Star Trek: TOS – S02E24, Il computer che uccide

theultimatecomputerhd0182Il computer che uccide (traduzione con aggiunto spoiler dell’originale The Ultimate Computer) è un’altra variante sul tema dell’uso e dell’importanza dell’intelligenza artificiale tanto caro a Star Trek sin dai suoi esordi. Ma se effettivamente il tema non è del tutto originale (vedasi Il ritorno degli Arconti, La sfida, La mela e Io, Mudd), la trama comunque aggiunge qualcosa di nuovo e non è una semplice riproposizione dei pericoli dell’affidarsi troppo ai computer per essere governati, cosa che abbiamo visto portare sempre ed inesorabilmente alla rovina.

La Flotta Stellare decide di testare l’ultima creazione di quel geniaccio di Richard Daystrom (William Marshall) sull’USS Enterprise. Si tratta di un computer rivoluzionario, l’M-5, capace da solo di governare interi vascelli spaziali sostituendo così 400 uman(oid)i alla volta. Kirk esegue gli ordini del Commodoro Wesley (Barry Russo) malvolentieri e passa la prima metà dell’episodio a chiedersi se sia venuto davvero il tempo di ritirarsi, di fare qualcos’altro, di lasciare l’esplorazione spaziale in mano ai computer. Di fatto è proprio questo l’intento di Daystrom: pur essendo l’antagonista che prova a togliere il lavoro a Kirk e compagnia, le sue motivazioni sono nobili! Vuole evitare i pericoli e le morti legate ai viaggi spaziali, lasciando agli umani la possibilità di dilettarsi in attività più alte e meno rischiose. Naturalmente questo è un tema attualissimo visto che stiamo parlando sempre di più dei posti di lavoro a rischio per la crescente automazione e per l’uso sempre più diffuso di smart-oggetti e big data e tutta quella roba lì (ne parla pure la Commissione Europea)!

Tornando all’episodio, tutto va a ramengo rapidamente quando l’M-5, sentendosi minacciato, prima distrugge un cargo senza equipaggio a bordo, la USS Woden, e poi attacca veramente le quattro navi della Federazione impegnate negli esercizi per testare le sue capacità tattiche: la Lexington, l’Excalibur, la Potemkin (come l’omonima corazzata russa il cui equipaggio si ribellò agli zar nel 1905) e la Hood (come l’ultimo incrociatore della flotta britannica, affondato dalla Bismarck nel 1941). Mi piacciono questi piccoli dettagli che continuano a dare un senso di pluralità e diversità nella Terra del futuro di Gene Roddenberry (come se non bastassero Uhura, Sulu, Scotty e Checov sul ponte di comando)!

Come fa Kirk a risolvere una situazione che sembra disperata? Sfruttando il fatto che il buon Daystrom ha inserito dei circuiti modellati sul suo cervello nell’M-5 che quindi, appena si rende conto della morte e distruzione che ha causato, si pente e lascia la nave inerme e pronta per essere distrutta dalle navi “nemiche”. Fortunatamente c’è Wesley al comando di quelle navi, che lungi dall’essere un computer, capisce cosa sta succedendo e ferma l’attacco risparmiando così l’Enterprise e i nostri eroi a bordo.

Bell’episodio, con un gran ritmo, con dei buoni colpi di scena, e che illumina un dibattito che a 50 anni dalla messa in onda è più attuale che mai. Non solo è interessante il tema della superiorità dell’umanità rispetto all’intelligenza artificiale, ma è anche ben sviluppato il personaggio di Daystrom che dopo aver vinto il Nobel a 25 anni ha passato il resto della sua vita a dover dimostrare che non era solo un ragazzo prodigio, che poteva dare di più al mondo. Una ricerca ossessiva che, come tutte le ossessioni, non ha portato a niente di costruttivo. Inoltre è Spock a sorprendere in questo episodio: invece di apprezzare l’essere sotto il comando di un computer (come lo accusa McCoy), non riesce a comprenderlo perché lo trova illogico! Ed effettivamente ha ragione, visto che l’M-5 si comporta esattamente come Daystrom, più che come un computer efficiente e razionale. Come (quasi) sempre, il mezzo vulcaniano ha ragione! Ciao!


Episodio precedente: Le parole sacre

Episodio successivo: Nell’arena con i gladiatori


6 risposte a "Star Trek: TOS – S02E24, Il computer che uccide"

  1. E, dopo “Le parole sacre”, ecco un episodio che fortunatamente gli è lontano parecchi anni luce, oltre ad essere un ulteriore esempio delle capacità “precognitive” di Roddenberry (vedi appunto l’attualità del dibattito circa il rapporto fra intelligenza artificiale e umana)… poi, in fatto di computer assassini negli spazi siderali, con l’M-5 si riuscì persino a precedere il celebre HAL 9000, avendo il film di Kubrick avuto la sua anteprima mondiale (aprile 1968) meno di un mese dopo la messa in onda di quest’episodio (marzo 1968) 😉

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  2. Fermi tutti: perché non ricordo questo episodio???? Chi è venuto nottetempo a cancellarmene la memoria? Vado subito a prenotare una seduta alla ReKall per farmela reimpiantare 😀
    Ora devo assolutamente rivedermelo, vista poi la tematica che mi interessa molto.
    Comunque all’ultimo Festival della Mente (2019) Barbara Mazzolai – giovane promessa italiana della robotica e inventrice del plantoide, la prima pianta robotica! – ha raccontato che ormai gli studi hanno convinto tutti che lasciare “da sola” l’intelligenza artificiale non dà gli stessi risultati che studiarne un’integrazione con gli umani. Ogni volta che uomo e macchina lavorano insieme ci sono risultati quantitativamente superiori rispetto ai singoli lavori, quindi ormai dovrebbe essere abbandonata l’idea di un computer che faccia tutto da solo. Visto poi che i computer lasciati a sé stessi vanno in crash dopo tipo due secondi 😀

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    1. I computer da soli non possono esistere, sennò chi pigia ctrl+alt+canc per riavviarli (si sa che il riavvio risolve il 100% dei problemi informatici mondiali)?

      Non sapevo della Mazzolai, e mi sembra una bella eccellenza italiana (della mia regione, tra l’altro)! :–)

      Comunque non credo che ti deluderà rivedere questo episodio, è certamente tra i migliori che ho visto fino ad ora di TOS!

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