Harold and Maude: recensione del film

haroldmaude2bigHarold and Maude (Harold e Maude in italiano) è un film del 1971 di Hal Ashby. Ashby è un personaggio che meriterebbe più approfondimenti di quanti non ne siano stati fatti sulla sua vita e sulla sua carriera, che include un Oscar al miglior montaggio per In the Heat of the Night (La calda notte dell’ispettore Tibbs, 1967), la direzione di vari film interessanti e una prematura morte per un cancro dopo aver avuto notevoli problemi legati alle droghe. Ma questo post è sul suo film del 1971 che fu un super flop all’uscita e che è stato poi notevolmente rivalutato fino a diventare un cult movie, basti pensare a quante volte viene nominato in There’s Something About Mary (Tutti pazzi per Mary, 1998).

Harold (Bud Cort) è un ragazzo ricco e annoiato che passa le giornate inscenando fantasiosi suicidi per tormentare la madre (Vivian Pickels) che in realtà sta già tra la rassegnazione e l’indifferenza, occupata com’è con le amiche dell’alta scietà con cui si intrattiene tutto il giorno. L’altro passatempo di Harold è partecipare a funerali vari al cimitero, ed è così ossessionato dalla morte che per andare in giro si compra un carro funebre. L’unica preoccupazione della madre è che all’apparenza tutto sembri normale, quindi compra una Cadillac al figlio e gli cerca una sposa. Per tutta risposta, quello modifica la Cadillac per farla somigliare al carro funebre che la madre ha fatto portare via e comincia una relazione con Maude (Ruth Gordon), una simpatica vecchia hippie ultrasettantenne a cui piace andare ai funerali come a Harold. Ma lei lo fa per tutt’altre ragioni: è così affascinata dalla vita che le piace vedere anche come finisce e come ne nascano cose nuove.

La storia tra i due è strana ma dolcissima, con il giovane Harold che finalmente trova qualcuno da amare nella sua vita fino ad allora vuota e Maude che ha vissuto cose terribili in passato e quindi alla sua veneranda età vive ogni giorno come se fosse l’ultimo e prende tutto con leggerezza, dai furti di auto alle espressioni tristi delle statue nelle chiese, fino alla morte stessa. Ma nonostante la morte sia indubbiamente il tema prominente del film (insieme all’amore, e insieme a molte altre cose come il senso della vita, il dare il giusto peso alle cose, e l’importanza dell’apparenza nella nostra società), Harold and Maude rimane prima di tutto una commedia e a 50 anni di distanza fa ancora ridere un sacco! Il suo è un tipo di comicità surreale, uno humour nero che probabilmente non fu capito all’uscita ma che funziona alla grandissima nel film. I personaggi principali del film sono tutti caricaturali, portati all’estremo: Harold annoiato a morte (letteralmente), la gioiosa Maude e la madre di Harold superficiale sono il modo che lo sceneggiatore Colin Higgins usa per veicolare dei messaggi intelligenti con ironia, con situazioni quasi parodistiche.

Ma va detto che il film non funzionerebbe così bene se non fosse per l’eccezionale colonna di Cat Stevens che se da una parte rende datato il film e lo situa senza ombra di dubbio nei primi anni Settanta (ma lo stesso si può dire dei vestiti, delle automobili, eccetera), dall’altra gli dà un tono leggero e allo stesso tempo intelligente grazie ai testi mai banali del Gatto Panceri d’oltreoceano. Le canzoni della colonna sonora sono davvero una più bella dell’altra! Tra l’altro Cat Stevens fa pure un cameo come uno dei presenti a uno dei funerali a cui assistono Harold e Maude!

In conclusione, non posso non consigliare questa brillante commedia a chiunque. Fa ridere, fa pensare, tocca tanti temi e lo fa in modo per niente banale, e ha delle musiche splendide. E non so se Tim Burton abbia mai rilasciato dichiarazioni in proposito, ma io questo film lo considero un po’ un anticipatore del suo cinema (umorismo macabro, protagonisti strani e antisociali….). Ciao!


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8 risposte a "Harold and Maude: recensione del film"

    1. Ma io adoro le sue canzoni! Però diciamo che è abbastanza evidente l’epoca in cui furono registrate, e lo dico senza nessuna connotazione negativa! La maggior parte della musica che ascolto (dai Led Zeppelin ai Black Sabbath, passando per King Crimson e Traffic) viene da quegli anni lì! :–)

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      1. Sì ho capito cosa intendevi😉😉
        Musica immortale, in ogni caso, mentre certe canzoni di cinque anni fa, anche meno, quelle sì che son già vecchie…
        Ma quant’è incredibile l’incipit con Don’t be shy?👏👏

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