Star Trek: Voyager – S06E20, Il buon pastore

cd2eeff66f0197b1e16e7ef963cc7f07Ed ecco che Star Trek: Voyager ci porta un’altra volta là dove nessuno era mai giunto pri… ah no, che dico! Ed ecco che Star Trek: Voyager ci porta un’altra volta là dove The Next Generation era giunta prima, col quindicesimo episodio della sua settima stagione Giovani carriere (Lower Decks). Il buon pastore (giusta traduzione dell’originale Good Shepherd) è infatti un episodio che si concentra su tre membri dell’equipaggio della USS Voyager che non avevamo mai visto prima e che, suppongo, non vedremo mai più. Inutile dire che non arriviamo alle vette dell’episodio di The Next Generation che era un vero gioiello (il discorso del capitano Picard sulla perdita della guardiamarina Sito è da brividi, cosí come l’ultima scena con Worf in Ten Forward), ma si tratta comunque di un cambio di ritmo e di prospettiva che non può che far bene ad una serie che sul finire della sesta stagione forse ha bisogno di qualcosa di nuovo come per esempio una storia come questa o lo sviluppo dei giovani ex-Borg liberati in La collettività.

Insomma, eccoci a parlare de Il buon pastore, in cui Janeway porta a spasso tre pecore del suo gregge, le tre pecore meno performanti, e incontra un lupo affamato di antimateria che per poco non fa fuori sia lei che, appunto, le tre pecorelle. E chi sono questi tre membri dell’equipaggio?

  • Tal Celes (Zoe McLellan), una bajoriana molto impacciata che lavora con Seven in Astrometrics;
  • Mortimer Harren (Jay Underwood), un teorico che sogna di NON essere su una nave spaziale;
  • William “Billy” Telfer (Michael Reisz), un ipocondriaco amico di Celes.

Nessuno dei tre ha mai lasciato la nave per una missione, e tutti e tre sono considerati male dai loro ufficiali superiori, come ci spiega Seven of Nine che ha dato voti ai vari settori della nave (il migliore? Sicurezza, naturalmente, con il logico Tuvok al comando). Così il capitano Janeway decide di uscire col Delta Flyer e portarsi dietro i tre colleghi tutt’altro che brillanti per studiare un fenomeno inusuale. Cosa succede dopo è facile da intuire: una minaccia esterna mette a repentaglio la sopravvivenza del gruppo e i tre dimostrano di essere ben più bravi di quanto si potesse inizialmente pensare.

Insomma, a dirla tutta si capisce il finale sin dai primi minuti, però Il buon pastore rimane un episodio che introduce tre nuovi personaggi e riesce anche a caratterizzarli abbastanza bene. C’è pure una nuova razza aliena di cui assistiamo al disastroso primo contatto (ne muoiono centinaia di individui) prima dell’inevitabile salvataggio ad opera di Chakotay. C’è da dire che questo episodio di Star Trek: Voyager la gioca molto di più sullo humour e non si prende sul serio come quello di The Next Generation, e questo è un punto a suo favore visto che altrimenti un confronto sarebbe stato ancora più implacabile. Insomma, un interessante cambio di marcia, ma niente di particolarmente memorabile. Ciao!

PS: come non menzionare il mitico Tom Morello dei Rage Against the Machine che fa una comparsata (come crewman Mitchell) in questo episodio chiacchierando amabilmente con il capitano? Rock the f*ck out!

PPS: un’altra connessione tra Giovani carriere e Il buon pastore è Alexander Enberg che in The Next Generation interpretava il vulcaniano Taurik e in Voyager interpreta il vulcaniano Vorik!


Episodio precedente: Un gioco da ragazzi

Episodio successivo: Vita veloce e prospera


8 risposte a "Star Trek: Voyager – S06E20, Il buon pastore"

  1. Sì, diciamo pure che, riassumendo, questa può tranquillamente essere considerata una sorta di versione semiseria di “Giovani carriere” (e Tom Morello aveva già fatto parte dell’universo Trek in precedenza, nei meno riconoscibili panni di un Son’a all’interno del film “Insurrection”) 😉

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    1. Il problema di episodi come questo è che poggiano tutto il peso emotivo su personaggi che, per quanto scritti bene, non ci interessano. Non li conosciamo, non li vedremo mai più, perché ce ne dovrebbe fregar qualcosa di loro?

      Detto questo, ci sono episodi peggiori nella serie, però questo si può saltare senza aver perso molto ecco!

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  2. Se dunque la Janeway è rimasta così traumatizzata dall’esistenza di ben tre membri dell’equipaggio di cui non sapeva niente, vuol dire che gli altri 120 li conosce tutti come le sue tasche? O che organizza gite “Al Buon Pastore” con tre membri per volta finché non s’è ripassata tutto l’equipaggio? Diciamo che la versione TNG era molto più credibile, sebbene sia sempre un bel piacere veder Zoe McLellan. (Che mi è molto familiare ma dalla sua filmografia non riesco a ricordare dove l’abbia già vista.)

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