Star Trek: Voyager – S06E26, Unimatrice Zero (prima parte)

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Unimatrix Zero: prima parte (giustamente tradotto come Unimatrice Zero). Questo è l’ultimo finale di stagione con un cliffhanger, quindi so di dovermi aspettare fuochi artificiali ancor prima di premere Play sul telecomando del mio lettore DVD, ma qui si esagera! Inutile dire che si parla di Borg, l’espediente narrativo più riuscito di Star Trek: Voyager, e quindi di un ruolo centrale per l’assoluta protagonista della seconda metà della serie, Seven of Nine. E pensare che tutto comincia con un sogno quasi piacevole…

È proprio Seven a fare questo sogno, a trovarsi a camminare in un’idilliaca isola verde insieme ad altri individui di tante specie diverse… Solo che non è un sogno, è la Unimatrix Zero, dove alcuni Borg malfunzionanti si ritrovano durante il ciclo rigenerativo (corrispondente al nostro sonno) e possono vivere come individui. Pare che anche Seven lo facesse prima di arrivare a bordo della Voyager, solo che nessun drone poteva ricordare qualcosa una volta tornato attivo (se avete visto un film del 1999 abbastanza famoso intitolato The Matrix dei fratelli/sorelle Wachowski non dovreste aver difficoltà a capire il concetto). Insomma, per farla breve, questi poveri droni che sognano di condurre delle esistenze lontani dal collettivo Borg chiedono aiuto e come può Janeway dire di no?

La missione, purtroppo, è quasi suicida: trovare un vascello Borg, infiltrarlo e rilasciare un virus preparato dal buon Dottore per far cominciare una vera e propria rivoluzione in seno al collettivo: che i droni che sognano di essere individui (capitanati da Axum, Mark Deakins, che ritroviamo pure in Star Trek: Insurrection, 1998) si uniscano!

C’è un problema: la Regina Borg (Susanna Thompson) è a conoscenza del piano di Janeway perché sa dell’esistenza della Unimatrix Zero e sta facendo di tutto per smantellarla. Quindi quando la USS Voyager dà il via al suo piano, i Borg la stanno aspettando! Però le parole di Chakotay alla fine dell’episodio fanno pensare che in realtà tutto sia parte di un piano ben congeniato… Insomma, come sempre il mistero verrà svelato nella seconda parte, l’inizio dell’ultima stagione!

Certo che far assimilare il capitano, il responsabile della sicurezza, e l’ingegnere capo della nave non mi sembra così geniale… Vedere tutti e tre già Borg al 100% nel finale dell’episodio fa venire i brividi!

Per concludere, questa prima parte è la classica storia piena d’azione ed effetti speciali a cui ci hanno abituato gli episodi doppi di Star Trek: Voyager ed è tra le migliori di questa categoria. E come non fare una lista di finali di stagione con cliffhanger, ora che siamo arrivati all’ultimo (e comunque la prima e la quarta stagione non ce l’avevano)?

  • Seconda stagione: Sopravvivenza. Sicuramente il meno emozionante della lista: gli sceneggiatori si erano tenuti troppe porte aperte perché la seconda parte potesse essere sorprendente.
  • Terza stagione: Il patto dello scorpione. Qui si introduce quello che rapidamente è diventato il personaggio più importante della serie, Seven of Nine. Anche se fosse solo per questo, sarebbe un episodio indispensabile, ma in realtà c’è molto di più grazie all’inedita alleanza coi Borg!
  • Quinta stagione: Equinox. Qui è interessante la contrapposizione tra la Voyager e la Equinox, due navi della Flotta Stellare agli estremi opposti dei principi morali della Federazione, anche se forse sono fin troppo opposti. Un po’ facile la risoluzione del conflitto nella seconda parte.
  • Sesta stagione: Unimatrix Zero, di cui ho appena scritto sopra.

Questo breve excursus dimostra una volta di più come Star Trek: Voyager viva in un certo modo della luce riflessa di The Next Generation, visto che è con una creazione di quest’ultima, i Borg, che raggiunge le sue vette più alte. Va comunque detto che i Borg sono stati sviluppati in maniera intelligente grazie alle avventure della nave capitanata da Kathryn Janeway in una serie che nella sua seconda parte è riuscita a scrollarsi di dosso il soporifero inizio a base di Kazon e storie abbastanza dimenticabili. Ciao!


Episodio precedente: Strane presenze sul ponte dodici

Episodio successivo: Unimatrice Zero (seconda parte)


9 risposte a "Star Trek: Voyager – S06E26, Unimatrice Zero (prima parte)"

  1. Ed eccolo qui, il cliffhanger/finale di stagione con i fuochi artificiali (e con i Borg Voyager riesce sempre a garantirli, i fuochi artificiali: i poveri Kazon, a confronto con il Collettivo, non hanno mai avuto la minima possibilità di far breccia nel cuore degli spettatori)… 😉

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  2. Unimatrice Zero, me la ricordo: idea molto interessante, mi chiedo solo se gli effetti del piano rischiosissimo abbiano avuto effetti sull’ambientazione – in Voyager non ricordo che si sia tornati al punto, ma potrei aver perso degli episodi…

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    1. Voyager è famosa per il suo pulsante di Reset alla fine di ogni episodio, un po’ facilitato dal viaggio verso il quadrante Alpha che si lascia tutto alle spalle e un po’ dovuto al notevole debito creativo nei confronti di The Next Generation (e, diciamolo, anche per differenziarsi dalla praticamente contemporanea Deep Space Nine)… Di solito dopo una rapida soluzione è come se non fosse successo nulla!

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