Star Trek: Voyager – S05E02, Drone

borg_drone_wallpaper__1024x76829th Century Borg, I wanna be your boy, cantavano i T-Rex nei lontani anni Settanta. E l’episodio Drone (stesso titolo che in inglese, per una volta) li ha presi in parola creando un Borg del 29imo secolo. Come dite? L’originale era 21st Century Boy? Mi devo essere confuso… È che nel secondo episodio della quinta stagione di Star Trek: Voyager viene creato un Borg con tecnologia del futuro! Ci può essere qualcosa di più spaventoso? Ma andiamo con ordine.

A causa di un incidente nel teletrasporto… Ok, ok, mi devo già fermare. Perché le navi della Federazione vanno in giro per l’Universo a cercare nuove forme di vita? Non serve! Basta teletrasportare la gente a caso per crearne! Senza andare troppo indietro nel tempo, era stato creato lo sfortunato Tuvix proprio a bordo della Voyager. E che dire di Thomas Riker, fratello anch’egli sfortunato del buon William (episodio numero 24 della sesta stagione di The Next Generation, Second Chances, Duplicato)? Ecco, una cosa va detta: se nasci in un teletrasporto le cose si mettono subito male per te…

E in Drone, a causa della fusione tra l’avanzato holoemitter del Dottore e le nanoparticelle Borg di Seven of Nine, ecco nascere One, questo il nome poco originale che verrà dato al nuovo Borg proprio da Seven. Ah, giusto, non ve l’ho ancora detto! Questo episodio è il soft remake di quel capolavoro dell’episodio numero 16 della terza stagione di The Next Generation, The Offspring, La figlia di Data, in cui Data creava Lal. E questo non dovete vederlo come una critica, nel senso che Drone è un gran bell’episodio! Solo che Star Trek: Voyager continua a prendere a piene mani idee da The Next Generation… Come The Next Generation aveva fatto prendendo a piene mani dalla serie originale e dai film con Kirk e compagnia, in fondo. Quindi perché lamentarsene troppo?

In ogni caso, Drone la butta molto di più sull’azione rispetto a The Offspring, con l’interessamento da parte del collettivo Borg per l’avanzatissimo One e l’arrivo di una nave Borg a lungo raggio di forma sferica. Ma l’episodio resta comunque profondo e centrato su questioni tutt’altro che triviali: cosa vuol dire essere un individuo? Che senso ha esserlo in una società? E quali sono le differenze con un collettivo in cui tutti gli individui condividono i propri pensieri che poi alla fine si fondono in uno? Tutto questo viene introdotto da una splendida scena iniziale in cui Seven fa dei tentativi di sorriso vuoti e viene sorpresa dal Dottore, ma chi potrebbe immaginare una trama che arrivi a renderla madre di un Borg, addirittura?

Per non parlare di One, uno splendido personaggio che cresce a velocità vertiginosa e che è capace di sviluppare pensieri molto intelligenti uno dietro l’altro e ad anticipare le pesanti conseguenze della sua esistenza. Il suo sacrificio finale è toccante e, nonostante fosse arrivato da poco a bordo della Voyager, io ho sentito vera tristezza quando ha smesso di vivere di fronte a Seven e al Dottore, impotenti di fronte alla sua tecnologia superiore. Merito di una sceneggiatura sopraffina e di un’esecuzione perfetta! Insomma, gran bell’episodio che conferma la sensazione che la Voyager sia sui giusti binari per diventare una serie bella solida dopo un’ottima quarta stagione e un buon inizio di quinta. Ciao!


Episodio precedente: Il nulla

Episodio successivo: Rischio estremo


10 risposte a "Star Trek: Voyager – S05E02, Drone"

  1. Diciamo che a livello di nome, ad Uno è comunque andata meglio che a Tugh, che suonava come un colpo di tosse XDXDXD
    Si ecco, il Teletrasporto in Star Trek ha combinato più casini di quanto io riesca a ricordane: in Enterprise erano più furbi usando più spesso le navette XD
    Di questo episodio posso dire in particolare una cosa: vedere per una volta i Borg sopraffatti e presi a calci in culo in quella maniera, è stato molto soddisfacente.

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    1. Effettivamente fa sempre piacere vedere quando i responsabili della strage a Wolf 359 le prendono secche! E il teletrasporto è un po’ tipo la sala ologrammi: comodo, utile, ma anche molto pericoloso! Infatti McCoy di TOS (e la Pulaski in The Next Generation) non si fidava mica! :–D

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      1. Anche la povera Hoshi Sato in Enterprise sperimenterà qualcosa di molto spiacevole con il teletrasporto (nonché molto simile all’incidente occorso alla dottoressa Crusher in TNG, imprigionata in quella bolla di realtà provvisoria causata dall’esperimento del genietto Wesley sul campo di curvatura)… e, quindi, la tradizione di giustificata mancanza di fiducia viene rispettata per ogni secolo 😀
        Quanto a Drone, avevo o no ragione a dirti di tenere da parte dei voti alti anche per questo (splendido) episodio? 😉

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      2. L’episodio di Beverly Crusher che rimane sempre più sola e tenta di non cadere nel buco di luce che, anche se lei non lo sa, sarebbe la sua salvezza! Pure quello era teletrasporto… Niente da fare: comodo ma pericolosissimo!!! X–D

        E sul tuo giudizio io da tempo non nutro alcun dubbio! Infatti altro grande episodio come avevi detto! :–)

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  2. Immagino che le intenzioni siano le stesse che con Tuvix: un essere creato da un errore del teletrasporto che bisogna uccidere, con il relativo carico di emotività. Solo che la trama di quell’episodio era splendida, finora lo annovero fra i migliori della serie. Qui… insomma…
    La Janeway si cala subito dalla parte degli anti-abortisti: uccidere un feto? Ma siamo matti? Che siamo, mostri disumani? La vita è sacra, mai e poi mai darò l’ordine di uccidere qualcuno. Arrivano i Borg: sterminateli tutti! E possibilmente defecate sulle loro tombe! Possibile che la Janeway non riesca ad essere coerente per soli cinque minuti in questa serie?
    Quindi uccidere un conglomerato di cellule no, invece aspettare che cresca, che sviluppi una personalità, che sviluppi empatia, che capisca cosa sia il dolore e l’affetto… ecco, allora sì che può morire!
    Tutto troppo tirato per i capelli alla ricerca disperata di un effettone emotivo finale che non mi sembra ispirato come in precedenti episodi.

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    1. Ammetto che non avevo pensato alle implicazioni etiche delle azioni della Janeway, che ormai sappiamo essere scritta un po’ così, un giorno dice una cosa è ne fa una opposta, il giorno dopo ne fa una terza e argomenta a favore di una quarta via…

      Ma… A questo ritmo finisci di vedere la serie prima di me! E ho cominciato un anno e mezzo prima di te! :–D

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