Star Trek: Voyager – S07E09-10, In carne e ossa

460550Ed ecco un bell’episodio doppio, Flesh and Blood (In carne e ossa)! A quanto ho letto, andò originariamente in onda come unico episodio da un’ora e venti minuti circa, e solo successivamente fu poi diviso nelle canoniche due parti. Dal DVD in mio possesso l’ho visto come fosse un film, senza l’usuale cliffhanger a dividere la prima dalla seconda parte. Gli ingredienti per renderlo un episodio memorabile ci sono tutti: Robert Picardo col suo Dottore in una parte da protagonista, un bel po’ di Hirogen (era parecchio che non ne vedevamo così tanti tutti insieme, da Giochi di morte, quarta stagione: stanno forse seguendo la Voyager verso il quadrante Alpha? E poi prima non erano dei giganti? Mah…), e una manciata di temi importanti come libertà, senso di identità, religione e vendetta. E con questi ingredienti esce fuori un buon piatto? Direi di sì, tutto sommato!

In In carne e ossa troviamo una comunità di ologrammi non dissimili dal Dottore della Voyager che, dopo essere stati usati come prede dagli Hirogen che hanno utilizzato nel modo peggiore possibile la tecnologia data loro da Janeway tre anni prima, si ribellano ai loro cacciatori e ottengono la libertà grazie ad una ribellione armata. Gli Hirogen non ci stanno e formano un’alleanza con Janeway per ristabilire l’ordine, alleanza che non va giù al Dottore che è simpatetico coi suoi simili. E come dargli torto? Sono capaci di evolvere, apprendere nuove cose, sono individui proprio come lui! E poi stavano venendo massacrati senza pietà dagli Hirogen che avevano pure fatto sì che gli ologrammi potessero provare dolore!

Però questi ologrammi non sono poi così simili al buon Dottore… Per colpa della programmazione degli Hirogen (fatta dal brillante ingegnere Donik, Ryan Bollman), questi sono parecchio aggressivi e, guidati dal bajoriano Iden (Jeff Yagher), sono in una crociata per liberare tutti gli ologrammi del quadrante, costi quel che costi!

Ah, una cosa che non ho menzionato ma che vale la pena sottolineare: non si è badato a spese in quanto a comparse in questo episodio! Ce ne sono tantissime e di tutte le razze: bajoriani, cardassiani, Klingon, Breen, Jem’Hadar… Il colpo d’occhio è notevole! E ci sono anche moltissimi Hirogen (nani) in scene di gruppo che dimostrano quanto per questo episodio si fosse davvero spremuto il budget a disposizione.

La gran quantità di personaggi permette di avere molte interazioni piene di significato: il Dottore con Iden, certo, ma anche B’Elanna con Kejal (una cardassiana olografica meno violenta dei suoi simili interpretata da Cindy Katz), Janeway con il Dottore e con degli Alpha Hirogen i cui interpreti sono irriconoscibili sotto il trucco (Vaughn Armstrong e Paul Eckstein)… Insomma, i temi dell’episodio vengono sviscerati a fondo con parecchi dialoghi diversi e affatto banali!

E, diciamolo, torniamo ancora una volta alla domanda che Star Trek si fa da sempre: cosa ci rende degli individui? O, come direbbe Kirk (facendo arrabbiare Spock): cosa ci rende umani? Abbiamo imparato a rispettare il Dottore in questi sette anni di avventure, a pensare a lui come un qualunque altro membro dell’equipaggio della USS Voyager. Eppure ci sono stati momenti in cui si è dubitato dell’opportunità di garantirgli uno status simile a quello degli altri, esattamente come come in passato si erano avuti dubbi simili su Data (The Measure of a Man, La misura di un uomo)! E allora che dovrebbe fare Janeway con questi ologrammi?

Ma se l’episodio riesce a presentare bene due opposti punti di vista sulla questione per la maggior parte del tempo (prima il Dottore e poi B’Elanna si lasciano convincere dagli ologrammi della bontà della loro causa), nel finale gli sceneggiatori scelgono la strada più semplice per risolvere la questione. Fanno diventare Iden e i suoi dei folli sanguinari permettendo così a Janeway di usare le maniere forti per disattivarli (mettendo anche fuori gioco gli aggressivi Hirogen, va detto). In un compromesso finale, agli ologrammi privi del condottiero sanguinario viene data la libertà: liberi di fare cose diverse da quelle che stavano facendo fino ad ora, via!

Poco convincente anche la decisione finale di Janeway dopo un bellissimo dialogo col Dottore: non lo punisce perché ha agito in buona fede, e sbagliando ha messo a repentaglio la vita di tutti a bordo della Voyager. Ok, non voleva fare male a nessuno, ma… Niente? Paris fu degradato e sbattuto in cella per molto meno (in Trenta giorni)!

Infine, come non sottolineare che la religione qui appare semplicemente come un metodo per usare parole grandiose e pure come pace e libertà ma in realtà non sia altro che un metodo per giustificare la violenza e per arrivare ad avere il potere? Mi ha ricordato quell’episodio di TNG in cui Picard dice la sua sulla religione senza mezzi termini (Prima direttiva, ovvero Who Watches the Watchers?, terza stagione). Ciao!

PS: non ho potuto fare a meno di notare Spencer Garrett nei panni di un cattivissimo ologramma dopo aver interpretato un timido ufficiale in Giustizia sommaria (The Drumhead, The Next Generation).


Episodio precedente: La Nightingale

Episodio successivo: Nelle pieghe del tempo


11 risposte a "Star Trek: Voyager – S07E09-10, In carne e ossa"

  1. Vogliamo dirlo poi che l’episodio si apre con degli Irogeni in caccia con in sottofondo una palese reinterpretazione del tema di Alan Silvestri per “Predator” (1987)? In fondo gli Irogeni sono i Predator dell’universo di Voyager, quindi ci sta tutta.
    Doppia storia molto bella, anche se principalmente ricordo il divertimento di vedere il Dottore con un fucile irogeno, in pratica grande quanto lui stesso! 😀

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  2. Spettacolare doppio episodio “olografico”, in grado misurarsi con i temi che hai giustamente elencato (libertà, senso di identità, religione e vendetta) in maniera soddisfacente se non fosse che (di nuovo!) manca quella punta di eccellenza raggiungibile evitando scorciatoie come, nel nostro caso, il “declassamento” finale degli ologrammi al rango di pazzi criminali meritevoli di disattivazione: una scelta di sceneggiatura che, pure non buttando alle ortiche il tema della loro libertà e identità come individui senzienti, certo toglie a quest’ultimo parte di quella forza che aveva all’inizio…

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