrova in infiniti film, serie televisive, videogiochi… E la stessa saga di Mad Max coi suoi quattro film va in crescendo (con solo una flessione nel terzo capitolo)! Consigliatissimo, un vero classico imperdibile! Ciao! 

PS: consiglio di vedere il film nel doppiaggio originale con tutti che parlano con lo splendido accento australiano, non la ridicola versione ridoppiata dagli statunitensi che temevano che l’accento fosse troppo esotico.


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24 risposte a "Mad Max: recensione del film"

  1. Interceptor, l’ho sempre chiamato così. Ne ha scritto bene e merita tutto il bene possibile. Mel Gibson è diventato famoso per tanti altri film citati, ma per me questo è la sua migliore interpretazione in un film che all’epoca era una ventata di novità. Quando il cinema ancora predeva i suoi rischi…

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    1. Grazie mille!

      Anche per me Mel Gibson qui è al suo apice, quando penso a lui lo penso sbarbato in Mad Max, nonostante abbia interpretato un sacco di altri personaggi memorabili.

      Qui non solo era cinema che prendeva i suoi rischi, ma era una produzione senza budget con gente piena di talento che si inventò praticamente tutto: non solo Miller, ma anche il direttore della fotografia David Eggby, e lo sfortunatissimo Byron Kennedy che sarebbe morto di lì a poco…

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  2. Ammetto con una certa vergogna di non averlo mai visto… ma la tua recensione mi spinge a voler rimediare! Ho visto l’inizio di Fury Road, d’impatto ma non mi aveva proprio conquistata: Furiosa è di certo un personaggio memorabile, ma il protagonista non altrettanto secondo me.

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    1. Il primo Mad Max per me è un film talmente potente che è difficile descriverlo, e pensare che fu fatto con nessun mezzo più di 40 anni fa mi fa girare la testa.

      Fury Road è un altro film che adoro ma è distante anni luce, anche fosse solo pr il budget di 150 milioni di dollari! :–)

      Insomma, secondo me son prodotti talmente diversi (pur se con molti punti in comune), che non ti dovresti far spaventare. :–)

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  3. I actually re-watched the Mad Max recently and I was pleasantly surprised how much I enjoyed it. Although Mad Max 2: The Road Warrior is still my favourite of this series, I’m also one of the few people who doesn’t mind Mad Max Beyond Thunderdome. I only wish Mel Gibson could have reprised the role one more time and brought the story full circle.

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    1. It’s a great saga! Number 2 is also my favorite, and I understand what you say about Beyond Thunderdome. After all, it’s the one closest to Fury Road (for instance think of the quotable one liners!), which is an amazing movie.

      It would have been nice to see an older Max played by Mel Gibson a in 2015, but I think that Tom Hardy did a great job!

      Thank you for your comment! :–)

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  4. Pur non volendo togliere meriti alla pellicola, che le va riconosciuto quanto abbia influenzato altri media (Ken il Guerriero su tutti, almeno tra le opere che adoro), come giustamente sottolinei, sai che non sono mai riuscito a vederlo? Ci ho provato 10 anni fa, forse poco più o poco meno ma non sono arrivato a metà perché mi stava annoiando. Mi ero pure preparato tutta la trilogia. Forse ne avevo sentito parlare troppo bene e mi aspettavo altro. Però qualcuno, mi pare Cass, mi ha detto che il primo ci mette un po’ a ingranare (non vorrei mettere in bocca parole non sue, prendila con le pinze perché sicuramente ricordo male). Un giorno magari ci riproverò, al momento guarderò 30 film l’anno, a dire tanto, è qualche anno che la vena cinefila è scomparsa.

    Splendido accento australiano? Non sono molto anglofono ma da quel poco che riesco a capire a me ha fatto sempre ridere. Ma mi fido di te che sei più internazionale.

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    1. Probabilmente io non sono in grado di essere oggettivo su Mad Max (ma si può essere oggettivi su un’opera d’arte come un film?), lo porto nel cuore e ne apprezzo ogni scena!

      L’accento australiano fa un po’ ridere, è il su’ bello! X–D

      È certamente meglio dell’accento yankee della versione doppiata dagli statunitensi, anche perché vedere Mel Gibson ma non sentirne la voce gli leva il 70% della forza…

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