La grande bellezza: recensione del film

Da italiano all’estero, quando la discussione con amici stranieri arriva al cinema tutti mi guardano e dicono frasi che contengono le seguenti parole chiave in varie combinazioni: Paolo Sorrentino e La grande bellezza. Al che fino a ieri non potevo far altro che rispondere con un sorriso imbarazzato, non avendo visto questo film del 2013. Ora invece l’ho visto e… non so se posso scriverlo, essendo italiano e amante del cinema, ma non mi è mica piaciuto a me La grande bellezza. Mi spiego.

Prima di tutto premetto che non ho visto la versione integrale da due ore e 52 minuti. Ho visto la versione che fu inizialmente proiettata nelle sale di sole due ore e 20 minuti, e già così l’ho trovata eccessivamente lunga tanto che avrei volentieri tagliato almeno 40 minuti. Sarebbe stato pure facile farlo visto che il film è una serie di scene casuali una dietro l’altra senza nessun reale ordine, senza nessun arco narrativo, senza nessun personaggio da sviluppare realmente. E probabilmente la cosa è voluta! Interessante infatti una dichiarazione di Sorrentino riguardo al film:

La pellicola contiene un sottotesto in cui si racconta la fatica di vivere provata da certi individui che trascinano un’esistenza priva di progettualità. Concetto, questo, che poteva essere reso al meglio con una lunghezza estenuante

Estenuante. Cioè, lui lo sa che ha fatto un film estenuante, e in effetti con me ha funzionato alla grande, sono arrivato a fatica alla fine della visione. Tra l’altro ciò che lui menziona in questa sua dichiarazione non lo definirei un sottotesto: è l’unico testo del film! Scena dopo scena Sorrentino ci mostra il vuoto di una elite romana fatta di personaggi orridi, stupidi, falsi, riempiti di botox e finti intellettuali che passano il tempo tra una festa e una performance di arte contemporanea (particolarmente tremenda quella della ragazzina che tira secchiate di vernice) riempiendosi di cocaina e alcool. Tutta gente che vive di rendita di un passato anch’esso vuoto: l’ex starlette della televisione, una scrittrice la cui carriera è dovuta all’appartenenza ad un partito politico, uno scrittore con solo un libro all’attivo…

Quindi forse la mancanza di una vera e propria storia è un intelligente parallelo con la mancanza delle storie personali dei protagonisti. C’è un problema, però: un film senza una storia lo posso sopportare per un tempo limitato, non per più di due ore! Così ho la sensazione di vedere una collezione di scene non collegate tra loro piene di gente di cui non so niente e di cui non mi interessa niente e l’unica cosa che mi provoca è la noia.

E poi sì, certo, Roma è bellissima in questo film. Inquadrata da una telecamera sinuosa che non si ferma mai e ben fotografata da Luca Bigazzi, la città eterna ne esce con un’immagine bellissima. Non la sua elite, che, come detto, è vuota e stupida agli occhi di un Sorrentino che comunque probabilmente fa parte di quella stessa elite. Così come ne fanno parte molti degli attori che ha chiamato in quest’opera come Carlo Verdone (che interpreta il personaggio forse più positivo dell’intero film, un uomo patetico e non pieno di sé) e Sabrina Ferilli, per nominarne giusto un paio.

Ok, volendo una storia c’è: a 65 anni Jep Gambardella (Toni Servillo), scrittore fallito ma giornalista di successo, è stanco della pochezza della bella vita romana (o dolce vita: il citazionismo si spreca in questo film di Sorrentino, ma ho faticato a trovarci un significato in ogni caso) e dopo un illuminante incontro con una suora centenaria capisce come ritrovare la gioia di vivere. Fine. Sorvolando sull’idiozia del finale con la suora santa subito (Giusi Merli) e gli inguardabili animali in CGI, questa storia si poteva raccontare in un’ora e mezzo e magari ne sarebbe uscito un buon film.

Ma due ore e venti… e meno male che non ho la versione integrale sul Bluray in mio possesso! Caro Sorrentino, Youth (2015) l’ho pure visto al cinema, La grande bellezza non mi è piaciuto, a questo punto sono contento di non essere andato a vedere Loro (2018)! Comunque è certamente un problema mio, eh, il film ha avuto un successo strepitoso in tutto il mondo e quindi forse semplicemente mi mancano gli strumenti per apprezzarlo. Guardatelo e ditemi che ne pensate voi! Ciao!


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18 risposte a "La grande bellezza: recensione del film"

  1. Per me «La grande bellezza» è una delle più superbe coglionate, anche abbastanza “baciapile”, che abbia mai visto… e «Youth» riesce a essere pure peggio!
    L’indulgenza con cui, nella «Grande bellezza» e «Youth», Sorrentino tratta i riccastri più idioti, rimbecilliti ed emotivamente stitici, mi ha proprio stomacato…
    e il suo lusso esibito visivo, barocchissimo, è obbrobrioso…

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    1. Mi rincuora vedere che siamo in parecchi (pare) a non apprezzare questo film di cui avevo sentito tanto parlare. Barocchissimo è l’aggettivo giusto: finto, costruito, artificioso…

      Quando arriva la suora non credevo ai miei occhi, giuro!

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  2. Visto due volte, ma la mia umile opinione è che non mi ha per nulla coinvolto. Fotografia eccellente, ma il resto non mi ha convinto per nulla. Di Sorrentino “Le conseguenze dell’amore” è decisamente di un altro livello. La produzione successiva non è riuscita mai a coinvolgermi quanto questo che risale al 2004.

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  3. Mi permetto di far sentire la mia unica voce fuori dal coro, perlomeno in questi commenti, e di dire che secondo me il barocchismo, ovvio, di questo film è uno strumento finemente ricercato per raccontare l’opulenza della società presa in esame e la vacuità dei personaggi che in essa si muovono. Non c’è una storia, ma c’è una Storia, che è quella della Roma presa in esame, fatta di gente bassa e alta, colta e incolta, interessante o fintamente tale, ecc… ed è un racconto fatto con uno stile a tratti onirico a tratti, anche qui volutamente, Felliniano. E poi, sempre secondo me, dobbiamo a Sorrentino il merito di aver affrancato finalmente dal loro “personaggio” e dalla percezione che avevamo di esso, attori quali Verdone e Ferilli. Di Sorrentino ho amato a dismisura e preferito altro (su tutti Il Divo e Le Conseguenze dell’Amore), ma anche La Grande Bellezza, secondo me, rimane un gran bel film.

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    1. W le voci fuori dal coro! Grazie del commento. Il divo è piaciuto anche a me, didascalico ma ben fatto e documentato!

      Però questo La grande bellezza, forse per le aspettative con cui mi ci sono avvicinato dopo averne sentito tanto parlare, proprio no. Capisco che la vacuità sia voluta, che pure il tedio lo sia, però per me è stato troppo! :–)

      Le conseguenze dell’amore lo vedrò presto!

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  4. Ho letto il post inglese ma vengo a commentare qui!
    Allora, in realtà ho opinioni molto contrastanti su questo film: sicuramente si tratta di un film molto lento e volutamente letargico, ripetitivo, pesante, ma sono anche sicuro, come d’altronde dici anche tu, che sia fatto per sottolineare la vacuità delle vite dei protagonisti: il film è “vuoto” perché deve farci sentire il male di vivere di Jep. Non è piacevole, non è divertente, non è nemmeno interessante perché non deve esserlo; perché Jep non prova più queste cose, e vedendo il film attraverso i suoi occhi dobbiamo provare le sue stesse sensazioni. Secondo me, se fosse durato di meno non avrebbe avuto l’effetto desiderato.
    Questo ovviamente non significa sia un film che riguarderei volentieri, anzi, e mi tengo ben lontano dalla director’s cut – di cui non sapevo nemmeno l’esistenza!

    E’ curioso, comunque, come questo film sia stato disperatamente amato all’estero ma accolto in modo così divisivo (se non proprio critico) in patria. Io posso dire, alla fine della fiera, che mi sia piaciuto ma che non mi abbia divertito o intrattenuto, cosa che comunque non credo fosse il suo scopo.

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    1. Hai fotografato benissimo la situazione che, nel mio piccolo, rivedo anche nella mia vita: qui in Spagna tutti parlano bene di questo film mentre sul blog la recensione italiana divide i commentatori tra chi apprezza molto il film e chi, come me, lo trova pesante e poco riuscito (pur riconoscendone i tecnicismi, quello mi sembra fuori discussione: poi possono piacere o meno!).

      Per me fa il paio con Youth che vidi al cinema e mi deluse molto pure quello… Ma ora ricercherò il primo Sorrentino!

      Grazie per la lettura e per il commento!! :–)

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