Star Trek: Voyager – S04E17, A ritroso

retrospect079Ricordate Regression, il film del 2015 di Alejandro Amenábar con Ethan Hawke ed Emma Watson? Costò 15 milioni di dollari e fu un flop abbastanza grosso, lasciatemi aggiungere “giustamente”, visto che era un thriller psicologico molto poco interessante. Ecco, col budget di un episodio di una serie televisiva, Retrospect (A ritroso il titolo italiano) riesce ad affrontare gli stessi temi in un modo mille volte più convincente. Ebbene sì: ecco un altro episodio da incorniciare di Star Trek: Voyager, bello da vedere ed allo stesso tempo con un messaggio forte da trasmettere.

La trama, brevemente. Janeway sta contrattando uno scambio di tecnologie con una colonia Entharan ed in particolare con un insopportabile mercante di nome Kovin (Michael Horton). Durante una sessione di lavoro in ingegneria, Seven of Nine improvvisamente attacca Kovin quasi senza essere provocata, e quando il Dottore tenta di capire il motivo, usando una nuova routine con cui ha deciso di crescere, scopre una terribile memoria repressa. Apparentemente, il giorno prima sulla superficie del pianeta Seven of Nine è stata aggredita da Kovin che poi ne ha rubato delle nanoprobes per creare un Borg assimilando uno della propria razza. Un’accusa infamante che, secondo il primo sopralluogo del buon Tuvok, sembra corroborata da alcune prove… Inutile dire che il Dottore supporta Seven senza alcun dubbio, e di fatto l’unico che ammette la possibilità che la verità sia un’altra è Tuvok, che come sempre dovrebbe essere ascoltato di più! Per farla breve, Kovin scappa e quando la Voyager lo raggiunge per dirgli che effettivamente sembra che lui abbia ragione, perde il controllo e atttaccando la nave della Flotta Stellare finisce per disintegrarsi da solo.

Un uomo innocente, per quanto dai modi rudi e maleducati, muore per colpa delle azioni dell’equipaggio di una nave della Federazione! Ed è qui che l’episodio dimostra la sua qualità. Le reazioni a bordo sono le più diverse. Il Dottore vuole rinunciare al suo desiderio di crescere e di evolvere per evitare di avere altri morti sulla coscienza. Janeway ammette la sua responsabilità, ma da buon capitano deve tirare avanti pur con questa macchia indelebile sul suo curriculum. Seven voleva vendetta ma la ottiene nel peggiore dei modi, scoprendo cioè che la sua accusa era sbagliata, che la sua memoria l’aveva tradita mescolando esperienze recenti con ricordi tremendi della sua vita come Borg. E la povera non è preparata a vivere sentimenti forti come la colpa e il rimorso.

Il finale non è lieto, non c’è uno spiraglio di luce come siamo abituati a vedere in Star Trek. Le nostre azioni hanno delle conseguenze, a volte tragiche, e la vita ci permette solo di anelare a migliorare per non commettere altri errori simili, ma non ci permette di cancellare quelli fatti. Personalmente, credo che il messaggio sarebbe stato ancora più forte se la Voyager stessa avesse distrutto la nave di Kovin per difendersi, ma evidentemente gli sceneggiatori non se la sono sentita di fare una scelta così forte. Peccato. Rimane comunque un grande episodio, tra l’altro con ottime sequenze da incubo quando Seven racconta al Dottore i suoi ricordi. Un bel thriller, dei bei messaggi, e grandi prove degli attori. Insomma, meglio del film di Amenábar che trattava lo stesso tema delle memorie represse e delle tecniche per farle uscire fuori. Star Trek si conferma un brand coraggioso e meritevole del successo ottenuto negli ultimi decenni! Ciao!


Episodio precedente: Prede

Episodio successivo: Giochi di morte


10 risposte a "Star Trek: Voyager – S04E17, A ritroso"

  1. Pur se non dovuta a un azione diretta a scopo difensivo, la morte di Kovin rimane comunque qualcosa di cui la Voyager è pienamente responsabile, ragion per cui alla fine il messaggio arriva ugualmente a destinazione (e, probabilmente, per gli sceneggiatori non era davvero possibile fare di più). Quanto alla reazione del Dottore, questa mi sembra ricordare da vicino quella di Data in Generazioni: entrambi disposti a mettere seriamente in discussione la loro ricerca di umanità, quando in quest’ultima si verifichino circostanze tali da mettere a repentaglio delle vite (il Dottore sbaglia -come capita agli esseri umani- nei confronti di Kovin, e la paura -sentimento umano, per quanto indotto da un chip emozionale malfunzionante- blocca Data proprio quando Geordi avrebbe più bisogno di lui). Non che Seven se la passi meglio, con i suoi traumi Borg regressi ad alterare quei ricordi che, diversamente, avrebbero potuto evitare una morte inutile…
    P.S. Chissà se Amenábar ha mai visto quest’episodio 😉

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    1. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Amenábar, ma mi sa che resteremo col dubbio! X–D

      Sulle somiglianze tra il Dottore e Data hai ragione da vendere, d’altronde è un personaggio che molto deve all’androide creato dal dottor Sung! Così come lo stesso personaggio di Data deve molto allo Spock interpretato da Nimoy, con questa sua continua lotta tra la logica e le pulsioni umane dovute a sua madre terrestre…

      Star Trek che cita sé stesso in un loop infinito, praticamente! :–D

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    1. Molto ficcante il parallelo con quello che sta succedendo in questi anni, hai ragione! Gente che viene licenziata per tweet mandati anni prima, attori che smettono di lavorare per condanne già emesse prima che arrivino quelle dei giudici… anche South Park ha commentato su questa cosa con la puntata in cui Towelie usa Twitter per infamare tutti e viene cacciato in malo modo dalla città!

      Grazie per lasciare un commento! Ho dato un’occhiata veloce al tuo blog e il tuo ultimo articolo è giusto qualcosa di cui avevo parlato con amici anch’essi allibiti da questa nuova versione di The Lord of the Rings. Appena posso lo leggo!

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  2. Ho visto l’episodio in questi giorni, per assecondare una recente nuova pazzia delle mie: i “fanta-fucili”! Appena scoperto che nell’episodio c’è un venditore d’armi, mi ci sono fiondato e ho trovato ghiotto materiale per un mio futuro pezzo. (Anche se purtroppo il fucile protagonista della vicenda sembra più un aspirapolvere!)
    Onestamente sono rimasto colpito dalla storia e la vedo come DarkAlex1978: sembra più un appello a non credere cogli occhi chiusi, a non dare per scontato che un colpevole lo sia solo perché qualcuno lo accusa, soprattutto in un Paese che ha fatto dell’accusa di molestia sessuale uno sport nazionale, un modo veloce per sbarazzarsi di personaggi ingombranti in qualsiasi momento.
    La sensazione è che le implicazioni etiche della trama – molto ben scritte – coprano comunque un messaggio di fondo rivolto ad un popolo che sta perdendo il controllo sulla questione.

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    1. Episodio decisamente interessante infatti, e uscito decenni prima di questa tendenza a liberarsi facilmente di personaggi ritenuti rei di peccati imperdonabili che a volte risultano essere solo dei tweet stupidi usciti molto tempo addietro.

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