Star Trek: TOS – S02E25, Nell’arena con i gladiatori

b7858977dd13098688c8c8e7c399b83eBread and Circuses (Nell’arena con i gladiatori) mi ha sorpreso. Non perché sia il primo episodio della seconda stagione a riciclare idee già viste in precedenza nella serie, ma perché ricicla l’idea principale de Gli schemi della forza, ossia uno dei più recenti! Anche in questo caso, la USS Enterprise viene mandata alla ricerca di un capitano dato per disperso e lo trova a capo di un intero pianeta organizzato come una società terrestre del passato. Se ne Gli schemi della forza era quella nazista, in questo Nell’arena coi gladiatori è, naturalmente, quella della Roma imperiale. Ci sono differenze, ovviamente, ma più o meno assistiamo ad una replica di un episodio uscito appena prima di questo.

La trama, quindi. Alla ricerca della Beagle, la USS Enterprise arriva ad un pianeta praticamente identico alla Terra (stavolta gli sceneggiatori, tra cui Gene Roddenberry in persona, accennano a una spiegazione della cosa menzionando una misteriosa legge di Hogdkin) dove l’impero romano non è mai caduto e la tecnologia è al livello di quella della Terra del XX secolo. Quando Kirk e compagni scendono sul pianeta vengono catturati da degli schiavi liberati (tra cui spicca l’ex-gladiatore Flavius Maximus, Rhodes Reason) e scoprono che il capitano Merik (William Smithers), della Beagle, naturalmente un vecchio amico di Kirk, si fa chiamare Merikus ed è il primo cittadino, il capo della società!

Ovviamente arriverà il momento in cui alcuni dei nostri eroi verranno mandati a morire in un’arena (televisiva), e toccherà a Spock e McCoy! E la bionda di turno di Kirk in questo caso è Drusilla (Lois Jewel), una schiava costretta a concedersi al capitano (che comunque non si fa grossi problemi morali).

Che dire? La risoluzione è identica a quella di Gli schemi della forza, con Kirk e gli altri che si salvano, il capitano ritrovato che muore dopo essersi pentito, e la società che cambierà in questo caso per delle forze endogene (ci sono sia la religione cattolica sia un Cesare a dimostrare che l’evoluzione di questo impero sarà la stessa di quello romano della Terra del passato).

Di Nell’arena con i gladiatori è da ricordare il pizzico di satira della scena in cui le guardie romane minacciano di uccidere i gladiatori rei di non fare abbastanza audience con il loro spettacolo e poco altro. Quella battuta è certamente un riferimento ai problemi che Star Trek stesso aveva con i bassi ascolti che ne minacciavano la cancellazione costantemente: un sassolino che Roddenberry si è voluto togliere dalla scarpa, insomma! Ciao!


Episodio precedente: Il computer che uccide

Episodio successivo: Missione Terra


7 risposte a "Star Trek: TOS – S02E25, Nell’arena con i gladiatori"

  1. Sì, parlando di gladiatori questa volta Roddenberry dev’essersi sentito come Spartaco, in rivolta contro i soloni della NBC -qui rappresentati come guardie romane- che lo minacciavano costantemente di far chiudere la serie 😉
    Episodio interessante che, pur rifacendosi a uno schema già visto in precedenza (“Gli schemi della forza” gli è praticamente contemporaneo), riesce comunque a non esserne un’esatta fotocopia…
    P.S. Legge di Hodgkin, ovvero dello Sviluppo Planetario Parallelo: più i pianeti si somigliano (per dimensioni, conformazione, popolazione ecc.ecc.) più alta è la probabilità che poi seguano anche lo stesso modello di sviluppo 😉

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    1. ‘Sta legge è proprio una pezza buttata lì per coprire degli evidenti limiti di budget che portavano tutti i pianeti a somigliarsi tra loro! X–D

      Però apprezzo che quantomeno abbiano pensato a parlare della cosa!!!

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      1. Eh, molto probabile che quella legge sia un’idea non degli sceneggiatori, no, ma dei tecnici degli effetti speciali sempre a corto di dollari 😆

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      2. Non deve essere stato facile fare la serie con tutti i problemi di produzione che ha avuto! E nonostante tutto sono riusciti a regalarci qualcosa che dura da più di 50 anni!!!!

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