Star Trek: TOS – S03E24, L’inversione di rotta

shirtless-turnaboutintruder-rEd eccoci giunti all’ultimo episodio della serie classica di Star Trek, non ci posso quasi credere! Il mio viaggio cominciato a dicembre 2018 termina adesso, dopo 78 episodi divisi in tre stagioni in cui ho potuto conoscere meglio personaggi che già mi erano familiari sia per i primi sette lungometraggi che per le loro menzioni ed apparizioni nelle altre serie di Star Trek che già amavo: The Next Generation e Deep Space Nine.

Sono felicissimo di aver finalmente colmato questa (imperdonabile) lacuna e sono rimasto decisamente colpito dalla qualità della serie tutta. Sì, certo, ci sono tante cose invecchiate male, tanti episodi che adesso non funzionano molto, si nota che la serie fu girata in un periodo storico completamente diverso da questo (son passati più di 50 anni)… eppure la quantità impressionante di idee innovative, il cast che lavora benissimo, gli effetti speciali notevoli, una certa qualità del girato, delle musiche e della fotografia (ho guardato la versione rimasterizzata da Bluray) sono tutte cose che ho piacevolmente scoperto con questa visione della serie.

D’altronde non poteva essere altrimenti: ci sarà un perché se la serie è entrata così prepotentemente nella cultura popolare della seconda metà del Novecento ed oltre! Ma lasciatemi parlare dell’ultimo episodio: L’inversione di rotta (Turnabout Intruder). Diciamolo: non è il finale di ultima stagione che Star Trek si sarebbe meritato. Il sessismo anni Sessanta che a tratti caratterizza l’intera serie qui è praticamente protagonista di una storia in cui una donna, Janice Lester (Sandra Smith), si vendica su Kirk reo di averle fatto passare la vita da sola, cosa accettabile per un uomo ma una condanna peggiore della morte per una donna (non lo dico io, lo dice l’episodio). La fantasiosa trama ci offre la possibilità di vedere William Shatner che recita il capitano Kirk posseduto da una donna e la cosa è più che divertente, ma evidentemente il messaggio di fondo è completamente sbagliato. E la recitazione di Shatner più che imitare una donna imita una donna isterica, aggravando così il messaggio perché aggiunge che le donne non dovrebbero stare in posti di comando in quanto incapaci di gestire la tensione.

Insomma, la lettera d’addio della serie classica di Star Trek non è assolutamente in linea con i messaggi intelligenti e con le trovate all’avanguardia che abbiamo visto in abbondanza negli episodi precedenti. Non ci viene data nemmeno la possibilità di di vedere i sette ufficiali dell’equipaggio (Kirk, Spock, McCoy, Scott, Chekov, Uhura e Sulu) tutti insieme un’ultima volta! La loro ultima apparizione risale al (pessimo) terzultimo episodio Sfida all’ultimo sangue.

Detto questo, io mi ci sono divertito parecchio con questo L’inversione di rotta! Shatner da solo vale il biglietto: si lima le unghie, sbatte i pugnetti sul tavolo, fatica a non gridare quando qualcosa gli/le va storto… In una scala da 1 a Nicolas Cage, è divertente da vedere quasi come quest’ultimo in Face/Off (Due facce di un assassino, 1997)! Ma è certo che Un tuffo nel passato sarebbe stato migliore come ultimo episodio, e comunque trovo inaccettabile che a Roddenberry non sia stata data la possibilità di scrivere un reale episodio finale! Certo, questo ha permesso il ritorno dei personaggi nella serie animata del 1973, per non parlare degli splendidi (per la maggior parte) film dal 1979 in poi, ma mi incuriosisce pensare a come sarebbe potuto essere un vero ultimo episodio della serie.

Che altro dire se non ribadire che Star Trek: The Original Series merita davvero di essere vista all’alba del terzo decennio del Duemila? Se non siete fan così accaniti di Star Trek, forse potete limitarvi ad una selezione di episodi, questo sì. Nel mio piccolo, io suggerisco di non farsi mancare almeno i seguenti:

Sette della prima, sei della seconda e cinque della terza fanno 18 episodi in tutto (ce ne sono altri che meritano, ma mi sono limitato), una quantità abbordabile da chiunque e che può dimostrare bene il valore della serie classica di Star Trek! Ciao!


Episodio precedente: Un tuffo nel passato


19 risposte a "Star Trek: TOS – S03E24, L’inversione di rotta"

  1. Complimenti Sam per aver perseverato, è stato proprio un gran bel lavoro! Credo che il sapore della serie classica non potrà mai essere replicato, anche se ci sono state cose molto belle nel più o meno recente passato, anche come film. Ora però sto guardando Discovery e non posso dire che mi piaccia…

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    1. Grazie! Credo anche io che sia una cosa unica, bellissima e che ha generato altre cose bellissime, alcune volte anche superiori all’originale!

      Discovery non la annovero tra queste ultime, sfortunatamente. Mi tengo alla larga da tutto ciò che sia uscito insieme e dopo gli Star Trek di JJ Abrams!

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      1. Ahahah! Calzante! Piacendomi Star Trek, evidentemente non è il prodotto per me.

        Eppure mi stupisce che fan di vecchia data (come Jammer, di Jammer Reviews, un sito molto ricco) apprezzino questo New Trek…

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  2. Innanzitutto, complimenti per essere arrivato al traguardo! 😃
    Riguardo all’episodio in questione (praticamente si regge sulle sole spalle di Shatner) pensa che fu criticato per il suo evidente sessismo persino nel 1969… E comunque sì, la TOS avrebbe certamente meritato una conclusione migliore di questa anche se, a dirla tutta, la serie animata ha almeno parzialmente rimediato al danno dandoci un’altra stagione di avventure dei nostri beniamini 😉
    Riguardo a quei poveri Excalbiani là, nel loro pianeta di lava ribollente, non perdo la speranza che forse, in futuro, ti riesca di rivalutarli 😉

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    1. Grazie, ma è stato davvero un piacere!! E, anzi, l’ho fatto fin troppo tardi, ma in realtà sono contento di averlo fatto durante questo mio periodo di attività sul blog perché scrivere di ogni singolo episodio mi ha dato la possibilità di imparare tanto su Star Trek e di rifletterci abbastanza a fondo!

      Turnabout Intruder è davvero esagerato nel dipingere la donna come bisognosa di un compagno o eternamente isterica, non mi stupisce che sia stato criticato addirittura alla sua uscita! Divertente, ripeto, però bisogna passare davvero sopra al messaggio, cosa che di solito non è vera per gli episodi di Star Trek sempre così avanti su moltissimi temi!

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  3. Ora che hai concluso, ti consiglio di buttare un occhio su “star trek continues”, una produzione amatoriale che continua la serie classica. Amatoriale ma di altissimo livello (un fatto curioso è la presenza nel cast del figlio di James Doohan, che riprendere il ruolo del padre). Trovi gli episodi sul Tubo.

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  4. Complimenti per la cavalcata spaziale, ed ora sei pronto per mille altre sfide ancora più impegnative ^_^
    Certo, già che sei arrivato fin qui, invece di interrompere così bruscamente il rapporto con Kirk e i suoi potresti leggerti i libri e fumetti che hanno raccontato quei due anni mancanti della missione quinquennale, oltre alla valanga infinita di romanzi ambientati durante tale missione, universi paralleli compresi.
    Mmmm, mi sa che è molto più semplice se continui con le serie TV 😀

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    1. Grazie! Sto già pianificando tante altre avventure, lo sai, che sono una più impegnativa dell’altra! :–D

      Ma invece di pensare a quanto ci vorrà a finirle, preferisco pensare ad iniziare (come feci con TOS un anno e 9 mesi fa e con Voyager più o meno nello stresso periodo, ed eccoci arrivati al finale anche di quella, tra un paio di mesi) e poi lasciare che il tempo e la mia mania di non lasciare le cose a metà facciano il loro corso! :–)

      Su Star Trek non escludo di dare un’occhiata almeno all’Animated Series (suggerita a suo tempo da Giuseppe) e a Star Trek Continues (suggerita da Dark Alex), ma credo di avere già parecchio tempo da riempire con Enterprise e il capitano Archer! :–)

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  5. Te lo scrivo qui, anche se è un’altra serie di ST.
    Comincio seriamente a pensare che Brannon Braga venga dal futuro, e sia diventato autore e produttore di Star Trek per divertirsi ad anticipare cose che lui già sa succederanno. Se nel 1996 in cui ha rifatto il finale di “Aliens” in VOY 3×12 si poteva dire che le notizie di un quarto film alieno già giravano, invece nel 1994… be’, è successa roba seria!

    Per motivi ignoti Braga ha deciso di plagiare il romanzo “Io sono Helen Driscoll” (A Stir of Echoes, 1958) scrivendo il soggetto di Eye of the Beholder (TNG 7×18, trasmesso il 28 febbraio 1994): in fondo Richard Matheson ha sceneggiato alcuni episodi di TOS e Stephen King l’ha già plagiato senza conseguenze, perché non farlo tornare in Star Trek in modo apocrifo?
    Così Deanne Troi – in uno dei rarissimi episodi in cui dice più di tre parole – si ritrova protagonista femminile di una storia da cui qualche anno prima Koji Suzuki ha già preso più di uno spunto per il suo romanzo “The Ring”. La cosa assurda è che Braga fa tutto questo ben cinque anni prima che David Koepp porti sullo schermo il romanzo di Matheson, con il film Stir of Echoes (1999) magistralmente interpretato da Kevin Bacon. (FIlm che secondo me è nato perché qualcuno nel 1998 ha visto il film televisivo The Ring giapponese e si è reso conto che parte di quella storia l’aveva già raccontata l’americano Matheson!)

    La cosa che mi manda fuori di testa è che quando l’episodio di TNG di Braga arriva in Italia, il 16 settembre 1997, i titolisti si inventano un “Echi mentali”: quando nel 2000 arriva il film con Bacon, che è la stessa identica storia, lo chiamano… “Echi mortali”!!! Capisci che non può essere un caso! La cosa più logica sarebbe che i distributori italiani si siano accorti che l’episodio di TNG era troppo fotocopia di A Stir of Echoes e hanno usato il termine Echi, ma io sono sicuro che Braga è tornato indietro nel tempo per organizzare tutto questo! I want to believe ^_^

    Sappi che a breve presenterò le prove che Braga ha anticipato un’altra idea dell’universo alieno: roba che fa davvero male!

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    1. Intanto mi appunto Stir of Echoes che non conosco e che ha dentro Kevin Bacon che mi piace sempre!

      Bellissima la coincidenza del titolo del film e dell’episodio (che ricordo benissimo, tra l’altro, figlio di una settima stagione che faceva di tutto per dedicare tempo ad ogni personaggio – sia per richieste degli attori, sia per facilitare la produzione dei numerosi episodi dividendo i compiti).

      Grande Braga (le idee originali non esistono, si sa, ma se poi è stato plagiato a sua volta vuol dire che meritava!) e non vedo l’ora di scoprire cosa hai scoperto!

      (come sai adoro questi Off Topic che sconfinano in altri Star Trek o altri film e libri o qualsiasi cosa interessante!)

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      1. Tom è convinto di star scrivendo la lista della spesa, ma la sua mano sembra muoversi da sola: alla fine, legge quanto ha scritto. Non è la lista della spesa. È una frase. «Io sono Helen Driscoll».
        Il capolavoro di Matheson scrive nel 1958 le regole che governeranno il cinema dalla fine dei Novanta al nuovo horror del Duemila: sembrerà che gli americani stiano rincorrendo il j-horror, ma i giapponesi stanno semplicemente mettendo in pratica quanto vaticinato da Matheson, che è il re di tutti gli autori del genere “Twilight Zone” (tanto per citare una delle tante serie a cui lavorava).

        Prima che il tema imperasse ovunque – e che addirittura Tex Willer vivesse una storia a fumetti con le stesse tematiche! – Braga ha portato su schermo quel romanzo (in modo apocrifo), ma non gli bastava. Doveva far capire che nel futuro in cui vive “Aliens” è il re assoluto.
        Chi chiama ad interpretare l’infame della storia? Mark Rolston, il mitico Colonial Marine Drake di “Aliens”. Braga è nostro fratello alieno!!! ^_^

        Il film con Kevin Bacon è consigliatissimo, è davvero fatto bene e, con le dovute proporzioni, sa ricreare l’atmosfera del romanzo di Matheson. Anche se ovviamente ti consiglio ancor di più il romanzo originale. Se la storia di saprà di “già visto”, ricorda che non è così: è la prima, l’originale, ricopiata poi da tutti.
        (Una curiosità. Il romanzo si chiama “Io sono Helen Driscoll” perché al suo arrivo in Italia nel 1959 probabilmente tutti erano innamorati dalla più celebre frase pronunciata da un personaggio di Matheson: «Io sono leggenda», che nel chiudeva un romanzo omonimo che però da noi si chiamava ancora “I vampiri”.)

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      2. Matheson è uno dei tanti autori che devo esplorare… Grazie per il consiglio, che tenterò di seguire quanto prima! Tra l’altro una sezione letteratura è un altro dei mille progetti multiannuali che ho per il blog…

        La connessione Braga Aliens non l’avevo mai fatta ma ora mi intriga assai, farò ricerche! :–)

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  6. Alla dotta e dettagliata dissertazione di Lucio mi unisco anch’io, nel consigliarti la visione di “Echi mortali” 👍
    P.S. “Echi mentali”, ovvero dove -in un certo senso- anche i fantasmi trovano cittadinanza nell’universo trek 😉

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  7. Beh dai meritava vedere la serie originale, essendo partito dai film adesso sento di apprezzarli di più 🙂 e anche se qualche scivolone “morale” mi ha fatto restare male perché non me li aspettavo, ci sono una qualità e un’originalità incredibili per un prodotto televisivo di quel periodo, che fanno perdonare tutti i difetti. Poi per gli amanti della fantascienza è un must, tanto è forte il legame con la golden age of science fiction.

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    1. Totalmente d’accordo, anche io sono contentissimo di aver finalmente visto la serie che ha originato le serie che amo di più! Deve essere stato interessante anche il percorso inverso: aver visto TOS da bimbi e poi essersi ritrovati con degli ottimi film anni dopo interpretati da quello stesso equipaggio, ma per motivi anagrafici per noi sarebbe stato impossibile…

      Di episodi brutti ce ne sono, e alcuni sono proprio sorpassati o sbagliati come messaggi, però ce ne sono molti di più meritevoli, hai ragione! Tra l’altro non va sottovalutato che questo voler parlare di cose più “alte” non era una scelta banale, la maggior parte delle serie TV dell’epoca non aveva questa pretesa. Roddenberry omaggiando la science fiction di quegli anni (e degli anni precedenti) ne copiò anche l’anima che è quella di voler commentare il mondo reale attraverso storie fantastiche.

      E fece la storia della TV, della fantascienza, e della cultura pop! Notevole! :–)

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