Ae Fond Kiss…: recensione del film

ae_fond_kiss_just_a_kiss-400652651-largeAe Fond Kiss… (Un bacio appassionato) è un film del 2004 di Ken Loach, regista che non dovrebbe aver bisogno di presentazioni visto che è uno dei più grandi esponenti contemporanei del cinema sociale e di denuncia. Nei primi anni di questo secolo Loach ha sfornato almeno due film incentrati sul tema dell’immigrazione: It’s a Free World… (In questo mondo libero…) nel 2007 e, appunto, questo Ae Fond Kiss… a cui è dedicato questo post.

Glasgow, 2003. La prima immagine del film ci dà già l’idea di dove ci troviamo: un titolo di un giornale in un’edicola riporta che la chiesa ha ordinato ai tifosi dei Celtic di non fare sesso in Spagna in occasione della finale di coppa UEFA Sevilla – Celtic. Ken Loach, in tutta risposta, riprende un cane che fa i propri bisogni proprio su quel cartello…

Ma questo non è che un assaggio: ecco infatti il monologo di Tahara (Shabana Akhtar Bakhsh), figlia di immigrati pachistani ma con un forte accento galwegian (cioè di Glascow, cioè semi incomprensibile), che sostiene di essere di famiglia musulmana, donna, felice di stare in una scuola cristiana, tifosa di una squadra locale, e via così. Insomma, un aperitivo per spazzare via un po’ di stereotipi che comunque, capiamo dalla scena successiva in cui viene bullizzata da alcuni compagni di classe, sono duri da combattere.

Ma la storia principale è quella del fratello di Tahara, Casim (Atta Yaqub), che si innamora della bionda irlandese Roisin (Eva Birthistle), insegnante di musica proprio nella scuola della sorella. C’è un problema: lui deve sposarsi con una cugina dopo poche settimane per una decisione presa dai suoi genitori (interpretati da Ahmad Riaz e Shamshad Akhtar) in accordo con la tradizione della sua società di provenienza e come fa pure la sorella più grande Rukhsana (Ghizala Avan).

Il film si concentra sul conflitto tra modernità e tradizione mostrando come il vivere in un paese diverso da quello di provenienza della famiglia inevitabilmente cambi la percezione della vita delle seconde generazioni che, pur non rinnegando le proprie origini, vogliono fare scelte differenti in autonomia. Questo porta a situazioni non facili sia all’interno della famiglia sia con quelli che vi si avvicinano dall’esterno (in questo caso, Roisin). Nel frattempo, Loach non risparmia una bordata al bigottismo cattolico che porta a negare un lavoro ad una brava insegnante solo perché divorziata!

Ae Fond Kiss… è un film che tratta quindi almeno due argomenti e li sviscera bene, sviluppandoli con intelligenza e con un tatto a cui il regista inglese ci ha abituato nel corso della sua lunga carriera. Il finale è meno cupo di quanto non si potrebbe pensare, visto che lasciamo i nostri protagonisti in una situazione non idilliaca ma aperta ad un futuro positivo con Casim che sceglie autonomamente la sua futura sposa e Tahara che si decide a disobbedire ai genitori riguardo al suo percorso universitario. Un film da guardare a tutti i costi per tentare di guardare con gli occhi aperti un dibattito, quello sull’immigrazione, che oggi è più aperto e scottante che mai ed è tristemente ridotto ad una serie di slogan da parte di politici profittatori e demagogici. Ciao!


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