Star Trek: Voyager, S07E20, L’autore, l’autore!

L’autore, l’autore! (giusta traduzione, pur se enfatizzata, di Author, Author) è il The Measure of a Man (La misura di un uomo) di Star Trek: Voyager. Mi fa tantissimo piacere che sia stata ripresa una parte di storia che era rimasta colpevolmente abbandonata nel comunque ottimo episodio La linea della vita, quella in cui il Dottore scopriva che altri 650 ologrammi come lui (mark I) erano usati nel quadrante Alpha per lavori degradanti in ambienti tossici. E come?

Prima di tutto adesso che la Voyager in soli sette anni ha compiuto un viaggio che inizialmente sarebbe dovuto durare sei decadi, è possibile comunicare direttamente con il quartier generale della Federazione, se pur per brevi intervalli di tempo. Questo permette ai membri dell’equipaggio di parlare finalmente con i propri cari, ma in realtà è il Dottore quello più impaziente di comunicare con la Terra. Presto scopriamo il perché: ha scritto una holonovel, cioè un programma olografico, che tratta della lotta per l’emancipazione di un ologramma. Evidentemente gli avvenimenti di In carne e ossa l’hanno fatto pensare!

C’è un problema, però: nel programma scritto dal Dottore i membri della Voyager ne escono come una massa di pirati assassini violenti e senza nessun rispetto per i diritti umani, figuriamoci quelli olografici, e quando si scopre la cosa nessuno è particolarmente contento. E una volta convinto il Dottore che avrebbe potuto andare più sul sottile per non mettere in cattiva luce i suoi compagni di viaggio, ecco che il l’editore da lui contattato (Barry Gordon) distribuisce senza il suo permesso il programma, ignorando i diritti dell’autore perché… non ha diritti, non essendo una persona ma un ologramma!

Ed ecco quindi un buon tribunale con Reginald Barclay (Dwight Schultz – ritroviamo anche l’ammiraglio Paris interpretato dal recentemente scomparso Richard Herd) e Tuvok a difendere il Dottore e un giudice (Joseph Campanella, anche lui scomparso da poco) a dover decidere se un ologramma può godere di diritti come una qualsiasi altra persona. Molto interessanti quindi i dibattiti che si risolvono con un’intelligente serie di dichiarazioni da parte di Neelix, Paris, Janeway e il resto degli ufficiali che testimoniano come il Dottore abbia una volontà propria, sappia trasgredire gli ordini e voglia crescere come individuo. E soprattutto intelligente il verdetto tutt’altro che semplicistico in cui gli ologrammi non vengono messi sullo stesso piano delle persone, ma almeno nel caso in questione è innegabile che l’autore (olografico) della holonovel abbia il diritto di vederla ritirata se questa è la sua volontà.

Impagabile poi il finale: in una orrenda cava di dilithium nel quadrante Alpha ecco svariati mark I che si passano la voce di una nuova holonovel (la versione riveduta e corretta da parte del Dottore): Photons, be free!, Fotoni, siate liberi!, un titolo che è tutto un manifesto rivoluzionario. Prima di tutto, esigo una serie dove Robert Picardo interpreta una dozzina di personaggi che discutono tra loro. Secondo, questo sviluppo apre la porta a chissà quante potenziali storie sul trattamento degli ologrammi le cui implicazioni superano forse anche il giudizio sui diritti di Data: non ci sono tanti androidi, ma di ologrammi ce ne sono infiniti!

E quanti momenti comici in questo episodio! Il tenente Marseille con dei baffi d’altri tempi, Chakotay bajoriano con un tatuaggio assurdo sulla faccia, Janeway aggressiva con una nuova acconciatura (la numero 450, se ho contato bene), Tuvok con il pizzetto da Mirror Universe… E sono momenti comici che ci fanno ridere un po’ dei personaggi che conosciamo bene, un po’ di come li vede il Dottore, e funzionano anche come momenti drammatici per sottolineare la frustrazione di un Dottore che non può non notare il peso di essere l’unico ologramma davvero senziente sulla nave.

Divertente anche il dettaglio di Two of Three (Seven of Nine) che è l’unico personaggio che il Dottore vede davvero simpatetico nei suoi confronti. E come non parlare del Paris gigioneggiante che introduce una versione modificata della holonovel del Dottore? Assolutamente impagabile! E poi tanti altri piccoli momenti come Paris che scambia la sua chiamata con Kim per permettergli di fare gli auguri alla madre (Irene Tsu) nel giorno del suo compleanno (madre che coglie l’occasione per scherzarlo sul fatto che il figlio sia ancora solo un guardiamarina), B’Elanna che parla con il padre (Juan Garcia) dopo che avevamo scoperto in Discendenza come lui l’avesse abbandonata da piccola…

Insomma, gli sceneggiatori hanno usato bene quest’ennesima occasione di celebrare la storia di Star Trek: Voyager (in questo caso il soggetto è del buon Brannon Braga) costruendo su quanto fatto di buono in questi sette anni di avventure. L’autore, l’autore! funziona su più livelli, Robert Picardo dimostra ancora una volta la sua bravura in tutte le scene in cui appare, e dopo aver riso un bel po’ rimane anche molto materiale su cui pensare. Ciao!


Episodio precedente: Q2

Episodio successivo: Friendship Uno


10 risposte a "Star Trek: Voyager, S07E20, L’autore, l’autore!"

  1. Molto carino, questo episodio. Ricordo la riscrittura della novella in cui il medico olografico viene ristrutturato come carattere, per far capire quanto fosse stato offensivo il suo modo di usare gli altri come metafora XD
    Ok, il medico di Picardo è un personaggio strepitoso, ma tutto l’episodio è stato reso molto divertente e anche discretamente profondo.

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    1. Tom Paris non sarà sottile, ma le storie olografiche le sa programmare! X–D

      Picardo ha saputo plasmare con la sua bravura uno dei migliori personaggi di Star Trek di sempre. Aiuta che abbia dei tratti in comune con gli altrettanto indimenticabili Spock e Data, naturalmente, però questo nulla toglie alla sua bravura. E tanto di cappello agli sceneggiatori che hanno saputo sfruttarlo al meglio in storie come questa!

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      1. Gran bell’episodio, con tutto quello che riesce a costruire (a livello sia di umorismo che di tematiche profonde) attorno alla brillante idea dell’holonovel! E con il finale tocchiamo vette davvero altissime 😉

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  2. Pensa, per puro caso questo è stato uno dei primi episodi che ho visto di Voyager, tempo fa: per fortuna non ricordavo molto, al momento di vedere la serie per intero, così non mi ha rovinato “colpi di scena” 😉
    Gli holonovel li ho trovati anche nei romanzi Trek, un po’ speravo fossero “più romanzi meno holo”, ma in pratica mi sa che non possono essere considerati “libri”, visto che sono esperienze pre-impostate, più che romanzi. E’ una forma di narrativa nuova e intrigante, davvero una bella invenzione trekie 😉

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    1. Si avvicina ai libri game che tanto andavano di moda alla fine degli anni ottanta! Nella sala ologrammi sviluppi la trama come vuoi te! Concordo che è un’ottima idea, a me non dispiacerebbe leggere qualche holonovel (non quelle noiosissime di Janeway!)!

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      1. Visto che in uno dei futuri alternativi Tom Paris diventa un autore di successo di holonovel, non sarebbe male leggere una sua opera. Così come anni fa, con il grande successo della serie TV “Castle” su uno scrittore di nome Richard Castle, uscirono dei romanzi firmati con quel nome, per sponsorizzare la serie, strano che nell’universo trekie qualcuno non abbia scritto un romanzo firmandolo Tom Paris. O meglio… The Doctor! ^_^

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