Star Trek: Voyager – S05E04, La teoria di Shaw

7c436c99e62d33f2d2e3d02a6b129c50bc186af0_b“There are no secrets except the secrets that keep themselves.”, disse George Bernard Shaw, di cui ho trovato la seguente traduzione: “Non ci sono segreti custoditi meglio di quelli che tutti conoscono.” Questa la parte dell’episodio su cui i traduttori si sono concentrati per inventarsi il titolo La teoria di Shaw partendo dall’originale In the flesh (In persona) che non c’entra assolutamente niente. E ora che mi sono liberato della mia usuale lamentela sulle traduzioni italiane, posso cominciare a scrivere dell’episodio vero e proprio, un signor episodio!

Un signor episodio che si apre con Chakotay alla Starfleet Academy, San Francisco. Che sta succedendo? Vediamo anche il vecchio Boothby (Ray Walston), apparso per la prima volta nel mondo di Star Trek nel capolavoro di episodio The First Duty (Il primo dovere) nella quinta stagione di The Next Generation. D’altronde l’ho già scritto giusto quelle seicento volte che Voyager prende a piene mani dalla serie capitanata da Jean-Luc Picard (nominato anche in questo episodio, naturalmente)! Ma cosa c’è dietro a questa inusuale premessa apparentemente sulla Terra, in pieno quadrante Alpha? Lo si scopre nella prima parte dell’episodio: la USS Voyager ha trovato una stazione spaziale dove qualcuno ha fatto grandi sforzi per ricreare un angolo di Flotta Stellare. La domanda è: chi? E per quali ragioni?

Ho trovato la trama dell’episodio davvero intelligente. Non solo riprende una specie introdotta precedentemente (Il patto dello scorpione, prima e seconda parte) ma non sfruttata a dovere (se non con il bell’episodio Prede la scorsa stagione), la 8472, ma la sviluppa in un senso non scontato rendendola più interessante e sfaccettata. Finalmente vediamo un po’ di diplomazia all’opera, con una Janeway che parte come al solito con il suo atteggiamento risolutivo e addirittura violento, ordinando di preparare varie armi con tecnologia Borg che si rivelarono decisive nei precedenti scontri con le navi della specie 8472, ma che poi si ricrede e, soprattutto grazie alle doti diplomatiche (chiamiamole così… è un vero don Giovanni, altroché!) del buon Chakotay.

Bello anche il parallelo con la Guerra Fredda in cui i sovietici costruirono repliche di città statunitensi dove far vivere i propri agenti segreti per prepararli ad andare sotto copertura dall’altra parte dell’oceano, cosa che fondamentalmente stanno facendo i compagni 8472 perché, e questo è il colpo di genio della storia, impauriti dalle mazzate prese per mano dell’alleanza Voyager – Borg qualche tempo prima. Interessante anche che alla fine non sappiamo se i giochi diplomatici di Janeway e Chakotay avranno successo o meno: la gerarchia della specie 8472 è complessa e anche se coloro con cui hanno parlato i nostri eroi porteranno il messaggio: oltre a Boothby, anche un’umana di nome Valerie Archer interpretata da una splendida Kate Vernon, e tale ammiraglio Bullock (Tucker Smallwood). Da segnalare anche la presenza di Zack Galligan tra le comparse, ovvero il protagonista di Gremlins e del seguito Gremlins 2: The New Batch, splendidi film del 1984 e del 1990 diretti da Joe Dante. Coincidenza: Robert Picardo, il nostro Dottore olografico preferito, lavorò pure lui nel seguito di Gremlins, e qui ha proprio una scena con il buon Galligan (in cui il suo personaggio muore suicidandosi proprio come un agente segreto della Guerra Fredda).

Ho perso un po’ il filo del discorso, scusate… ma in realtà ho scritto tutto quello che avevo da scrivere! Bell’episodio che sviluppa ottimamente il mondo del quadrante Delta e da cui i nostri eroi della USS Voyager escono benissimo probabilmente riuscendo ad evitare una disastrosa guerra alla Federazione, che già di gatte da pelare ne ha col Dominio e compagnia bella! Ciao!


Episodio precedente: Rischio estremo

Episodio successivo: C’era una volta


6 risposte a "Star Trek: Voyager – S05E04, La teoria di Shaw"

  1. Per prima cosa ti segnalo un refuso: è Valerie Archer ad essere interpretata da Kate Vernon (presente anche nel fan-movie Star Trek: Axanar), non il contrario 😉
    Tornando all’episodio in questione, abbiamo a che fare con un risultato da annoverare senz’altro tra quelli riusciti, con la tattica da Guerra Fredda adottata da una specie 8472 forse non più così invincibile com’era apparsa all’inizio ma comunque lo stesso da non sottovalutare, visto il livello delle informazioni possedute sulla Flotta Stellare più che evidente nella ricostruzione di ambienti e individui. Ricordo che ci furono comunque i delusi da questa svolta, perché la ritenevano in sostanza una prova di mancanza di coraggio da parte di soggettisti e sceneggiatori nel mantenere intatte tutte le distruttive caratteristiche iniziali di questa specie (compresa la totale refrattarietà a trattare con chiunque), quando invece una scelta del genere ha perlomeno scongiurato il rischio di trovarci davanti all’ennesimo cattivo monodimensionale, adatto a episodi “special effects only” o poco più. Che poi la specie 8472 meritasse uno spazio maggiore all’interno della serie, è un altro discorso ancora…

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    1. Ops! Corretto il refuso, ti ringrazio per avermelo segnalato!

      E la specie 8472 qui è decisamente più interessante che ai suoi esordi! Forse non era proprio la specie giusta da sviluppare in questo modo, vista l’idea iniziale, ma almeno così dà più materiale per episodi interessanti (anche se a quanto scrivi temo che non la rivedremo molto da qui alla fine della serie).

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