Star Trek: Voyager – S07E13, Rimorso

Forte, commovente, indimenticabile. Questi sono gli aggettivi che mi sento di utilizzare per Repentance (Rimorso), tredicesimo episodio della settima stagione di Star Trek: Voyager. Episodio serissimo e profondissimo, anche se sembra cominciare con una battuta scritta chiaramente per scatenare grasse risate: Janeway che dice “We got a Prime Directive to follow“, “Abbiamo una Prima Direttiva da seguire“, come se non l’avesse violata centomila volte in passato! Ma stavolta non lo fa e ne nasce una storia toccante alla fine della quale non ho potuto far altro che piangere (ma l’ho già detto che ormai piango anche con la pubblicità dei frollini).

La Voyager risponde ad una chiamata di soccorso e porta in salvo una decina di umanoidi da una nave Nygean. Solo che tre sono guardie (capitanate da Yediq, Tim de Zard) e gli altri sono prigionieri condannati a morte per omicidi vari. Eccoci quindi al punto: la pena di morte. A Janeway non piace per niente scortare questi individui verso il loro pianeta natale, ma il rispetto della Prima Direttiva le impone di farlo rispettando il loro sistema legale (sin dalla serie classica Roddenberry aveva messo in chiaro che la pena di morte nella Federazione, fondamentalmente, non c’era – si veda L’ammutinamento per l’unica eccezione).

Ecco quindi un bel dialogo tra Seven e il Dottore a mostrare due diversi punti di vista sulla pena di morte. Il Dottore è lapidario: la pratica della pena di morte viene definita barbara, “Killing is wrong, no matter who’s doing it“, cioè “Uccidere è sbagliato, non imporrà chi lo faccia“.

Ma l’episodio rincara la dose rivelando che uno dei prigionieri, Joleg (F.J. Rio), pare non essere colpevole di omicidio: semplicemente fa parte di una minoranza etnica (i Benkaran) e la sua testimonianza al processo non ha avuto valore, e siccome è stato trovato nelle vicinanze di un delitto è stato immediatamente arrestato e condannato. Il parallelismo con gli afroamericani negli Stati Uniti non potrebbe essere più chiaro: Neelix scopre anche che la percentuale di quella minoranza in galera è molto più alta di quella nella popolazione!

E poi… Nel sistema legale Nygean se sei abbastanza ricco puoi comprarti la libertà. Questo ricorda da vicino i nostri sistemi legali, dove raramente i ricchi e famosi finiscono nelle galere, galere che invece sono piene di poveracci di ogni tipo che non avevano abbastanza soldi per pagarsi buoni avvocati.

C’è da dire che poi l’episodio lascia un po’ da parte questo interessante commentario sugli odierni Stati Uniti per concentrarsi sulla storia di un prigioniero in particolare che si scopre aver ucciso soltanto per un discompenso chimico nel cervello che il Dottore può facilmente correggere.

Che dire quindi di Rimorso? Mike Vejar alla regia comincia la storia con scene molto dinamiche in cui la telecamera a mano accompagna il salvataggio da parte della Voyager di guardie e carcerati della nave Nygean. Belle anche le scene con wide angle del Dottore che spiega come potrebbe cambiare il carattere di Iko (Jeff Kober) per renderlo inoffensivo. Ed intensissimi i dialoghi tra Iko e Seven con lui che non sopporta il peso della propria coscienza (che non aveva, ma che ha sviluppato grazie al Dottore) e con lei che paragona la sua esperienza da Borg con il passato di Iko stesso: entrambi hanno ucciso senza avere la possibilità di controllare il proprio comportamento. Notevole anche Seven che supplica il capitano di dare una seconda chance a Iko così come la ex-Borg la ottenne da Janeway.

Insomma, parallelismi (Iko e Seven, il sistema legale Nygean e quello statunitense), dialoghi ben scritti, un finale dignitosissimo… Rimorso non sarà un episodio perfetto (soprattutto per come decide di chiudere malamente la storia della minoranza Berakan, ma anche per il ridicolo combattimento spaziale in cui una nave minuscola mette fuori uso una Voyager in cui tutto fa cilecca anche se gli scudi sono al 60%), ma è un altro ottimo episodio su Seven e sul suo rapporto con Janeway, e in cui anche Neelix trova qualche momento per stare sotto ai riflettori. Da vedere! Ciao!


Episodio precedente: Discendenza

Episodio successivo: La profezia


7 risposte a "Star Trek: Voyager – S07E13, Rimorso"

  1. A volte gli stessi sceneggiatori sembrano non capire che il pubblico di Star Trek è allergico alle battaglie spaziali ad ogni costo, specialmente quando si è in presenza di un’ottima storia come questa il cui fulcro non è (ovviamente) l’azione ma un tema doloroso e purtroppo attualissimo come la pena di morte, e si sentono in dovere di metterci dentro a forza frettolosi e impari scontri tra la Voyager e il nemico di turno. Certo è che, quando siamo al livello di episodi come “Rimorso”, possiamo anche passare sopra a questi difettucci tutto sommato veniali 😉

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    1. Star Trek: Voyager l’azione la mette anche nelle cene di Neelix, davvero a volte esagera. Ci sono più battaglie che in DS9, e lì ci sono varie guerre! Sarà che con gli effetti digitali gli venivano relativamente poco care, quindi abbondavano…

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  2. La questione è scottante e sempre attuale, in un Paese come l’America in cui chi gestisce il sistema carcerario dovrebbe farne parte! L’annosa questione tra punizione e riabilitazione è sempre appassionante, quando scritta bene come in questo caso, e purtroppo l’assenza di una soluzione definitiva renderà sempre attuali storie come questa.

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