La boda de Rosa: recensione del film

La boda de Rosa (Il matrimonio di Rosa la traduzione letterale del titolo) è un film del 2020 scritto e diretto da Iciar Bollaín, prolifica regista spagnola di cui ho recentemente parlato per il suo El olivo (2018). Entrambi questi suoi film vertono sul tema della famiglia, in entrambi seguiamo le vicissitudini dimei membri di famiglie abbastanza disfunzionali e quindi anche decisamente realistiche. Ma parliamo di La boda de Rosa.

Rosa (Candela Peña) è la classica persona che mette sempre i bisogni degli altri davanti ai propri. Aiuta sempre tutti, lavora moltissimo nonostante non le venga riconosciuto alcun merito, ed è sempre presente quando la sua famiglia o i suoi amici ne hanno bisogno. La famiglia è composta dal padre Antonio (Ramón Barra), il fratello Armando (Sergi López), la sorella Violeta (Nathalie Poza) e la giovane figlia Lidia (Paula Usero) con due gemelli di qualche mese avuti con un rocker non meglio identificato.

E che ha questa famiglia di tanto disfunzionale e realistico? Che Rosa è quella che si occupa del padre a tempo pieno da quando è morta la madre, che Armando è troppo occupato col lavoro e con la separazione dalla moglie per sapere come stanno i fratelli (o i propri figli, se è per questo), e che Violeta ha dei seri problemi con l’alcool e quindi col lavoro, e quindi con tutto il resto. Esagerato? Forse, ma sicuramente almeno qualcuna delle tessere che formano questo mosaico risulteranno familiari a chi abbia fratelli e sorelle, nipoti e quant’altro.

Il film comincia con una presa di posizione di Rosa che porta ad una cascata di eventi che si possono inquadrare nella classica struttura della commedia degli equivoci. C’è commedia, effettivamente, e c’è anche dramma, ma senza esagerare. Il film della Bollaín infatti veicola un messaggio chiaro sull’importanza di non dimenticare sé stessi e i propri sogni, bisogni e desideri, e lo fa attraverso il bel personaggio interpretato dalla bravissima Candela Peña che anche quando fa una cosa apparentemente ridicola come quella della cerimonia finale riesce a risultare totalmente credibile.

En passant, ecco anche sviluppare altri temi come quello dell’importanza di ascoltare gli altri, oltre che sé stessi, o quello dei rapporti intergenerazionali: fino a quando i genitori devono farsi carico dei giovani figli? E quando spetta ai figli farsi carico dei genitori diventati anziani? E fino a che punto?

Insomma, un film tutt’altro che vuoto, anzi scritto intelligentemente e con qualcosa da dire. Personalmente l’ho trovato un po’ scontato non nei messaggi, bensì nello svolgimento. Una volta introdotta la situazione, si può intuire ben presto dove va a parare la storia e pure i vari conflitti tra i protagonisti sono abbastanza prevedibili. Questo però nulla toglie ad un film ben pensato e ben fatto (ho qualche critica sul reparto sonoro, ma ve la risparmio) e di cui consiglio senz’altro la visione. Ciao!


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4 risposte a "La boda de Rosa: recensione del film"

    1. In agosto ho pubblicato praticamente solo su film in spagnolo, ma in realtà alla fine scrivo di più sul cinema anglofono… Però stando in Spagna è inevitabile l’esposizione a un cinema che, alla fine, è molto interessante!

      Piace a 1 persona

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