Star Trek: Voyager – S05E26, Equinox (prima parte)

10482078146_1594951409_bUna nave della Flotta Stellare nel quadrante Delta! Voglio dire: un’altra nave della Flotta Stellare nel quadrante Delta! La Equinox, ed è sotto attacco! Meno male che la Voyager del capitano Janeway è vicina e può andare a soccorrerla! Come quasi tutti gli episodi doppi di Star Trek: Voyager, anche questo Equinox (stesso titolo che in inglese) parte alla grande e promette parecchio divertimento. La premessa è intrigante e la prima parte dell’episodio, che chiude la quinta stagione, è certamente una promessa mantenuta.

Quante volte abbiamo visto un intero equipaggio della Federazione nascondere un segreto terribile? Poche, anzi, è qualcosa di più unico che raro, ed è questo che rende questo episodio memorabile. Purtroppo la scelta della guest star a fare da capitano della Equinox, John Savage con quella faccia da cattivo lì (usata normalmente in filmacci di serie Z come ci ricorda il buon Lucius Etruscus), suggerisce sin dall’inizio che le sue intenzioni siano tutt’altro che buone… Ma questo non toglie nemmeno un grammo di forza a questo episodio che è davvero scioccante.

Da una parte abbiamo la USS Voyager, una nave perfettamente in ordine e comandata da una Janeway che ha deciso da tempo di seguire i principi della Federazione anche a così tanti anni luce da casa (eccetto quando li mette da parte: fa molto ridere, per esempio, quando sostiene di non aver mai violato la Prima Direttiva!!! Un esempio recente? Contrappunto!). Dall’altra ecco la USS Equinox, dove tutti si chiamano per nome e non c’è un sistema funzionante. E… c’è qualcosa di oscuro che nessuno è disposto a rivelare. Ed è un segreto davvero disturbante, tale da giustificare l’odio e i continui attacchi di strani alieni semi-incorporei. Qui non parliamo di una semplice violazione della Prima Direttiva, ma di un genocidio programmato e portato avanti freddamente per tornare a casa nonostante tutto e tutti. Inutile dire che Janeway non lo può accettare…

E volendo questa è l’unica vera critica che si può fare a Equinox e, più in generale, all’intera serie: la USS Voyager è un po’ troppo perfettina per la situazione in cui si trova e per tutti i pericoli che ha dovuto affrontare! Quindi abbiamo due estremi: il capitano Ransom (e il suo comandante Maxwell Burke interpretato da Titus Welliver) votato al male e Janeway, che neanche ammette le sue violazioni delle regole, ammantata di bianco, immacolata. Sarebbe stato molto più interessante se invece di una contrapposizione così netta si fosse giocata la partita su toni più ambigui, ma non è stata fatta questa scelta in cabina di regia. Peccato: la prima parte di Equinox è divertente e con un buon colpo di scena, ma rimane un “buoni contro cattivi” e non ambisce ad essere qualcosa di più interessante e che faccia riflettere. Naturalmente la seconda parte non l’ho ancora vista, magari vengo smentito! Ciao!


Episodio precedente: L’ordigno

Episodio successivo: Equinox (seconda parte)


15 risposte a "Star Trek: Voyager – S05E26, Equinox (prima parte)"

      1. Zitto che m’hai dato un’idea. Giuseppe (che commenta anche da te) mi ha appena ricordato – nel mio post alieno su “Ride at the Speed of Fright” – che Jeffrey Combs non è nuovo alla fantascienza, essendo anche lui apparso in Star Trek. Vado a controllare e scopro che il mitico Re-Animator ha interpretato decine di episodi di “Deep Space Nine” nei panni di Weyoun e Brunt (non so il motivo di questo doppio ruolo) ed è pure apparso in “Voyager”, nel ruolo di Penk ma in un’unica puntata.
        Sarebbe carino dedicare un post agli Eroi della Z che si sono ritrovati in Star Trek 😛
        Peccato che Savage faccia solo quell’apparizione.

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      2. Combs fa un Ferengi di nome Brunt in alcuni episodi centrati su Quark, Nog e compagnia bella (di solito sono episodi comici) e soprattutto fa uno dei più cattivi del Dominio, un essere viscido e manipolatore cattivissimo chiamato Weyoun che interpreta alla grande!

        Comunque è un’ottima idea, da Star Trek è passata così tanta gente!!! :–)

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  1. Beh, ma per far capire da subito che non c’era da fidarsi chi poteva esserci meglio di John Savage? 😉
    Ottimo cliffhanger che, pur potendo aspirare all’eccellenza, alla fine sceglie comunque di non adottare quei toni ambigui e dark alla DS9 necessari a fargliela raggiungere (l’eccellenza, appunto)…

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    1. Hanno scelto una via semplicistica, almeno per la prima parte, che è più o meno lo stile Voyager di sempre. Le eccezioni come Il patto dello scorpione sembrano quasi forzature, e infatti i conflitti che li si creano (per esempio Chakotay vs Janeway) vengono poi accantonati in tutta fretta. No, decisamente non è DS9!!!

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