Star Trek: Voyager – S05E09, Trenta giorni

voy-thirtydays12Trenta giorni (giusta traduzione dell’originale Thirty Days) è un episodio centrato su Tom Paris. Fino ad ora, e vista la scarsa profondità data al personaggio sin dalla prima stagione, questo avrebbe significato un episodio su un bambino testardo che si ostina a giocare rifiutando di crescere (come in Faccia a faccia nella quarta stagione, per esempio). Invece ecco che qui scopriamo un nuovo lato del biondo tenente: la sua passione per gli oceani. Ah no, non più tenente, ma guardiamarina! Perché? Perché l’episodio comincia con una Janeway marziale che degrada Paris e lo manda trenta giorni in cella a pensare alle sue malefatte. E cosa avrà fatto di così grave il buon Tom? Lo scopriamo col flashback facilitato dalla sua lettera al padre scritta, appunto, dalla cella di sicurezza.

E cosa scopriamo? Che Tom ha violato la Prima direttiva! E qui io mi sono spanciato dalle risate… Janeway che punisce qualcuno per aver violato la Prima direttiva? Ma se lei lo ha fatto innumerevoli volte!!! Non farò un elenco completo perché temo che non finirei più, ma:

  • In Dall’altra parte dell’Universo impedisce ai Kazon di accedere ai territori Ocampa e, soprattutto, alla stazione spaziale del Caretaker senza averne nessun diritto;
  • In Il segreto di Neelix ospita Jetrel, ricercato per crimini di guerra gravissimi, e gli permette di continuare con le sue ricerche fatte, va detto, per provare a porre rimedio a quanto aveva fatto anni prima;
  • in Prototipo autorizza B’Elanna a riattivare il robot che poi si rivela essere parte di una razza impegnata in una guerra secolare!
  • In Sopravvivenza Janeway consegna la USS Voyager ai Kazon, cosa che potrebbe avere conseguenze molto gravi per il quadrante (almeno fino all’arrivo dei Borg, che assimilerebbero i Kazon in otto secondi);
  • ne Il patto dello scorpione ecco forse la violazione più grave: un patto coi Borg che sappiamo per certo aver portato alla distruzione di innumerevoli razze e civilizzazioni (vedasi Speranza e paura);
  • In Giochi di morte Janeway decide di passare tecnologia della Federazione ad una razza, gli Hirogen, che hanno ampiamente dimostrato di poterla usare per fini distruttivi;
  • In Demon Janeway lascia il DNA di tutto l’equipaggio in mani aliene così che essi possano replicarne le fattezze ed i pensieri compromettendone per sempre la loro naturale evoluzione!

Direi che può bastare, e sicuramente ho dimenticato molte altre istanze in cui il capitano della Voyager è passato sopra la Prima direttiva come un trattore. In questo caso, però, non vuole sentire ragioni: Tom Paris ha violato la legge più importante della Federazione ed evidentemente lui non se lo può permettere. I vantaggi di essere capitano… Ma perché lo ha fatto? Perché voleva salvare dalla distruzione un pianeta fatto interamente d’acqua che gli abitanti senza rendersene conto stavano distruggendo. Volendo essere generosi, l’intero episodio potrebbe essere un’intelligente metafora sull’attuale situazione mondiale: stiamo anche noi distruggendo il nostro pianeta ma non facciamo nulla per migliorare la situazione. Beh, Star Trek: Voyager sembra dirci che non arriverà nessuna specie aliena a risolvere la situazione al posto nostro. Non ci sarà nessun Tom Paris alieno pronto a sacrificare la sua carriera per salvare la Terra, e anche se ci fosse, ci sarà un capitano Janeway a fermarlo affinché il nostro destino si possa compiere in maniera naturale. Se vogliamo autodistruggerci, abbiamo il diritto di farlo.

Visto così, Trenta giorni è un episodio tutt’altro che stupido, ed è così che mi piace leggerlo. Il tema dell’ambiente è da sempre presente nelle varie incarnazioni di Star Trek, e questo è sicuramente un buon nuovo capitolo in questa lunga serie! Ciao!


Episodio precedente: Nulla di umano

Episodio successivo: Contrappunto


9 risposte a "Star Trek: Voyager – S05E09, Trenta giorni"

  1. Si può ipotizzare una spiegazione: se tutti gli ufficiali inferiori di grado avessero violato la Prima Direttiva con la medesima disinvoltura del capitano, a bordo della Voyager sarebbe stata l’anarchia totale e questo Kathryn Janeway non poteva certo permetterselo, con tutta la strada rimanente da fare verso casa (e quindi via con le punizioni per dare quel buon esempio che lei stessa era la prima a non seguire, tipo un certo James T. Kirk) 😉
    Tornando all’episodio nel suo complesso, credo che la tua chiave di lettura ambientale sia quanto mai adatta a comprenderne il significato (e dare un senso al contradditorio comportamento di Janeway, che così risulterebbe perfettamente funzionale all’intento metaforico generale)…

    Piace a 1 persona

    1. Eh ma il capitano deve comandare con l’esempio, mica applicando regole con cui lei si pulisce il naso ogni tre per due! Sennò mica funziona la disciplina a bordo (e infatti l’Enterprise di Kirk era splendida perché era raro che qualcuno seguasse gli ordini dati da Kirk o chicchessia)! X–D

      I messaggi ecologisti mi piacciono sempre in Star Trek e mi piace evidenziarlo in questo episodio, però non è uno dei più memorabili, anche se il pianeta acquoso è effettivamente un’innovazione sui soliti pianeti di classe M visitati dai landing party delle navi della Flotta Stellare!

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