Star Trek: Voyager – S05E03, Rischio estremo

8c88f390434eddbeea73620fe597f5ca

Rischio estremo (giusta traduzione dell’inglese Extreme Risk) rappresenta per me la prova della mancanza di visione di lungo periodo degli sceneggiatori di Star Trek: Voyager, e in particolare degli showrunner. Quando arrivò sulla USS Voyager la notizia del massacro indiscriminato di tutti i maquis ad opera dei cardassiani e del Dominio, nell’episodio Cacciatori, scrissi:

Arriva (…) la notizia del massacro indiscriminato di tutti i maquis da parte dei cardassiani e del Dominio! Non che ci siano molti maquis a bordo, ormai, ed in effetti sono solo B’Elanna e Chakotay a parlarne (e pure poco! Mi sarei aspettato ripercussioni psicologiche ben più grandi di fronte a notizie così catastrofiche!), ma comunque sono dei momenti molto intensi dell’episodio.

Ecco che a più di mezza stagione di distanza si riprende questo discorso svelando che per B’Elanna le conseguenze psicologiche ci sono state eccome. La cosa mi sembra lodevole, se non fosse che arriva, come direbbero gli inglesi, out of the blue, dal nulla. Infatti troviamo una B’Elanna d’improvviso apatica mentre il resto dell’equipaggio è totalmente investito nella costruzione di un nuovo shuttle progettato da Tom Paris (allora gli shuttle si possono costruire! Il ridicolo conto degli shuttle persi ha finalmente una spiegazione!). La storia dietro a questo bisogno di un nuovo shuttle è abbastanza dimenticabile e riporta in gioco gli inquinatori Malon, a cui a quanto pare Janeway non è ancora riuscita a passare la tecnologia pulita che aveva promesso di dare loro.

Ma la cosa in primo piano qui è il dramma di B’Elanna. Infatti, la vediamo impegnata nella sala ologrammi con i programmi più pericolosi mai visti e decidendo sempre di togliere i protocolli di sicurezza, quindi rischiando di farsi seriamente del male. Che sta succedendo? Lo scopriamo in un dialogo molto impattante col solito Chakotay: da quando la mezza Klingon ha saputo che tutti i suoi amici e compagni di resistenza sono stati massacrati dai cardassiani si è come spenta, incapace di provare alcuna emozione. En passant, fatemi notare come ancora una volta una storia d’amore in Star Trek sia stata buttata via senza grosse spiegazioni: B’Elanna non è compagna di Tom Paris ora? Com’è possibile che lui non si sia accorto di nulla se ancora stanno insieme?

Ma tornando a B’Elanna: da quel momento ha deciso di correre rischi estremi per tentare di risvegliare le sue emozioni, fino ad ora fallendo. Si sente spenta, vuota. In altre parole, e sono parole più vicine alle nostre primitive menti del ventunesimo secolo, è caduta in depressione. Sulla USS Voyager non c’è una Deanna Troi, cioè un consigliere, e anche se ci fosse non sono sicuro che B’Elanna ci si rivolgerebbe: troppo orgogliosa, troppo Klingon! Anzi, la povera B’Elanna va a parlare con la figura più vicina ad un consigliere, Neelix, ma sfortunatamente gli sceneggiatori qui si sono scordati del fatto che è il responsabile del morale e che è pure un grande ascoltatore, quindi ne esce un dialogo surreale, ridicolo.

Che succede quindi? La risoluzione dell’episodio è tutt’altro che convincente, purtroppo: dopo un bel dialogo profondo con Chakotay in cui si capisce che B’Elanna ha bisogno di tempo, si butta a capofitto nella pericolosa missione di Tom, Seven e Harry per recuperare una sonda sotto la minaccia dei Malon qui incarnati dal cattivo controllore Vrelk (Hamilton Camp). Apparentemente, salvare la vita di tutti gli occupanti dello shuttle con un metodo che è un incrocio tra un gioco Lego e un episodio di McGyver, è abbastanza per uscire dalla depressione e ridarci la cara vecchia B’Elanna nella prossima puntata. Davvero? Ho trovato questa soluzione narrativa molto poco credibile!

Per non parlare della battaglia con la nave Malon! Si passa da scudi alzati e Voyager colpita pesantemente al finale “tarallucci e vino” in cui la nave della Federazione se ne va dopo aver recuperato sonda e shuttle lasciando i Malon alle prese con problemi potenzialmente mortali ma facendoci una risata su. Un comportamento decisamente poco Federazione! Janeway avrebbe potuto aiutare Vrelk a salvare i suoi compagni in difficoltà per provare a rattoppare i rapporti poco idilliaci tra le due fazioni! E invece niente, la Voyager se ne va, probabilmente per non ritrovare mai più i Malon che, anche se monodimensionali come molti altri alieni incontrati fino ad ora, avevano delle navi molto belle e delle armi molto sceniche. Peccato… ciao!


Episodio precedente: Drone

Episodio successivo: La teoria di Shaw


9 risposte a "Star Trek: Voyager – S05E03, Rischio estremo"

  1. I Maquis continuano ad essere la “pecora nera” di questa serie, tanto che nemmeno si è pensato di realizzare un eventuale (e forse, a questo punto, anche necessario) episodio di raccordo fra la tragica rivelazione in “Cacciatori” e lo sviluppo del comprensibile atteggiamento di B’Elanna in “Rischio estremo”: non che alla fine non sia stato comunque un episodio vedibile, no, ma è difficile non cogliervi l’ennesima dimostrazione di quanto sceneggiatori e showrunner avessero ormai abbandonato da tempo i Maquis al loro destino (la stessa risoluzione capace di guarire B’Elanna dalla depressione sembrava quasi studiata a tavolino per tentare di chiudere in tutta -troppa- fretta l’argomento e, tralasciando un tardivo colpo di coda a ridosso della fine dell’intera serie, ho l’impressione che sia andata proprio così)…

    Piace a 2 people

  2. Un episodio con così tante scelte assurde che l’ho visto con gli occhi spalancati: per esempio… ma dove cacchio le trovano quelle tute con cui entrano in sala ologrammi??? 😀
    Con questa storia dei replicatori stanno davvero esagerando: credevo che Star Trek fosse fantascienza, non Harry Potter! Ma una volta non c’era la regola che nell’universo nulla si crea e nulla si distrugge? Non c’era una massa costante? Come mai gli scienziati della Federazione non si sono accorti che dal Quadrante Delta arrivano miliardi di gigatoni di massa in più, perché sulla Voyager hanno replicato così tanto materiale che in pratica hanno costruito una seconda Voyager!
    Vuoi farti una navicella? E che ce frega, la replichiamo. Tanto al massimo fa un buchetto che B’Elanna tappa con la gomma americana. (Che scena imbarazzante) Perché non hanno replicato un’astronave a curvatura 100? Perché non hanno replicato la Terra dove sbarcare? Perché non replicano uno sceneggiatore che non abbia bisogno di replicare l’universo intero ad ogni episodio? 😀
    Scherzi a parte, la carta del senso di colpa del sopravvissuto era splendida, era un Asso con cui fare una splendida mano sul panno verde della sceneggiatura: invece l’hanno buttata a casaccio, nel peggiore dei modi. Davvero un gran peccato.

    Piace a 1 persona

    1. Assolutamente d’accordo sia sull’assurdità delle creazioni della Voyager (il Delta Flyer fatto in una settimana? Nessun problema! E meno male che è una piccola nave sperduta nel quadrante Delta…) sia sull’idea buona buttata via nel peggiore dei modi… Peccato davvero! Ma ormai si è capito a quali personaggi puntino gli sceneggiatori della serie a questo punto, e B’Elanna non rientra nei piani.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...