Star Trek: Voyager – S07E18, Errore umano

Errore umano (giusta traduzione dell’originale Human Error) è un episodio che, tra le altre, porta le firme di Brannon Braga e Kenneth Biller, due nomi che hanno fatto grande lo Star Trek degli anni Novanta. È l’ennesimo episodio su Seven of Nine, tanto per cambiare, e mi ha colto un po’ di sorpresa. Si tratta infatti di uno studio del personaggio, e in particolare dell’umanità di Seven e del suo desiderio di sviluppare pienamente il suo lato umano (legato in qualche modo al finale di Unimatrice Zero).

La troviamo infatti persa in una fantasia olografica in cui passa molte più ore del dovuto (soprattutto quando la Voyager corre il rischio di essere distrutta da missili a lungo raggio diretti nella sua zona attraverso il subspazio: questa è la trama secondaria dell’episodio, non particolarmente interessante, lasciatemelo dire). La cosa mi ha ricordato Reginald Barclay sull’Enterprise D, ma invece di prendersi gioco dei suoi compagni di equipaggio (Hollow Pursuits, Illusione o realtà?, terza stagione), Seven prova innocentemente ad essere più simile a loro. Nel programma olografico la vediamo infatti senza impianti Borg, vuole pure lei un’uniforme della Federazione e mette pure su un alloggio diverso dalla cargo bay dove è confinata per poter seguire i suoi cicli di rigenerazione. È affabile, fa ridere i compagni, addirittura ha una relazione intima con Chakotay!

Ma… tutto questo resta confinato alla sala ologrammi! Io non ho mai apprezzato particolarmente le storie con al centro la sala ologrammi, né quando i protagonisti sono i personaggi regolari della serie né quando sono dei personaggi usa e getta di cui non ci interessa niente (e gli esempi in questa serie vanno da Leonardo da Vinci fino agli irlandesi di Fair Haven). Il problema di questo tipo di storie è che non portano a nulla, che alla fine svaniscono come effettivamente svaniscono gli ologrammi stessi, e quindi non riescono a provocarmi grosse emozioni perché… beh, non sono reali! O meglio, non hanno effetti duraturi su alcun personaggio della serie!

Purtroppo questa sbirciata su questo lato così debole, tenero e, quindi, umano di Seven è destinata ad essere dimenticata e quindi non mi sono sentito assolutamente soddisfatto alla fine dell’episodio. Risulta che a causa di una tecnobaggianata a Seven sia proibito amare, o meglio provare un’emozione forte come quella dell’amore. Quando arriva vicino a provare una cosa simile per il Chakotay olografico la povera ex-Borg va in tilt, e il Dottore le spiega che è una specie di valvola di sicurezza messa per evitare che i membri del Borg Collective acquistino individualità. Mmh, è la prima volta che sento una roba del genere… Ma si sa, è Voyager che ha dettato legge sul funzionamento dei Borg, quindi lo accetto!

Ma perché nel finale, quando il Dottore stesso si offre di eliminare questo problema, Seven dice di no? Ma come! Tutta questa esplorazione del lato umano, tutte queste emozioni (ma questo vuol dire che fino ad ora in questi ultimi quattro anni Seven non ne ha mai provato nessuna forte abbastanza da far scattare il meccanismo anti-individualità?), e poi Seven getta la spugna senza pensarci due volte? Allora è stato tutto inutile! Così come mi sembra che sia stato inutile aver visto Errore umano

Non che non ci siano bei momenti, intendiamoci! Seven che personalizza l’alloggio (olografico), che suona il pianoforte (olografico), Chakotay (olografico) che la convince a lasciarsi andare (sia suonando che non)… Sono belle scene ma il problema è che non sono realmente accadute! Comunque è evidente che le sale ologrammi esistano solo per fare impazzire la gente creando assurde dipendenze o per fare sesso (specialemente se gestite da Ferengi), o per far esplodere le navi stellari con malfunzionamenti insensati. Io le eliminerei! Ciao!


Episodio precedente: Forza lavoro

Episodio successivo: Q2


10 risposte a "Star Trek: Voyager – S07E18, Errore umano"

  1. Ammazza, già ho dimenticato questo episodio, che evidentemente non mi ha colpito molto. Però è un peccato che i sentimenti di Sette di Nove siano stati citati di sfuggita solo per ignorarli e dimenticarli. Ci sarebbero stati degli ottimi spunti.

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    1. Purtroppo è una puntata che sembra fatta apposta per essere dimenticata… tutto ciò che accade è una fantasia e alla fine Seven rifiuta di poter vivere davvero quella fantasia dicendo di no al Dottore!

      Ha dei bei momenti (la scena del pianoforte per esempio mi si è stampata in mente!), ma… tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.

      Così, tanto per citare il nostro amato Scott! :–D

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  2. A parte la forzatura della mai vista prima (ma, tutto sommato, ci può pure stare) valvola di sicurezza Borg anti-individualità, sembra che in questa serie il problema principale degli episodi a tema “ponte ologrammi” non sia mai stato compreso in pieno nemmeno dai migliori autori dell’universo Trek (come qui Biller e Braga, appunto): o si rendono i protagonisti olografici SENZIENTI o il tutto rimane a livello di sofisticata simulazione programmata, impossibile da sfruttare per parlare seriamente di tematiche profonde e complesse. Perché affrontare un argomento potente come i sentimenti di Seven se poi il tutto avviene appunto solo in una simulazione (e di fatto, quindi, non avviene)? Con un Chakotay olografico evoluto stile Moriarty perlomeno ci sarebbe stata la possibilità di un’interazione “reale”…

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    1. E quanta forza avrebbe avuto se la storia fosse stata col vero Chakotay!

      Magari sarebbe servito un po’ più di background tra i due, visto che praticamente non hanno mai interagito tra loro, però così è veramente un’idea buttata lì e poi abbandonata ancora prima di svilupparla. :–/

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  3. “Seven che suona il pianoforte (olografico), Chakotay (olografico) che la convince a lasciarsi andare (sia suonando che non)”
    Ovvero
    Lei suona il piano e lui la tromba.

    Quanto mai azzeccato in questo caso e non potevo resistere all’occasione (quando mi ricapitava?) 😀 😀 😀 😀
    Comunque episodio molto “meh”: probabilmente esiste solo perchè avran voluto far recitare qualcosa di diverso a Jeri Ryan ed a Chakotay (ho una mediocre memoria per i nomi degli attori)

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    1. Ahahah! Effettivamente hai fatto bene a lasciarti andare! X–D

      Questa cosa di fare gli episodi per far divertire gli attori la capisco sempre ma continuo a criticarla se non ci vengono scritte su storie che abbiano un senso! Povero Robert Beltran (era uno dei tre Robert: Beltran, Picardo e Duncan McNeill), s’era lamentato tanto del suo personaggio che probabilmente questo episodio gli sarà pure piaciuto girarlo, però il suo personaggio fondamentalmente non c’è! È solo un ologramma. Grrrr…

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