Inception: recensione del film

pictures-leonardo-dicaprio-joseph-gordon-levitt-ellen-page-tom-hardy-london-inception-photocallHo appena avuto il piacere di rivedere al cinema Inception, film del 2010 scritto e diretto da Christopher Nolan. La proiezione del film è stata preceduta da un breve documentario/pubblicità su Tenet, il suo nuovo film, e anche su Inception stesso. Interessante come sia Nolan che i suoi attori tutti dicano le stesse cose dei suoi film: tante location diverse e spettacolari, grandi effetti speciali, per la maggior parte pratici, e storie complesse ma con emozioni per riuscire a coinvolgere il pubblico. E questo insistere sempre su questi elementi mi ha fatto un po’ pensare a come Nolan percepisce il suo cinema: come lui stesso dice, vuole creare esperienze grandiose per il pubblico al cinema che gli ricordino le emozioni che in lui suscitavano i film d’azione che vedeva da giovane (immagino ci siano parecchi film di James Bond nei suoi ricordi).

E Inception contiene tutti gli elementi che promette di contenere Tenet, almeno a giudicare dal filmato che ho visto. Il protagonista è tormentato e deve venire a patti con le sue emozioni (in questo caso il rimorso), ci sono tante location diverse (cosa facilitata dal trucchetto dei sogni e dei sogni nei sogni) e gli effetti speciali sono impressionanti. Ma andiamo con ordine e spendiamo due parole sulla trama.

Cobb (Leonardo Di Caprio) è un ladro particolare: ruba idee. In questo mondo fantascientifico è infatti possibile entrare nei sogni delle persone e carpirne i segreti più profondi. Il padrone di una grande corporation, Saito (Ken Watanabe), lo assolda per fare una cosa ancora più difficile: impiantare una nuova idea nel cervello di un competitore (Cillian Murphy). Cobb forma quindi una squadra di assi di questo tipo di rapine per portare a termine la sua missione (nel cast ci sono anche Tom Hardy, Ellen Page, Joseph Gordon-Levitt, Marion Cotillard e mille altri, tra cui l’immancabile Michael Caine). Solo che Cobb è una persona tormentata, esiliata dal proprio paese e piena di rimorsi. Riuscirà a portare a termine la missione? Chissà!

Se avete visto il film, sapete il motivo di questa risposta: questo film è famoso, tra le altre cose, per il suo finale aperto. I personaggi possono entrare nei sogni, e nei sogni dentro altri sogni, e via così, ma più vanno in profondità più è difficile tornare al mondo reale. E nel climax del film i nostri protagonisti vanno in un sogno in un sogno in un sogno in un altro sogno! Cobb rimane da solo e non si capisce se riesce a salvarsi o meno. Ma questo secondo me non è un punto importante da discutere: non mi interessa particolarmente se il film abbia un lieto fine oppure no. Mi interessa spiegare perché secondo me Inception non è un grande film.

Inception è grandioso, nel senso che ti colpisce con suoni e immagini fino a stordirti. L’azione è girata molto bene, gli attori sono bravissimi, la fotografia è impressionante… ma ti colpisce anche con una marea di spiegazioni di cose che all’inizio sembrano complicatissime ma che alla fine non lo sono poi così tanto. Si può entrare nei sogni e il tempo si espande in maniera esponenziale mano a mano che si entra in altri sogni. Ed è importante risvegliarsi da tutti i sogni allo stesso tempo. Fine. E queste regole ci vengono ripetute mille volte, praticamente la prima ora di film è tutta una spiegazione (il personaggio di Gordon-Levitt esiste per spiegare le cose, un po’ come il robot esiste per spiegare tutto allo spettatore in Interstellar, 2014).

E questo è un problema per me? No, non troppo. La visione del film si fa un po’ pesante, questo sì, ma la cosa in sé non la vedo così negativa. Quello che trovo insopportabile è che poi queste regole vengano infrante continuamente dai protagonisti del film! Perché creare tante regole e ripeterle ossessivamente se poi quello che vediamo sullo schermo le contraddice in maniera palese? A me pare che la sceneggiatura del film faccia acqua da tutte le parti…

Per esempio, giusto prima del climax ci viene detto quanto tempo hanno i protagonisti nei vari sogni: dieci secondi nel furgone, due minuti nella stanza d’albergo, e venti minuti nella fortezza in montagna. Ok. Ed effettivamente il furgone ci mette dieci secondi a cadere nell’acqua dal ponte. Ma Gordon-Levitt davvero in due minuti riesce ad entrare in una stanza, legare quattro persone con un filo telefonico trovato dopo una ricerca di qualcosa per legarle, uscire e andare all’ascensore, uscirne, piazzare due cariche esplosive, farle esplodere, e poi piazzarne altre due e fare esplodere pure quelle? Tutto questo a gravità zero!? Improbabile.

E in venti minuti posso credere che Hardy e Murphy penetrino nella fortezza, ok. Ma poi perché questa cosa difficilissima diventa qualcosa per cui Di Caprio e Page impiegano due secondi? Un attimo prima sono su una collina di fronte alla fortezza a sparare col fucile da cecchino, e un attimo dopo sono nella stanza più protetta della fortezza. Mmh… e come ci sono arrivati? Se è tutto un sogno tutto è possibile? E allora perché tutti gli inseguimenti e le sparatorie?

E non voglio fare troppa attenzione ai particolari… ma se è il film stesso che accende tutti i riflettori che ha sui particolari allora il minimo che chiedo è che quei particolari abbiano un senso! In Inception, secondo me, non ce l’hanno. E una volta che crolla tutto il castello di carte del mondo e delle sue regole non rimane molto, purtroppo. Il tormento di Cobb lo si capisce circa a metà film, ma viene comunque ribadito più volte fino all’inevitabile spiegazione fatta dal personaggio stesso a quello della Page.

Io ho la sensazione che Nolan scriva queste sceneggiature che gli sembrano geniali e complicatissime, le riempia di spiegazioni, e poi non si renda conto che in realtà non funziona niente. E nessuno ha il cuore di dirglielo perché lui ci si diverte come un matto a girare questi filmoni pieni di effetti speciali pratici con cui vuole che tutti si divertano! E io mi ci diverto pure, eh, ma troppo spesso non hanno alcun senso: sia The Dark Knight (Il cavaliere oscuro, 2008) che The Dark Knight Rises (Il cavaliere oscuro – Il ritorno, 2012), per nominarne due, hanno delle trame che fanno più acqua del Titanic, e lo stesso probabilmente vale per Inception.

Che Di Caprio è anche bravo ad interpretare il tormentato Cobb, però sinceramente io tanta emozione per la sua tragica storia non l’ho provata in mezzo a tutto questo caos e assordato dalla musica di Hans Zimmer… Insomma, sono contento di averlo visto al cinema, ma non penso che sia un film imperdibile. Spero che Tenet sia diverso! Ciao!

PS: Comunque secondo me non è un lieto fine: i bimbi sono uguali a come erano nei suoi sogni, a meno che non sia stato in esilio solo pochi giorni la cosa non può funzionare!


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16 risposte a "Inception: recensione del film"

  1. Non ho ancora visto Tenet, quindi su questo non posso dire nulla, e Inception l’ho visto un paio di volte ma temo me ne servirebbero di più per capire bene tutto tutto. Purtroppo però non ho una gran voglia di rivederlo… Sono d’accordo con te su molte cose e non penso Inception sia un capolavoro assoluto, preferisco di sicuro Memento, meno roboante ma più genuino e originale. Amo moltissimo Il Cavaliere Oscuro, mentre come dici tu ho trovato che Il Ritorno facesse acqua da tutte le parti. E aggiungo che anche secondo me il finale di Inception non è lieto…

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    1. Secondo me non è un film che nasconda chissà che significati, e il suo problema è proprio che tutta questa voglia di rivederlo (e riascoltare le stesse spiegazioni cento volte) non c’è! :–)

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  2. «Inception», e Nolan tout court, è il film (e il regista) più sopravvalutato e pompato di tutta la storia del cinema…
    al secondo posto, forse, il povero Shyamalan…
    medaglia di bronzo per Zack Snyder…
    quarto Hugh Hudson…
    quinto forse anche Ang Lee!

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  3. Anche Shyamalan, come Nolan, è partito col botto ma poi si è incartato su se stesso… salvo giusto Lady in the Water, ma per il resto concordo con voi, la trilogia dei suoi supereroi come ho scritto anche da me è una specie di barzelletta… Forti dubbi su JJ: non seguo Star Wars, ma cred che abbia fatto bene con i nuovi film di Star Trek; meglio di quanto abbiano fatto con Discovery di sicuro!

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  4. Io l’ho visto tre volte ma tutte all’epoca della sua uscita (di cui due al cinema) e non ricordo tutti questi buchi di trama, ma dovrei rivederlo per farmi un’idea definitiva. Fatto sta che secondo me al di là delle trame cervellotiche, questi film di Nolan (Inception e Interstellar più di Tenet), abbiano una componente di stupore visivo e spettacolarità che me li fanno amare, al di là di tutto. Poi Inception ha un discorso metacinematografico che a me piacque molto: http://inthemoodforcine.altervista.org/inception-approfondimento/ (se può interessare ovviamente).

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  5. Anch’io ho rivisto Inception al cinema, l’ho sempre visto in home video e devo dire che è stata una bella esperienza. Una cosa che non ho mai compreso è perché molte persone dicono che sia un film complesso. In realtà ha una trama molto semplice solo che è impostata in un modo differente visto che inizia senza dare spiegazioni allo spettatore e tutto questo mondo lo conosciamo andando avanti con la trama. Comunque sia una recensione davvero ottima!

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