Collateral: recensione del film

9fnr3ykclrdbg2yah1onpde8komFinalmente sono riuscito a vedere Collateral, film del 2004 di Michael Mann (qui la peripezia completa)! Michael Mann è uno che l’azione la sa girare alla grande ed è anche uno tra i registi con più esperienza che ha fatto davvero suo il formato digitale. Di fatto, Collateral è il suo primo tentativo di plasmare uno stile nuovo invece di provare a ricreare col digitale quello che si otteneva con la pellicola tradizionale (la stessa cosa che fece Danny Boyle nel 2002 col suo 28 Days Later, 28 giorni dopo). Come? Girando tutto il film in notturna: con poca luce è difficile impressionare la pellicola tradizionale quindi girare in digitale è la maniera perfetta per fare qualcosa che la pellicola non può fare. Il risultato?

Un gran film. Michal Mann ci dà dieci minuti di respiro, i dieci minuti iniziali in cui ci presenta il personaggio di Max, autista di taxi in una Los Angeles spettacolare (Jamie Foxx, che aveva già collaborato col regista in Alì tre anni prima e lo farà di nuovo anche in Miami Vice due anni dopo). Poi, dall’entrata in scena di Vincent (Tom Cruise), il ritmo comincia a farsi tesissimo in un crescendo fino al finale un’ora cinquanta più tardi. I dialoghi (la sceneggiatura è di Stuart Beattie, che dopo non ha più raggiunto livelli simili nella sua carriera) sono tutti taglienti e ben costruiti, la trama si sviluppa bene nonostante ad un certo punto si complichi anche notevolmente con l’entrata in scena di poliziotti e federali (su tutti, un bravissimo Mark Ruffalo), e tranne una scena che mi ha sorpreso negativamente, si arriva alla serratissima conclusione col fiato sospeso.

I personaggi principali sono delineati perfettamente dalle loro parole, dalle loro azioni, dai loro movimenti. Max è un perfezionista a cui la vita ha dato poco, è un perdente con un sogno nel cassetto che in cuor suo sa che non si realizzerà mai. Vincent è uno spietato assassino che si diletta da filosofo per non crollare sotto i sensi di colpa. Le interazioni tra i due sono spettacolari ed è grazie a loro che il film decolla (e pensare che Mann voleva Adam Sandler nei panni del taxista, non oso neanche immaginarmelo!). E guardate che è difficile che mi piaccia Tom Cruise in un film, ma qui è davvero perfetto!

La colonna sonora è brillante, composta quasi interamente da brani esistenti (Groove Armada, Miles Davis, Calexico, Audioslave…) che accompagnano il viaggio metropolitano di Vincent e Max dall’inizio alla fine, quando poi lasciano spazio alle parti strumentali scritte da James Newton Howard. Il colpo di scena finale è brillante e non frutto di una semplice coincidenza (chi ci crederebbe in una città di 16 milioni di abitanti?), ma parte di una trama davvero ben congeniata (d’altronde Beattie la covava dal 1989, apparentemente). Insomma, io non ho che una cosa di cui lamentarmi.

La scena nella discoteca Fever. Come? L’apice dell’azione, il luogo in cui si ritrovano Max e Vincent, i mandanti, i federali, il poliziotto… una sparatoria con decine e decine di comparse! Come posso lamentarmente? Mi lamento di una cosa precisa: il sonoro. Teoricamente nella discoteca c’è la musica a tutto volume, una musica che sentiamo durante tutta la scena. E allora perché tutti sono capaci di ascoltarsi parlando a volume normale, o addirittura sussurrando? E come fanno Max e Vincent a sentire le urla dei federali dall’altra parte della sala? Ma c’è mai stato in discoteca Michael Mann? Ovvio che non si giri la scena con la musica a palla, ma sarebbe stato un dettaglio apprezzabile tenere conto della presenza di tale musica nel dirigere gli attori e il loro parlato… o magari è solo una fissazione mia!

Per il resto, come detto, qui siamo di fronte ad un film esageratamente bello. Musiche, direzione, fotografia, costruzione delle scene, azione, tensione, personaggi… tutto è fatto con cura, tutto funziona, è impossibile distrarsi anche solo per un secondo. Ci sono molteplici dialoghi memorabili (uno su tutti, come ha imparato a suonare Miles Davis?), e scene indimenticabili. Film da vedere e rivedere, ciao!

PS: ci sono pure Jada Pinkett Smith, Jason Statham e Javier Bardem in Collateral!


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