Star Trek: TOS – S03E20, Viaggio verso Eden

tos-s3e20-126Ok, ok, ho capito: a Gene Roddenberry non andavano giù gli hippie. E l’avevo capito già nella prima stagione quando non li aveva trattati benissimo nell’episodio Al di qua del paradiso! Ma qui la cosa è ancora più esplicita: in Viaggio verso Eden (The Way to Eden) ci sono sei personaggi che sembrano usciti da Hair (film del 1979, di dieci anni successivo alla terza stagione di Star Trek) con tanto di chitarra e canzoni che incitano alla ribellione e al divertimento. E se ve lo state chiedendo, la risposta è no, non funzionano particolarmente bene in una serie di fantascienza. Praticamente l’intero episodio è una scusa per mostrare quello che Roddenberry desiderava succedesse agli hippie del tempo, cioè morire orribilmente uccisi avvelenati dalla natura che dicevano di amare.

La trama, volendo essere generosi e definendola tale, è la seguente: Kirk fa da vigile spaziale e intercetta l’Aurora, una navicella rubata che si sta dirigendo verso lo spazio romulano. Ne recupera i sei ladri, tre ragazze (Mary-Linda Rapelye, Deborah Downey e Phyllis Douglas) e tre ragazzi (Skip Homeier, Victor Brandt, e il mitico Charles Napier che io assocerò sempre al capolavoro di John Landis The Blues Brothers, 1980). Essendo uno il figlio di un potente diplomatico, a Kirk viene ordinato di trattare i sei come ospiti, non come prigionieri, quindi quelli vanno in giro a cantare per l’Enterprise tentando di convincere i membri dell’equipaggio ad unirsi a loro, più o meno (una delle tre è una ex di Pavel Chekov, pare).

Allo stesso tempo il capo del gruppo ha un virus pericolosissimo e Spock fa delle jam session con Charles Napier. Niente ha senso in questo episodio. Insomma, per farla breve i sei vogliono andare all’Eden e Spock lo trova nello spazio romulano. Arrivati lì, il giardino dell’Eden è in realtà un posto pericolosissimo dove toccare una qualunque pianta ti uccide all’istante, e così alcuni hippie ci lasciano le penne. Fine. Confusi? Dovreste esserlo.

Viaggio verso Eden è un delirio dall’inizio alla fine. I sei hippie sono insopportabili e infatti Kirk vorrebbe sbatterli in cella, ma non può. Le loro azioni sono difficili da comprendere: cosa è l’Eden che cercano? Un pianeta chiamato Eden? O un fantomatico pianeta paradisiaco qualunque? Da alcuni dialoghi sembra vera la seconda ipotesi, visto che McCoy avverte che il virus di cui il capo hippie è portatore potrebbe mettere in pericolo gli eventuali indigeni, ma poi l’Eden a cui arrivano è un pianeta disabitato… E super velenoso! Che Eden è?

Poi sarà un dettaglio minore, ma visto che i sei arrivano sull’Enterprise con un teletrasporto d’emergenza poco prima che esploda l’Aurora, da dove tirano fuori gli strumenti musicali? E perché tra tutti proprio Spock simpatizza con loro? Dovrebbe essere quello a loro più distante! È invece comprensibile l’odio di Scott e Kirk, che sembrano essere i simulacri usati da Roddenberry e da Arthur Heinemann (lo sceneggiatore) per far capire cosa pensano loro dei figli dei fiori.

Una cosa va detta: le canzoni non sono niente male! E fondamentalmente è l’unica cosa positiva che ho da dire su questo episodio che mi ha lasciato sconcertato. Forse Star Trek non era il prodotto più appropriato per fare un commentario sugli hippie del tempo senza nemmeno un tentativo di ammantare la coda di fantascienza (come era stato fatto nel già citato Al di qua del paradiso). Questa terza stagione sta concludendosi nel peggiore dei modi, temo… Ciao!


Episodio precedente: Requiem per Matusalemme

Episodio successivo: Una città tra le nuvole


14 risposte a "Star Trek: TOS – S03E20, Viaggio verso Eden"

  1. In effetti, gli space-hippies di questo sconclusionato e ridicolo (diciamolo pure) episodio non ne escono per niente bene: in loro presenza è molto più facile comportarsi da ottusi “herbert” che non da “One” come invece riesce a fare Spock… quanto al fatto che la terza stagione stia per concludersi nel peggiore dei modi, almeno tre dei quattro episodi restanti riusciranno a farti ricredere 😉

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  2. E’ ancora presto per amare gli hippy, bisognerà aspettare gli anni Settanta perché d’un tratto criticare il sistema riscuota apprezzamento da parte del pubblico. (Anche perché comincia a diventare raro che fra quel pubblico non ci sia un parente morto o ferito in Vietnam.) In compenso dopo gli hippy diventeranno di moda, e solamente l11 settembre li spazzerà via: da allora il militarismo tornerà l’unica morale cinematografica.
    Gli storici del futuro si accorgeranno che sono esistiti due o tre decenni in cui – in netta contrapposizione con i diecimila anni di storia umana – ci si auspicava l’amore e non la guerra? E Kirk consulterà quegli storici? 😀

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    1. Pensavo di avere già risposto a questo commento! Perso nella rete…

      Contemporaneamente a questo episodio arrivava Easy Rider che la controcultura la celebrava, a suo modo. E poi il cinema statunitense gli hippie non li ha mai davvero celebrati, eccezion fatta per Hair! Una eccezione post 2001 è Taking Woodstock, che ho trovato pure simpatico. :–)

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      1. Ho appena visto l’episodio 5×18 di TNG, in cui tutti ripetono la stessa Giornata della Marmotta con ogni volta un forte senso di déjà vu, ed ora mi dici che credevi di aver già risposto… siamo in un loop temporale!!! 😀
        Peraltro l’episodio in questione è sceneggiato dallo stesso Brannon Braga di Voyager/Aliens, un autore da tenere d’occhio 😉

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      2. Brannon Braga ne ha firmati di episodi!! Uno dei nomi importanti di Star Trek post TOS!

        Non mi dispiacerebbe essere in un loop temporale (splendida quella puntata di TNG!), ma temo che più semplicemente dei problemi di connessione si siano mangiati la mia prima risposta! :–D

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  3. Il primo film celebrativo di quella controcultura uscì proprio in contemporanea all’ultima stagione di Star Trek: Easy Rider, 1969! Per il resto hai ragione, anche se in generale gli hippies non sono mai stati troppo amati dal cinema statunitense. Tolto Hair, sono pochi o film in cui fanno una bella figura… Post-2001 poi, giusto in Taking Woodstock abbiamo una visione non distruttiva di quel mondo!

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