Star Trek: TOS – S03E17, Un pianeta ostile

cb7e976343fc5b5b53ce811be9199bdbUn pianeta ostile (fantasiosa traduzione dell’originale That Which Survives, Ciò che sopravvive) ha tre sole ragioni che mi rendono moderatamente contento di averlo visto:

  1. la splendida Lee Meriwether;
  2. Spock al comando dell’Enterprise che fa il pedante correggendo tutti su dettagli minimi e completamente privi di importanza;
  3. la splendida Lee Meriwether.

E parliamone di Lee Meriwether, o magari guardiamola, è questa qui:

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Miss America nel 1955, fu anche Catwoman nello splendido film di Batman del 1966 con Adam West! E con questo fanno già quattro crossover tra Batman e la serie classica di Star Trek. Sono in vena di elenchi! Erano già passati dal reame di Gene Roddenberry:

  1. Julie Newmar (Catwoman nella serie di Batman degli anni Sessanta) in Una prigione per Kirk e Co.;
  2. Yvonne Craig (Batwoman in quella stessa serie) in Il sogno di un folle;
  3. Frank Gorshin (l’Enigmista sia nella serie che nel film succitato) in Sia questa l’ultima battaglia.

Ma che dire dell’episodio in sé? Non un granché, purtroppo. Ancora una volta Kirk e soci sono alla mercé di un essere dai poteri immensi (Losira, interpretata dalla Meriwether) che può ucciderli uno ad uno semplicemente col tocco. Moriranno ben tre membri dell’equipaggio, naturalmente due con uniformi rosse, prima che distruggendo un computer i nostri eroi riescano a salvarsi la soluzione vi ricorda qualcosa? Dovrebbe, visto che questo è l’ennesimo episodio dove si ripete lo schema de Il ritorno degli Arconti, della prima stagione.

E visto che sono in vena di liste, ecco le vittime della bella Lee Meriwether (l’ho già detto che è bella?):

  1. l’operatore del teletrasporto Wyatt (Brad Forrest);
  2. Il geologo D’Amato (Arthur Bathanides), che appena l’ho visto ho pensato “Questo ha i minuti contati“;
  3. L’ingegnere Watkins (Kenneth Washington).

Un’ultima cosa da ricordare è l’azione suicida di Scott intrapresa per riparare un guasto capace di far esplodere l’Enterprise reminescente del sacrificio di Spock in Star Trek II: The Wrath of Khan (L’ira di Khan, 1982). Naturalmente il nostro ingegnere di fiducia riuscirà nell’impresa prima che Spock debba espellerlo dalla nave! Ciao!


Episodio precedente: Il marchio di Gideon

Episodio successivo: Le speranze di Zetar


10 risposte a "Star Trek: TOS – S03E17, Un pianeta ostile"

  1. Una cosa mi chiedevo a proposito di quest’episodio, quando fossi arrivato a vederlo: avresti fatto caso alla bellezza di Lee Meriwether? 😉
    Tra l’altro, nella già da me citata serie “Kronos – Sfida al passato (The Time Tunnel)” interpretava la dottoressa Ann MacGregor, facente parte della squadra impegnata nel tentativo di riportare a casa i colleghi naufraghi nel tempo Doug Phillips e Tony Newman (sempre quel James Darren che sarebbe poi stato Vic Fontaine in DS9)…
    Comunque sì, la sua comandante Losira dal letale potere di disgregazione cellulare (copia perfetta dell’antica, coraggiosa e sfortunata originale) vale da sola il prezzo del biglietto, assieme alla superflua e ripetuta puntigliosità di Spock (sugli anni luce ci vuole precisione, se sono 990.7 non sono mica 1000, eh) 😉

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    1. Prima di andare avanti veloce, perché odio le puntate che si svolgono nella sala ologrammi, Vic Fontaine mi ricorda sempre quando James Darren era il gagliardo poliziotto collega di T.J. Hooker: chissà se lavorare così tanto in TV con William Shatner gli ha aperto le porte future per DS9, parlando di “collegamenti” 😛

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      1. Pure io lo holodeck lo sopporto a fatica, comunque Darren ha trovato da qualche parte la fonte dell’eterna giovinezza, se lo vedi ora è uguale a quando era in T.J. Hooker (quante mattinate passate a guardare quel telefilm, se ci ripenso…) ma si è tinto i capelli di bianco per passare inosservato! Interessante tesi la tua! :–)

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    2. Che donna! Meno male c’è lei in questo episodio! Dopo tutte ‘ste biondine che mi hanno detto poco, la Meriwether attira veramente l’attenzione, davvero splendida!

      E Spock puntiglioso m’ha fatto ridere tantissimo! Hai ragione, se non sono 1000 non sono 1000, c’è poco da fare! X–D

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