Raising Arizona: recensione del film

cteq_raisingarizonaSe i fratelli Coen sono ora tra i registi meglio considerati di tutta Hollywood lo si deve anche al loro secondo film, uscito nel 1987, Raising Arizona (in italiano Arizona Junior). Si tratta di una commedia brillante e surreale che già mette in chiaro lo stile dei fratelli che dimostrano di saper scrivere una sceneggiatura divertente (il loro primo film Blood Simple – Sangue facile del 1984, era ben distante come toni), di saper girare un film di ottima qualità (tra l’altro il direttore della fotografia era niente meno che Barry Sonnenfeld), e di saper tirar fuori il meglio da un cast pieno di talento con, tra gli altri, Nicolas Cage, Holly Hunter, John Goodman e Frances McDormand.

L’inizio del film è fulminante: con la voce di Nicolas Cage a fornire una voce narrante il cui tono è già abbastanza per scoppiare a ridere, assistiamo alle disavventure di H.I. McDunnough (Cage), rapinatore inetto che entra ed esce dal carcere e si innamora della poliziotta Edwina (Hunter) che gli fa le foto segnaletiche quando viene arrestato. In questi dieci minuti ci sono così tanti sketch e gag visuali e non che è impossibile ricordarli tutti! E non è che l’inizio, visto che il film non smette mai di divertire e il ritmo non cala mai.

La storia d’amore tra H.I. e Ed funziona benissimo fino a quando lei non scopre di essere sterile. A quel punto i due decidono di rapire uno dei cinque gemelli appena avuti da un famoso venditore di mobili chiamato Nathan Arizona (Trey Wilson). H.I. porta a casa Nathan Jr. ma proprio in quel momento gli piombano in casa due suoi conoscenti evasi dal carcere, Gale (John Goodman) e Evelle (William Forsythe), a rovinare la festa. Questo più il licenziamento di H.I. dopo una lite col suo datore di lavoro Glen (Sam McMurray) mette in moto una serie di eventi uno più assurdo dell’altro in cui ha un ruolo non secondario anche un cacciatore di taglie che tira bombe a mano ai conigli per passare il tempo (Randall ‘Tex’ Cobb).

Se conoscete i Coen solo per il loro The Big Lebowski (Il grande Lebowski, 1998), sappiate che tutto è nato qui, con un Cage in piena forma (che non smetteva di proporre cose nuove sul suo personaggio ai Coen che a loro volta non smettevano di dirgli di seguire il copione senza improvvisare) e con quel tipo di umorismo surreale che fa ridere anche per la sola ripetizione di cose assurde come John Goodman che urla a più non posso senza particolari ragioni, il carcerato che pulisce il pavimento grugnendo, o il trio di personaggi che libera sulla parola H.I. più volte.

Se vi piace lo stile dei Coen fatto di dialoghi serrati, battute che fanno ridere a denti stretti (a volte anche molto elaborate, come le freddure sui polacchi di Glen che servono a costruire la battuta del sogno di H.I. col poliziotto di nome Kowalski) e situazioni esilaranti per la loro follia, allora il consiglio è di recuperare questo loro piccolo gioiello di gioventù (Joel e Ethan avevano rispettivamente 33 e 30 anni quando uscì il film) che a distanza di più di tre decadi fa ancora ridere come quando uscì. Ciao!

PS: apparentemente è il film preferito di Edgar Wright, un altro regista con uno spiccato senso dell’umorismo!


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8 risposte a "Raising Arizona: recensione del film"

  1. A volte credo che i Coen, siano stati i fratelli Raimi numero sei e sette, oppure che Sam sia il terzo fratello Coen. Alcune inquadrature di questo capolavoro urlano “RAIMI” a pieni polmoni. Film incredibile, bastano i primi cinque minuti per innamorarsene per sempre 😉 Cheers

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    1. Quegli anni lì ci hanno regalato i primi lavori di tanti registi di cui adesso non possiamo fare a meno ed effettivamente qualcosa in comune si può vedere qui tra Raimi e i Coen! Ben visto! :–)

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  2. Guarda cosa mi hai tirato fuori! In molti in realtà non conoscono questo film ed è un vero peccato. È veramente una pellicola geniale piena di battute divertenti e geniali che riescono a metterti il sorriso sulle labbra. Un film stupendo che bisogna riscoprire assolutamente.

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    1. È davvero un film che merita di essere scoperto se non conosciuto! Essendo vecchiotto, hai probabilmente ragione e spero che per qualcuno questo post possa essere l’occasione di recuperarlo! :–)

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