Star Trek: Voyager – S07E25-26, Fine del gioco

Endgame, Fine del gioco. E fine della serie… Inevitabilmente, dopo 172 episodi e tante ore passate in compagnia di questi personaggi che ho imparato a conoscere così bene, un po’ di tristezza mi è presa guardando l’ultimo doppio episodio della settima stagione. 172 episodi e tanti video di YouTube con gli attori della serie che parlano riuniti alle varie convention di Star Trek (o che fanno riunioni virtuali in tempi di Covid-19), il podcast The Delta Flyers condotto da Garrett Wong e Robert Duncan McNeill che sto seguendo… Insomma, mi sono davvero immerso in Star Trek: Voyager in questi ultimi due anni e ora che l’ho vista tutta un certo senso vuoto l’ho sentito.

Certo, mi manca un’ultima avventura (Enterprise, il cui cofanetto di DVD mi aspetta sin dal Natale scorso), e poi forse la serie animata degli anni Settanta… Ma sono agli sgoccioli di quello che le grandi produzioni di Star Trek mi possono offrire. Beh, inutile pensarci, parliamo di Endgame!

E come poteva finire questa serie se non con una violazione bella e buona della Prima Direttiva (Temporale) da parte di Janeway? E soprattutto, come poteva finire se non con un doppio episodio tutto azione a cervello spento, che poi è la cosa che questa serie ha fatto più spesso? Devo dire che mi è un po’ dispiaciuto che sia stata fatta questa scelta, soprattutto dopo lo splendido e toccante La colonia. Se erano riusciti a commuovermi così tanto con Neelix, che mi piaceva ma non era il mio personaggio preferito, chissà cosa avrebbero potuto fare col resto dell’equipaggio! E invece niente, di emozioni ne ho provate davvero poche…

E già che ci sono: se non fosse già stato abbastanza chiaro il debito di Voyager nei confronti di The Next Generation, ecco l’ultimo episodio doppio con un viaggio nel tempo proprio come All Good Things (Ieri, oggi, domani…) e a base di Borg, creati proprio in TNG. Ennesima dimostrazione che Voyager non ha mai trovato una sua reale dimensione autonoma all’interno dell’universo di Star Trek.

Ma ecco un accenno di trama. È giorno di celebrazioni sulla Terra: sono dieci anni che la Voyager è tornata nel quadrante Alpha dopo averne passati ben 23 nel Delta! Janeway è ammiraglio, il Dottore è sposato, la figlia di Tom e B’Elanna (Lisa Locicero) ha già l’uniforme della Flotta Stellare, Kim è finalmente avanzato di grado (capitano!) e…. Beh, le cose non sono andate così bene per Chakotay, Tuvok e Seven. E quindi Janeway pensa bene di cambiare la storia è sfruttare un’occasione perduta molti anni prima per accorciare notevolmente il viaggio ed evitare così molti dei morti che le pesano sulla coscienza.

Nella prima parte del doppio episodio seguiamo il capitano, ehm, pardon, l’ammiraglio che fa delle macchinazioni strane con dei Klingon (Korath, interpretato dal solito Vaughn Armstrong) per tornare indietro nel tempo con uno shuttle. Nella seconda parte invece eccola a discutere on sé stessa più giovane sull’opportunità o meno di completare il suo piano usando un corridoio transwarp Borg che la Regina (Alice Krige) non perde di vista nemmeno per un secondo.

Già a questo punto ci sono tanti di quei buchi di trama che è difficile capire da quale partire. Forse il più grande è il seguente: Janeway ottiene un marchingegno che non solo le permette di viaggiare indietro nel tempo, ma anche di spostarsi istantaneamente nel quadrante Delta! Ma allora non basterebbe adattare quella tecnologia sulla Voyager evitando così i pericolosi Borg? Ci adattano tutto il resto della tecnologia futura in due minuti! E un’altra inconsistenza riguarda proprio i Borg: ma se possono viaggiare così facilmente fino alla Terra, che stanno aspettando per sferrare un attacco ed assimilare la Federazione intera? E poi: come fa la Janeway del futuro a conoscere tutti i dettagli di quei condotti transwarp se la Janeway del passato li ha evitati (rarissimo caso di Janeway che NON entra nelle cose)? 

Ma, come detto, qui siamo alla solita puntata tutta azione e niente cervello, quindi inutile farsi tante domande. Le due Janeway insieme riescono a cambiare il passato, la Janeway del futuro si sacrifica per permettere la distruzione delle infrastrutture Borg (ma che sacrifico è, se tanto quella Janeway cessa di esistere una volta cambiato il passato?), e la Voyager torna sulla Terra anzitempo salvando così la vita a vari membri del suo equipaggio. Certo, dico io, ma magari coi suoi anni di viaggio addizionali avrebbe salvato la vita di altri alieni, no? L’ha già fatto così tante volte! Questa violazione della Prima Direttiva Temporale mi ha dato davvero da pensare… Alla fine Janeway non è diversa dal capitano Braxton o da Annorax, due villain di tutto rispetto incontrati nel viaggio nel quadrante Delta

D’altra parte come non aspettarsi una violazione della Prima Direttiva (Temporale o no che sia) dal capitano della Flotta Stellare che più ha ignorato le regole, anche se si è sempre presentata, a parole, come la paladina dei principi della Federazione? Questa scelta dei creatori della serie mi è sembrata quantomeno onesta! Certo, il risultato è un episodio che, per quanto grandioso, non emoziona e non è il finale di serie che meritavamo noi appassionati, ma forse è il finale di serie che la serie stessa si meritava. 

Mi spiego. Secondo me, Star Trek: Voyager è l’alunno poco brillante che però fa sempre i compiti e si applica tutto l’anno per prendere buoni voti. Il risultato è una serie competente, ma quasi mai brillante. Geniali invece sia The Original Series che Deep Space Nine (e la seconda è quel tipo di genio che usa droghe leggere nei bagni della scuola): la prima fu dirompente e gettò le basi per tutte le future serie e i futuri film del brand, e la seconda è stata l’unica a rompere con quelle basi ed elevare tutto su un piano ancora più alto. In tutto questo mio delirio, The Next Generation è l’alunno dotato, bravo e ligio alle regole, perfetto nel suo andare nel solco di chi lo ha preceduto. 

Ed è questo il mio giudizio su Voyager, in fondo: pochi episodi davvero brutti (Oltre il limite merita la sua fama di peggiore episodio, ma per me a pari merito con Fair Haven, Torsione spaziale, Profeti e perdite e una manciata d’altri) e una qualità costante ma con pochi picchi di eccellenza che, comunque, ci sono! Ciao! 

PS: bello ritrovare in questo finale anche Dwight Schultz e Richard Herd nei panni, rispettivamente, di Reginald Barclay e dell’ammiraglio Paris.


Episodio precedente: L’uomo del Rinascimento


21 risposte a "Star Trek: Voyager – S07E25-26, Fine del gioco"

  1. Eh, le regole che diventano cartastraccia quando serve a loro, ma non a pianeti di miliardi di abitanti…
    E poi non c’era un corpo di polizia temporale del futuro per sorvegliare queste zozzate?

    Comunque, la relazione a casaccio di Sette come l’hai presa? XD

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    1. Quante poche idee su come usare il povero Chakotay…

      Alla fine se penso a Voyager penso che sia un peccato che non abbiano osato di più, reso più particolari i suoi protagonisti, creato storie più estreme, un quadrante Delta meno simile al quadrante Alpha, nei limiti di budget che avevano.

      Sono andati sul sicuro, sulla strada già battuta, e il confronto con DS9 è impietoso. Ci sono episodi eccellenti e la qualità media è alta, ma per me è al quarto posto in una classifica virtuale insieme alle altre tre arrivate prima di lei (DS9, TNG e TOS)!

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  2. E’ che Voyager parte già di per sé come serie svantaggiata rispetto alle precedenti: con TOS e TNG impegnate a portare avanti il classico tema dell’esplorazione su secoli differenti, mentre DS9 si permetteva di prendere una strada differente e rivoluzionaria, a VOY alla fine non era rimasto altro che riprendere di nuovo il tema dell’esplorazione, con l’unica vera “novità” risiedente nell’alibi del lungo viaggio di ritorno verso casa. Forse un po’ poco per poter porre le basi di futuri sviluppi davvero brillanti e sorprendenti, pur riuscendo poi comunque a ottenere buoni (a volte davvero ottimi) risultati… stando così le cose, credo proprio che la serie non avrebbe potuto avere un finale differente.
    E, ovviamente, complimenti vivissimi per essere arrivato alla fine anche di questo viaggio! 😉

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    1. Grazie! In realtà è stato un piacere fare il viaggio col capitano Janeway, ci mancherebbe altro!

      Sono d’accordo sull’inevitabilità di un finale così, alla fine è in linea con tutto ciò che abbiamo visto in questi sette anni: Voyager più in là di così non poteva andare. Che poi ci sono stati picchi di qualità notevoli e anche alcune decisioni coraggiose in questi sette anni, però per lo più mi è parsa una serie col freno a mano tirato per paura di scontentare i fan già scontenti di Deep Space Nine che era vista come troppo estrema (eresia!).

      Questo quadrante Delta alla fine era troppo uguale al quadrante Alpha per giustificare la premessa che avrebbe potuto significare molto ma che alla fine, come hai scritto anche te, ha significato molto poco. Raramente si è notata la scarsità di risorse della piccola nave sperduta, raramente si è dovuti scendere a compromessi vista la situazione poco ottimale… peccato.

      Capisco il perché di tutte le scelte fatte, ma non ne condivido molte e credo che Voyager sarebbe potuto essere qualcosa di più interessante. Così secondo me rimane una serie adatta solamente ad un pubblico già conquistato dal brand Star Trek, ma incapace di convincere uno spettatore casuale a investire tempo nella scoperta di TOS, TNG e DS9 che secondo me, ognuna a modo suo, sono tutte superiori a VOY. :–)

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  3. Mi ero tenuto per me un tot di pareri personali perchè la serie la stavi ancora guardando, ma penso che se ti dico che quando mi è capitato di riguardare Voyager ho saltato diversi episodi e che considero Janeway il peggior Capitano sulla piazza, adesso puoi capirne le ragioni XD

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    1. Ti capisco! Io sono contento di averla vista tutta, però sinceramente se la dovessi consigliare ad un amico consiglierei di guardare un best of. Ci sono tanti episodi che non meritano la visione o per bruttezza inenarrabile o per il semplice fatto di essere poco memorabili…

      Che è un po’ inevitabile in una serie con 24 episodi a stagione, chiaro, però se devo far innamorare qualcuno di Star Trek lo indirizzo verso TNG/DS9 o TOS (a seconda dell’età)! :–)

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      1. A proposito di “mixed signals”, caro Sam, io considero il capitano Archer un buco con il vuoto intorno, calato perfettamente in una serie, Enterprise, che ha fatto della vuota nullità una cifra stilistica. Quindi ora sta a te fare la media fra i giudizi che ti arrivano ^_^

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      2. Ahahah! X–D

        Il tuo giudizio ce l’ho ben presente! Però dall’altro lato ho EvilAle che ne parla bene, specie delle ultime due stagioni, e bad karma che sta vedendo ora la terza e gli sta piacendo…

        Mixed signals! Devo vederla per capire quale sia la mia opinione… :–D

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      3. E ricorda, tieni sempre d’occhio le poppe di T’Pol e nota come cambiano di forma e dimensione: sono l’equivalente dei capelli della Janeway ^_^
        P.S.
        Questo commento è apparso, invece quello che ti ho scritto prima è finito in SPAM. Mistero…

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      4. Enterprise? Beh, di sicuro è più facile parlar bene delle due ultime stagioni che non delle prime dove, tra l’altro, si era presa la “brillante” scelta di non mettere nemmeno il logo Star Trek nella sigla iniziale così, giusto per rimarcare la distanza dalle serie precedenti: i fan gradirono talmente tanto che agli inizi della terza stagione si fece quello che doveva essere fatto fin dall’inizio, e cioè presentare la serie per esteso come STAR TREK: Enterprise (non Enterprise e basta)… poi, tutto può essere, magari potrebbe piacerti già dal primissimo episodio 😉

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  4. Finale assurdo ma spumeggiante, da seguire con il cuore perché se usi il cervello lo mandi a quel paese 😀
    “Janeway che entra nelle cose” è geniale, è la perfetta frase di lancio della serie, da scrivere sulle fascette dei cofanetti!
    Quanto mi manca questa serie, soprattutto perché quelle che ho visto dopo (ENT, DIS, PIC) le ho così odiate che VOY è cresciuta parecchio nella mia considerazione. Con tutti i suoi innegabili difetti, è comunque subito dopo DS9 nel mio gradimento, staccata di parecchi quadranti dalle altre serie, che a malapena tollero. L’ultima puntata di TNG mi ha così nauseato che alla fine sono andato avanti veloce, perché se no mi tornava su il pranzo, invece con VOY è stata davvero una bella emozione.
    Ora sarebbe da leggersi i romanzi di Kirsten Beyer che continuano le avventure dell’equipaggio della Voyager, con Janeway diventata Ammiraglio: il problema è che sono A) inediti e tocca leggerli in inglese, B) l’autrice ha scritto per la TV quella roba di “Discovery” e “Picard” quindi a priori la odio 😀

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    1. Non un bel biglietto da visita per Kirsten… Ma quindi sei riuscito a vederle tutte Dis e Pic? Come ci sei riuscito??? Soprattutto visto che non sei riuscito a vedere nemmeno All Good Things…!!!

      A me ha fatto tanta tenerezza che l’ultimo episodio della serie sia non solo Janeway che entra nelle cose, ma doppia Janeway entra nelle cose! Un finale perfetto! X–D

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      1. La mia maratona epidemica di Star Trek non poteva lasciare strascichi, quindi sì: a parte TOS mi sono visto ogni serie di Star Trek, dall’8 marzo al mese scorso 😛 (Con parentesi di “Alien Nation”, “Andromeda”, “Stargate Atlantis”, “Stargate Universe”, e “Babylon 5” che ho quasi finito.)
        E’ iniziata la terza di Discovery ma devo trovare il coraggio di affrontarla…

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      2. Spettacolare! Io per ora il New Trek lo vedo solo attraverso i video di Redlettermedia, almeno ci rido un po’ su!

        Comunque io in quasi tre anni ho visto VOY e TOS, te in tre mesi hai visto… Tutto! :–D

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