Star Trek: Voyager – S06E03, La barca dei morti

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Barge of the Dead (La barca dei morti), terzo episodio della sesta stagione di Star Trek: Voyager, ha B’Elanna Torres come protagonista. La cosa che mi ha colpito di più, naturalmente, è la chiarissima citazione del film del 1980 di John Carpenter intitolato The Fog. Vediamo uscire sangue dal pezzo di metallo trovato da B’Elanna nella tempesta ionica esattamente come l’acqua dal pezzo di legno della Elizabeth Dane trovato sulla spiaggia da Andy! È una chiara citazione, giusto? O dite che sono troppo fissato con John Carpenter?

In ogni caso ci sono varie cose che mi sono piaciute in questo episodio, specialmente nella prima parte. Per esempio, c’è una bella scena con Tuvok e B’Elanna che segna l’inizio di una serie di scene girate in modo particolarmente interessante per rendere l’idea che c’è qualcosa che non va in quello che stiamo vedendo. E nonostante sia facilmente anticipabile il colpo di scena di metà episodio che mette fine a quella serie di scene così interessanti, questo non toglie nulla ad un episodio innovativo, con delle conseguenze finalmente non banali (credo e spero) per il personaggio di B’Elanna Torres. D’altra parte, mi sembra un po’ assurdo che la mezza Klingon creda che con delle visioni dovute alle sue condizioni di salute precarie tanto da essere vicina alla morte possa rimettere a posto la relazione con sua madre, ma che dire… È uno sviluppo del personaggio verso una notevole spiritualità che non posso che ammirare! Non capisco tutto lo scetticismo di Chakotay che teoricamente è il più spirituale di tutti, ma purtroppo il suo personaggio è scritto in modo un po’ inconsistente…

Che altro dire? È sempre bello vedere ed ascoltare Seven e il Dottore cantare insieme, e la nave dei morti è davvero splendida. Non solo è ben realizzata a livello di effetti speciali, ma di nuovo le trovate registiche funzionano alla grande sia come uso della telecamera che con un uso sapiente delle luci (e poi i Klingon con le loro vistose armature funzionano sempre). Questo forse non basta a salvare un finale un po’ confuso e che non sembra avere un messaggio chiarissimo, però non si può dire che gli sceneggiatori non abbiano provato a fare qualcosa di nuovo con B’Elanna!

Particolarmente interessante è il concetto che l’inferno, per B’Elanna, sia… la USS Voyager! La prospettiva di passare altre decine di anni a bordo della nave sembra non essere particolarmente rosea per la Torres, e come biasimarla? Nei dialoghi con il resto dei personaggi della sua visione ce n’è uno che più di tutti sembra essere veritiero, quello in cui la si accusa di mantenere le distanze con tutti (incluso Tom, che dovrebbe essere il suo amante) per paura di compromettersi emozionalmente. Beh, direi che per quello che abbiamo visto nelle prime cinque stagioni la cosa sembra davvero essere in questi termini!

E… c’è pure un bacio tra lei e Tom! Credo che le labbra di Robert Duncan Mcneill e Roxann Dawson non si siano nemmeno toccate, ma nonostante la chiara mancanza di passione del bacio stesso almeno pare che la loro storia continui… Anche se B’Elanna abbraccia Janeway per prima quando si risveglia dal coma per la seconda ed ultima volta, non Tom (ma è Janeway a somigliare di più alla figura della madre, interpretata da Karen Austin, protagonista delle visioni sulla barca dei morti, quindi la cosa ha un senso)! Ciao!


Episodio precedente: Istinto di sopravvivenza

Episodio successivo: Stagnaio, tenore, dottore, spia


10 risposte a "Star Trek: Voyager – S06E03, La barca dei morti"

  1. La citazione carpenteriana? Sì, direi che ci può stare benissimo 😉
    Buon episodio che esplora in modo interessante la spiritualità Klingon, lasciandoci un margine di dubbio sul fatto che le visioni di B’Elanna fossero soltanto indotte dal coma o non nascondessero effettivamente dell’altro (tradotto in forme concepibili dalla sua mente, come appunto la barca dei morti e non solo)… dopotutto, anche Jean-Luc Picard in TNG, ai tempi dell’incontro con il terribile Nagilum, pensava che la realtà andasse oltre quello che riusciamo normalmente a percepire, dimostrandosi molto più aperto di Chakotay stesso in quest’episodio (il suo scetticismo a oltranza mi sembra davvero frutto più di scrittura superficiale che non di una scelta precisa).
    E che dire di Seven e il Dottore che cantano in Klingon? Impagabili, oltre ad essere perfettamente coerenti con la brillante intuizione della USS Voyager in versione Gre’thor… 😉

    Piace a 2 people

    1. Chakotay davvero incomprensibile qui, ma è evidente che gli sceneggiatori avessero gettato la spugna con il personaggio a questo punto (e infatti Beltran non era affatto contento).

      Picard in quell’episodio (Where Silence Has Lease) è meraviglioso, anche se l’episodio stesso sembra uscire dal cliché più usato dell’intera TOS, con l’essere dai poteri incredibili che gioca con il crew dell’Enterprise…

      E Ryan e Picardo in duetto sono splendidi!!!!

      "Mi piace"

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