Star Trek: Voyager – S06E10, Pathfinder

01r9ky1j3lnpsryzbvpa4pi_uefeaweb8uuymhon8rgv1wp-fkddk5k1qyagjkaehukx4eejfdqxnfks4vh5gk1vbayrxkmgvrsdu_t6rakEd ecco un episodio di Star Trek: Voyager che, senza nessuna vergogna, omaggia la serie da cui più ha preso a piene mani nel corso delle prime sei stagioni: The Next Generation. In questo Pathfinder (titolo non tradotto dall’originale visto che è il nome di un programma di ricerca della Flotta Stellare), appaiono ben due personaggi della serie sull’Enterprise D: il tenente Reginald Barclay (interpretato da un Dwight Schultz che per qualche tempo è stato ospite fisso nella serie, pur se non tra gli ufficiali più alti in comando, e che avevamo già visto in questa serie nell’episodio Proiezioni, seconda stagione) e, soprattutto, Deanna Troi, cioè la mitica Marina Sirtis qui in una pausa tra l’uscita di Insurrection, 1998, e Nemesis, 2002Pathfinder andò in onda negli Stati Uniti nel 1999)!

Vedere questi due personaggi usati così bene mi ha fatto venire i brividi. Con me questa pura operazione nostalgia (Member Barclay? Member Troi?) ha funzionato, non ho problemi ad ammetterlo! E ammetto anche che se il personaggio di Barclay rispetta e rispecchia ciò che di lui conosciamo da The Next Generation, questa Troi apparentemente priva di poteri di lettura della mente mi ha inizialmente un po’ sconcertato, viste le domande banali fatte al povero Reginald. “Come stai? Come ti senti?Deanna dovrebbe saperlo come sta Barclay, è mezza betazoide! Ma lasciamo stare queste sottigliezze…

La domanda è: perché vediamo Barclay e Troi sulla Terra? Perché Barclay ha sviluppato una vera e propria ossessione per la USS Voyager e sta lavorando notte e giorno da due anni per sviluppare un metodo per riportare la nave nel quadrante Alpha (come risultato, è solo ed isolato un po’ come la Voyager è sola ed isolata dall’altra parte della galassia: un parallelo interessante). E come ci sta lavorando? Con l’aiuto di un delirante programma olografico dove lo stesso Barclay fa parte dell’equipaggio della nave comandata dal capitano Janeway e in cui è una vera e propria superstar (e, tocco di classe, i maquis hanno mantenuto le loro uniformi!!).

Ho trovato bella e rinfrescante un’altra prospettiva sul viaggio della Voyager vista direttamente dalla Terra, dal Comando della Flotta Stellare (con tanto di ammiraglio Paris, il padre di Tom, qui interpretato da Richard Herd). Per Barclay le cose non sono facili visto che il suo diretto superiore, il comandante Harkins (Richard McGonagle) non crede alle sue teorie e lo ostacola in tutti i modi. Non è che la Flotta Stellare non stia lavorando per la Voyager, ma lo fa troppo lentamente secondo Barclay, che sembra ancora una volta perso in una fantasia olografica come nell’episodio di The Next Generation Illusione o realtà (Hollow Pursuits il titolo inglese) della terza stagione. Ma alla fine la testardaggine di Barclay paga visto che riesce a mettersi in contatto con la Voyager portando una ventata di speranza a tutti, soprattutto al buon Tom che sembra essere venuto a patti con la sua coscienza riguardo al difficile rapporto col padre (vedasi Trenta giorni e, più lontano nel tempo, addirittura l’esordio della serie).

Non credo ci siano grandi messaggi da trarre da questo Pathfinder: forse che è un bene ossessionarsi con le cose? O andare contro l’ordine costituito (se fosse un film di John Carpenter lo capirei, ma questo è Star Trek: Voyager)? O che le proiezioni della possibile rotta seguita da Janeway e compagni fatte dalla Flotta Stellare sono incredibilmente precise, visti i loro innumerevoli contrattempi e cambi di programma? No, direi che qui la fanno da padrone il divertimento e l’effetto nostalgia, e per me ben vengano avventure così! Ciao!

PS: quasi mi aspettavo che Deanna Troi fosse un ologramma pure lei nel finale!


Episodio precedente: Cospirazione sulla Voyager

Episodio successivo: Fair Haven


14 risposte a "Star Trek: Voyager – S06E10, Pathfinder"

  1. Divertimento ed effetto nostalgia la fanno da padrone, concordo! E non mancano nemmeno i messaggi, anche se in questo caso sono più che altro diretti ai fan della serie: l’ossessione e la ribellione verso l’ordine costituito da parte del nostro Reggie, infatti, avranno un’importanza non secondaria per la Voyager e il suo equipaggio… 😉

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  2. Pensa che ho avuto anch’io un effetto nostalgia, ieri, anche se atipico. La mattina a colazione su DS9 arriva un personaggio che viene trattato come se fosse importante, una certa ambasciatrice molto espansiva. Il pomeriggio, guardando vecchie puntate di TNG per gli “Eroi Z in TV” cosa mi capita? La stessa ambasciatrice ma più giovane! E scopro che è Lwaxana Troi, madre di Deanna! Così la mattina l’ho vista limonare con Odo e nel pomeriggio con Picard 😀
    Un personaggio che non conoscevo ma che in una sola giornata ho visto crescere! Una… Total Recall trekiana! (ma si scrive trekiana o trekkiana?)
    Quest’ultima frase non l’ho scritta a caso: non perderti domani la nuova puntata zinefila su Total Recall, perché ci sarà pane trekiano/trekkiano per i tuoi denti ^_^

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    1. Non me lo perderò!!! :–)

      Majel Barrett nei panni di Lwaxana ha fatto tanti danni a Star Trek: The Next Generation! TUTTE le sue puntate sono orribili, ma era il prezzo da pagare a Gene Roddenberry. E poi non è mancata neanche in DS9, ma fortunatamente s’è vista poco.

      D’altronde anche prima di sposarsela Gene l’aveva infilata dappertutto nel suo Star Trek: primo ufficiale nel pilota, e Nurse Chapel nelle tre stagioni della serie. Inoltre Majel Barrett ha dato la voce ai computer di bordo di TNG, DS9 e Voyager (Enterprise ancora non l’ho visto, quindi forse no)!

      Insomma, nepotismo (moglismo?) alo stato puro! X–D

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      1. Gli Studios rifiutarono il suo personaggio nel pilota dicendo che non volevano vederla da nessuna parte e poi Gene la fece rientrare dalla finestra (ma con un diverso colore di capelli). Se ne accorsero tardi e lei rimase, e poi in TNG Gene aveva tantissimo potere quindi poteva imporre quello che voleva, inclusa la moglie! Diciamo che è alla luce del sole, non c’è bisogno nemmeno di alzare la mano per farlo notare! X–D

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  3. Hai capito il nostro Broccoli? Il mitico Sberla di A-Team è entrato in punta di piedi in Star Trek, sembrava destinato a fare una comparsata opaca e invece è apparso ovunque, quando meno te lo aspetti ^_^
    Confesso che l’entrata in scena di papà Paris è stata commovente: perché però Tom è rimasto muto? Un finale davvero bello, comunque.

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    1. Grande puntata! E, se mi posso permettere, secondo me il personaggio di Barclay è usato meglio in Voyager che in The Next Generation!

      A proposito di usi pessimi dei personaggi (come in questo caso Tom Paris), nell’ultimo episodio del podcast di Wong e McNeill i due hanno detto che spesso gli sceneggiatori tiravano frecciatine agli attori tramite le battute che davano ai personaggi.

      Cioè, quando vengono messi in ridicolo Paris e Kim (o altri, ma di solito son loro due), è il segno che gli sceneggiatori si stavano levando dei sassolini dalle scarpe contro McNeill e Wong! X–D

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      1. L’unica spiegazione allora è che McNeill e Wong ogni giorno, arrivando alla Paramount, rigassero la macchina degli autori, se no non mi spiego la quantità di umiliazioni subite nella serie 😀

        Barclay in TNG finiva bene, ogni volta che appariva, ma per tutto l’episodio faceva una figura non proprio dignitosa. Qui invece fa la parte del genio incompreso, che ha trovato la soluzione ma non è capace di spiegarla in modo che i potenti la accettino.
        Pensa che la sua apparizione in “First Contact” è stato l’unico momento del film in cui non ho avuto conati di vomito 😀

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      2. Arriverò anche a parlare dei film appena finita Voyager (se tutto va bene: novembre 2020)!

        E quei due non so cosa abbiano combinato, ma sono curioso di scoprirlo, sono abbastanza aperti nel podcast, specialmente Wong. Podcast tra l’altro interessantissimo in generale per come parlano di regia, produzione, recitazione, postproduzione…

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