Star Trek: Voyager – S07E19, Q2

Q. Quando un episodio di Star Trek ha come ospite d’onore Q (John de Lancie) si sa che ci sarà dell’umorismo e possibilmente ache qualche discorso serio su temi che possono variare da cosa significhi essere umani fino a… beh, educare un adolescente. È quest’ultimo il tema di Q2, diciannovesimo episodio della settima stagione di Star Trek: Voyager. Ci avviciniamo alla fine è ancora non siamo troppo vicini al pianeta Terra, Janeway deve darsi una mossa!

Q2 non marca solamente il ritorno del mitico de Lancie in un episodio della serie (dopo Diritto di morte e Questioni di Q-ore), ma anche di LeVar Burton dietro la cinepresa, cosa che ha fatto spesso e volentieri e sempre con buon mestiere. E dopo otto episodi di The Next Generation e uno di Deep Space Nine, che si è inventato Kenneth Biller per la terza storia di Q in Voyager? Q ritorna con suo figlio già adolescente (crescono veloci questi Q), ed è interpretato dal vero figlio di John de Lancie, Keegan. Mossa geniale di chiunque abbia fatto questa scelta, lasciatemelo dire.

In quanto a trama siamo a quanto un anglofono potrebbe definire paper thin, cioè poco e nulla. Q (padre) ha dei problemi con Q (figlio) e quindi si rivolge a Janeway perché faccia qualcosa ed eviti che il Continuum lo condanni ad un’esistenza perenne come ameba o, peggio, come essere umano. Naturalmente Q (figlio) è arrogante e non sta alle regole, gli vengono tolti i poteri e alla fine dimostra il proprio valore offrendo di sacrificarsi per salvare la vita di una persona che ha messo in pericolo con le sue azioni avventate (Icheb, Manu Intiraymi). Come dite? Già visto? Effettivamente sì. Tutto è già successo in Déjà Q in The Next Generation a Q (padre)! In altre parole, questo episodio è un déjà vu di Déjà Q. Scusate, non ho saputo resistere. 

Questo rende inutile e ridondante questo episodio? Forse sì, però io mi ci sono divertito coi due de Lancie che fanno i cretini a spese di Janeway e della sua nave. Si tocca alla lontana il tema dell’educazione dei figli, ma soprattutto si nota la voglia di divertire e divertirsi. La reazione di Seven ad essere spogliata completamente da Q (figlio)? Geniale. Neelix che viene zittito sigillandogli la bocca? Credo che molti fan abbiano apprezzato la cosa su più livelli (non io, non ho mai odiato il personaggio di Ethan Phillips) e a me ha ricordato l’episodio diretto da Joe Dante It’s a Good Life nel film di Twilight Zone (Ai confini della realtà, 1983), cosa sempre piacevole.

Poi mi ha fatto ridere che Q (figlio: mi sembra di essere Vulvia di Rieduchescional ciannel) possa aprire tunnel spazio temporali anche privo di poteri del Continuum. Basterebbe analizzare i dati del Delta flyer e la Voyager potrebbe arrivare nel quadrante Alpha in due minuti, altro che piccole scorciatoie come quelle suggerite da Q (padre) nel finale!

Insomma, qui siamo al divertimento a cervello spento e per l’ennesima volta derivativo di The Next Generation. Però mi fa sorridere pensare a come si siano divertiti Burton e de Lancie a ritrovarsi dopo qualche anno, ai de Lancie recitando insieme, e a tutto il resto del cast coinvolto in un episodio alla fine divertente e a cuor leggero. Già visto, sì, ma alla fine è una simpatica conclusione del ciclo di Q in Star Trek: Voyager. Ciao! 


Episodio precedente: Errore umano

Episodio successivo: L’autore, l’autore!


13 risposte a "Star Trek: Voyager – S07E19, Q2"

    1. Povero Q… i suoi episodi fanno molto TOS, il classico essere onnipotente che tratta gli equipaggi della Flotta Stellare come fossero dei giocattolini. Comunque in questo caso non ti perdi granché. Capisco la volontà di fare un ultimo episodio di commiato per John DeLancie, ma siamo proprio al minimo sindacale delle idee!

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      1. Già! Qui si è puntato più che altro sul divertimento puro, appunto, peraltro raggiungendo lo scopo, però non si può negare quanto il Q epico di “All Good Things” (TNG) o quello di “Death Wish” (VOY) qui siano piuttosto lontani: si poteva magari scegliere un’uscita di scena memorabile anziché all’insegna della leggerezza formato famiglia (essendoci coinvolti -alla lettera- padre e figlio) ma, forse, il destino di Q è quello di essere in genere trattato meglio nei romanzi e nei fumetti che non in una serie tv…
        P.S. Vedrai che il doppio episodio finale ti ispirerà abbastanza da scriverne un post singolo 😉

        Piace a 1 persona

      2. Voyager tranne poche eccezioni ha fatto questa scelta di essere intrattenimento per famiglie più che ogni altra cosa (d’altronde la concorrenza di DS9 all’interno del brand sull’intrattenimento più adulto era spietata!)…

        Comunque non so come prendere il tuo PS: mi ispirerà un solo post perché poco interessante o mi ispirerà un post singolo perché sarà così bello che non potrò non guardare i due episodi uno di seguito all’altro? Mmh… Il momento si avvicina!!! :–)

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