The X-Files – S01E04, Ricomparsa

Si continua con la mitologia! Questo quarto episodio della prima stagione (considerando il pilota come primo) insiste sul tema dei rapimenti alieni e viene menzionata ancora una volta Samantha Mulder, la sorella che Fox perse quando aveva solo 11 anni a causa di quello che lui crede fortemente essere stato un rapimento alieno. Ma andiamo con ordine.

Ricomparsa (Conduit il titolo originale, cioè Canale, o Contatto, o Tramite) si apre con due ragazzini che dormono sulle rive del lago Okobogee, in Iowa. All’improvviso ecco una luce accecante, un grande calore, e la mamma (Carrie Snodgress) che dorme lì vicino nel camper scopre che sua figlia Ruby è scomparsa. Inoltre il figlio più piccolo Kevin (Joel Palmer) non è più lo stesso, cosa che capiamo quando a fatica Mulder e Scully riescono a farsi affidare il caso e parlano con la madre (che era stata da bambina essa stessa testimone di un avvistamento di un UFO presso quello stesso lago). Kevin lo vediamo scrivere serie infinite di “I” e “O” (un linguaggio binario) che dice di ricevere dallo schermo statico della televisione (chiaro omaggio al film Poltergeist, 1982). Mulder chiede ad un amico nell’FBI di provare a decifrare un foglio scritto da Kevin e subito ecco degli agenti dell’NSA (Agenzia per la Sicurezza Nazionale) che senza grossi complimenti portano via Kevin e sua mamma perché, apparentemente, le scritte in linguaggio binario sono trasmissioni di un satellite della difesa.

Per farla breve, di nuovo abbiamo Mulder convintissimo che si tratti di un rapimento alieno e Scully che, come la polizia locale (lo sceriffo è Michael Cavanaugh che io conoscevo per l’episodio Tin Man, L’uomo di latta, di Star Trek: The Next Generation), cerca una spiegazione più terrena, come una fuga d’amore o un rapimento “normale”. In più qui il collegamento col passato di Mulder è chiaro, e ad un certo punto Scully accusa apertamente il suo compagno di lavoro di cercare di salvare sua sorella con queste indagini. Ma se c’è del vero in questa accusa, è anche vero che il comportamento di Kevin è poco spiegabile (visto che ciò che scrive in linguaggio binario non è casuale, ma si tratta di immagini, canzoni, testi esistenti) e che ci sono tracce di un inspiegabile fonte di enorme calore al lago dove Ruby è scomparsa (il tetto del camper è bruciato, come le cime degli alberi, e la sabbia è cristallizzata).

Ma proprio quando le spiegazioni più terrene sembrano avere la meglio, col ritrovamento del cadavere del ragazzo di Ruby e la confessione dell’omicidio della gelosa amica Tessa (Shelley Owens), Kevin scrive in linguaggio binario una cosa davvero difficile da spiegare: l’immagine di sua sorella (Taunya Dee) – la scena in cui si vede dall’alto l’immagine formata da innumerevoli fogli pieni di I e O è indimenticabile!

Nel finale, Mulder e Scully, insieme alla madre di Ruby, ritrovano quest’ultima a due passi dal luogo della sua scomparsa un mese prima. E qui ecco la scena più importante dell’episodio: Scully cerca di capire il perché del suo stato comatoso nelle analisi del sangue e non trova una spiegazione. Mulder le chiede se ci sono tracce di riduzione di linfociti o rilascio di glucocorticoidi. Scully, stupita, risponde affermativamente e chiede a Mulder come poteva saperlo: sono due effetti comuni negli astronauti dopo aver passato molto tempo in assenza di gravità. La stessa scienza che Scully vuole seguire a tutti i costi sembra dare ragione al visionario Mulder, che dimostra così di essere tutt’altro che uno sprovveduto, se mai ce ne fosse stato il bisogno!

Ma il vero e proprio finale è da brividi: Scully ascolta le registrazioni dell’ipnosi regressiva di Mulder sei mesi dopo aver aperto l’X-File su sua sorella Samantha. Fox ricorda il rapimento, ricorda sua sorella che gli chiedeva aiuto, ma non poteva fare nulla. E una voce nella sua testa gli diceva di stare tranquillo, che non le avrebbero fatto del male, e che lei sarebbe tornata. Quando il dottore gli chiede: “Do you believe the voice?“, cioè “Credi a quella voce?“, Mulder risponde con l’iconica frase della serie: “I want to believe“, “Voglio credere“. Io ho avuto la pelle d’oca alta così al sentire quelle parole proprio mentre lo schermo diventa nero e appare la scritta “Created by CHRIS CARTER“. Semplicemente incredibile. 

E incredibile ancora una volta come il caso resti irrisolto, come la madre dei due ragazzi sia costretta a non dire quello che pensa, che debba scegliere di mentire per proteggere se non la sua reputazione, già compromessa da tempo, almeno quella dei suoi figli. A Mulder non resta che cercare di continuare a credere, lo lasciamo in lacrime in una chiesa con la foto di sua sorella tra le mani… Questa serie è assolutamente spettacolare, me la ricordavo bella ma così stiamo veramente esagerando! Ciao!


Episodio precedente: Omicidi del terzo tipo

Episodio successivo: Il diavolo del Jersey


13 risposte a "The X-Files – S01E04, Ricomparsa"

  1. Un episodio che ho rivisto proprio questa estate, quando hanno messo la serie su Prime Video.
    Molto bello, iconico.
    Mi piace che si è ancora agli inizi, che Scully sia ancora scetticissima e Mulder troppo preso.
    Ma era il modo per introdurre bene la questione di sua sorella, per centrale della vicenda e della mitologia almeno dal punto di vista di Fox.

    Moz-

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    1. Concordo, modo perfetto per mostrare la contrapposizione tra Mulder e Scully col primo segnato da una storia personale decisamente tragica. Io ho adorato il dettaglio finale delle analisi del sangue con gli effetti della zero gravity… Mulder batte Scully tre a zero usando la scienza!

      E comunque un episodio splendido in tutto, il mistero, il senso di impotenza, i men in black, il disegno fatto in codice binario… Memorabile!!

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      1. Io ci provavo ma erano gli anni novanta e non era facile tra canali televisivi che mandavano le cose quando pareva a loro, registrazioni di vhs che fallivano e semplici dimenticanze di guardare la tv ad un’ora precisa in un giorno preciso. Ora sto rimediando! :–)

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  2. Ecco che assistiamo all’introduzione di un tassello fondamentale della mythology, e cioè il rapimento alieno della sorella di Mulder, ancora in rapporti piuttosto acerbi (ma già parzialmente rivelatori della perfetta sinergia e del grande affiatamento che li caratterizzerà poi) con Scully… ah, e a tutt’oggi quel “I want to believe“ procura la pelle d’oca anche a me, come se lo sentissi dire per la prima volta 😉
    P.S. Ho ancora tutti i numeri, e relativi albi speciali, della rivista dedicata alla serie, pubblicata da fine ’94/inizi ’95 fino al 1999: fumetti inediti (non semplici adattamenti degli episodi), inchieste “misteriose”, recensioni, cinema, ecc. …

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    1. Che spettacolo! Il tuo PS meriterebbe uno di quegli speciali in stile Lucius de Il Zinefilo in cui si riprendon articoli del tempo e si riportano con delle note a commento per vedere cosa è successo nel frattempo!!! :–)

      Comunque sì, grandissimo episodio fondamentale per continuare a sviluppare i personaggi in questa prima stagione che parte davvero fortissimo!

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