Star Trek: Voyager – S07E05, Una difficile cura

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Critical Care (Una difficile cura) è un episodio a dir poco splendido. Con il Dottore interpretato dall’immenso Robert Picardo come protagonista, la storia principale è drammatica ma anche molto emozionante e mostra un lato rivoluzionario di Star Trek che non si può non ammirare.

Un alieno di nome Gar (John Kassir) riesce a rubare il mobile emitter e quindi a rapire il Dottore. Riesce a venderlo poco dopo al responsabile di un ospedale volante (chiamato Chellick e interpretato da Larry Drake) in un pianeta povero di risorse. Una volta capito il suo potenziale, Chellick assegna il Dottore alle cure dei pazienti più importanti della società, nonostante i loro problemi di salute siano minimi, o addirittura nulli.

Il Dottore però non ci sta e fa di tutto per aiutare i malati più gravi ma che non sono abbastanza importanti da ricevere le cure di cui hanno bisogno. Tra questi ecco il giovane e brillante Tebbis (Dublin James) che il dottor Voje (Paul Scherrer) non può far altro che guardar morire, così come molti altri nelle sue stesse condizioni.

Gli sforzi del Dottore per cambiare la situazione sono encomiabili e vanno in crescendo mano a mano che il sistema e Chellick prendono delle contromisure per limitare la sua libertà. Quando quest’ultimo arriva ad uccidere il povero Tebbis per dimostrare al Dottore come si fanno le cose nel suo ospedale, il Dottore va contro il suo giuramento di Ippocrate infettando Chellick per forzarlo a cambiare le cose. Il senso di giustizia riesce ad andare oltre le sue preoccupazioni per un singolo paziente, paziente che tra l’altro stava causando moltissime sofferenze a causa delle assurde regole che aveva deciso di applicare nel suo ospedale.

Ma… erano così assurde? Con risorse limitate, è forse giusto preservare le vite degli individui che mandano avanti la società (ingegneri, agronomi…) a scapito degli individui più rimpiazzabili? Purtroppo l’episodio non dedica molto tempo a questa domanda, limitandosi a far risolvere la situazione al Dottore come se non ci fosse alcun dubbio su quale fosse la cosa giusta da fare. E dal punto di vista etico lo era di certo! Ma razionalmente e freddamente, che succederà se alcuni degli individui capaci di ideare soluzioni per far sopravvivere la società moriranno a causa della mancanza di medicinali distribuiti adesso anche agli individui meno importanti? Sarebbe stato interessante esplorare il conflitto causato da un tale interrogativo! Anche perché avrebbe permesso di mettere sul tavolo una flagrante violazione della Prima Direttiva da parte del buon Dottore!

In ogni caso, Una difficile cura rimane un bellissimo episodio (che mi ha ricordato molto da vicino l’ottimo Elysium, film del 2013 di Neil Blomkamp) che nella sua storia secondaria della ricerca di Gar da parte della Voyager offre anche numerosi momenti ilari (come quando Janeway finge che Tuvok sia suo marito!).

Insomma, per me vittoria su tutta la linea, anche se mi rimane la curiosità di sapere come si sarebbe potuto risolvere un eventuale conflitto tra l’etica inattaccabile del Dottore e i bisogni di una società lontana dalla perfezione raggiunta da quella della Federazione. Anche perché… nella nostra società tanto civilizzata del ventunesimo secolo le cose non funzionano forse come nell’ospedale di Chellick? Le medicine costano e non tutti sono in grado di permetterselo, quindi non possiamo certo dire che trattiamo tutti i pazienti allo stesso modo. Si pensi ai malati di AIDS, l’80% dei quali vive in paesi dove c’è solo il 20% delle medicine adeguate! È forse perché pensiamo che quei malati non sono abbastanza importanti da rinunciare a qualcosa per poterli curare? Ben vengano episodi così intelligenti e che pongono domande così scomode, grazie ancora una volta, Star Trek! Ciao!


Episodio precedente: Repressione

Episodio successivo: Il messaggero


10 risposte a "Star Trek: Voyager – S07E05, Una difficile cura"

  1. Episodio attualissimo per le tematiche trattate che, forse per non discostarsi troppo dalla positività di fondo propria dell’universo Trek, si ferma un attimo prima di porre il Dottore davanti a scelte eticamente e moralmente assai critiche (del resto quanta freddezza e razionalità potremmo mai mantenere noi se, all’interno di una società in crisi, scoprissimo di trovarci a far parte degli individui non indispensabili alla sua sopravvivenza?)… il che nulla toglie comunque all’altissimo livello complessivo, chiaro! Una menzione per i comprimari, e cioè lo stesso Larry Drake che interpretava il malvagio Robert G. Durant nel Darkman di Sam Raimi, oltre a quel John Kassir che moltissimi conoscono magari senza mai nemmeno averlo visto in faccia, essendo lui infatti la voce del Guardiano della Cripta nella famosa serie “Tales from the Crypt”.
    P.S. Chissà che Blomkamp non l’abbia visto… 😉

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    1. Effettivamente trama e messaggio sono identici a Elysium, hai ragione da vendere. Blomkamp mi sembra uno venuto su a pane e fantascienza, non mi stupirebbe se fosse un trekkie… Certo, dopo che ha rifiutato di dirigere Star Trek 3 del reboot l’hanno prsticamente buttato sotto un ponte, sono anni che non gli fanno combinare niente. Tra inimicarsi Abrams e inimicarsi Scott (R.) mi sa che la sua carriera è un po’ finita in un limbo, poverino… :–/

      Sai che Darkman so che mi piace, lo voglio vedere da anni, ma ancora non ce l’ho fatta? Non ho scuse, lo so… Ma rimedierò! :–)

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  2. Si, concordo con quel che scrivi e con i dubbi alla fine. Ovviamente viene presentata la soluzione più morale, ma non si può giudicare solo con l’emotività perchè la verità la recita la massima “alla Realtà non gliene frega una mazza dei tuoi sentimenti”. Così come viene come di consueto presentato uno scenario volutamente estremo per far sembrare la scelta morale la più giusta e senza macchia.
    Resta un bel episodio, ma certe forzature (e di simili in Star Trek purtroppo ce ne sono sempre state troppe) lo sciupano un pò.

    Larry Drake era fantastico a fare il cattivo. Su, guardati Darkman XD

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    1. Voglio guardarlo, lo giuro!!! Poi Raimi mi piace un sacco… Tutti che mi redarguiscono sul mio blog, ma sarà mai possibile? X–D

      È vero che spesso le situazioni sono portate all’estremo per veicolare messaggi, ma forse è quando le cose sono meno ovvie che Star Trek è al suo meglio. Detto questo, Una difficile cura resta un buonissimo episodio! :–)

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  3. Con il sistema sanitario americano gli autori non potevano calcare troppo la mano, ma è anche lì la bravura di uno sceneggiatore: sapere quando affondare il coltello e quando limitarsi ad una ferita superficiale 😛
    Episodio ghiotto che, come sempre, si regge sulla bravura di Picardo: per me la serie “Picard” pecca di una “o” in meno: dovevano darla al Dottore la serie!!! ^_^

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    1. Star Trek: Picardo la guarderei eccome!!! :–D

      Verissimo il fatto che a volte con un po’ di limitazioni si riescono a dire cose molto forti in ogni caso. Voyager ha avuto episodi con messaggi potenti, va detto, e questo è tra quelli nonostante quello che possa pensare un piccolo europeo come me! :–)

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