Star Trek: TOS – S02E09, Guarigione da forza cosmica

tos2x09kNon so cosa avessero bevuto i traduttori quando lavorarono su questo episodio, ma doveva essere qualcosa di forte. Il titolo inglese Metamorphosis (ovviamente da tradurre come Metamorfosi) diventò il ridicolo Guarigione da forza cosmica. No comment.

Il nono episodio della seconda stagione della serie originale di Star Trek torna finalmente a fare quello che riesce meglio alla creatura uscita dalla mente di Gene Roddenberry: sviluppare le infinite possibilità offerte da un universo così vasto e ricco. La mitologia di Star Trek si arricchisce qui niente meno che di Zefran Cochrane, l’inventore del motore capace di andare a velocità curvatura, responsabile da solo del primo contatto dei terrestri coi vulcaniani! Ma andiamo con ordine.

Kirk si trova a bordo di uno shuttle insieme al dottor McCoy, al signor Spock e alla bella Nancy Hedford (Elinor Donahue), commissario della Federazione. La missione è quella di curarla da una malattia rarissima in una stazione spaziale e poi riportarla su Epsilon Canaris III dove la Hedford sta lavorando ad un processo di pace. Purtroppo, però, lo shuttle (il Galileo, lo stesso della puntata La Galileo) viene dirottato da una strana nube e i nostri si ritrovano su una planetoide con un’atmosfera simile alla terrestre e con, apparentemente, un solo abitante (Glenn Corbett) che si presenta col nome Cochrane.

Avendo visto (più volte!) Star Trek: First Contact (Primo contatto, 1996), ho capito subito di chi si trattasse, ma Kirk e gli altri tardano un po’ a fare il collegamento. Come biasimarli? Cochrane era scomparso 150 anni prima! La spiegazione? Una presenza con dei poteri fuori dal comune lo ha preservato e mantenuto in vita per avere compagnia. Qualcosa di più, in realtà, ma in 150 anni Cochrane non se ne è mai accorto: la presenza è innamorata di lui! Per fargli compagnia, gli ha portato lo shuttle di Kirk, e che fortuna! Sì perché al deteriorarsi delle condizioni di salute della povera Hedford, la presenza ne occuperà il corpo e potrà finalmente amare fisicamente il bel Cochrane.

Che dire, quindi? Anche se ho apprezzato l’aggiungersi di un tassello all’universo di Star Trek, l’episodio in sé non mi ha colpito troppo. La morte della Hedford viene presa molto alla leggera da tutti, con Kirk che dichiara “La Federazione troverà un’altra donna in grado di portare la pace su Epsilon Canaris III!” lasciandomi un po’ allibito. E soprattutto Glenn Corbett proprio non era tagliato per fare l’attore. Mantiene la stessa espressione per tutto il tempo, coi suoi occhioni azzurri e i suoi tratti da maschio alpha statunitense degli anni Sessanta, e non contribuisce a rendere convincente nessuna delle sue scene. Peccato, perché forse con delle guest star migliori (anche la Donahue non brilla di certo) questa puntata sarebbe potuta entrare tra quelle più memorabili. Non lo fa, anche se l’introduzione di Cochrane è il primo passo verso la costruzione dello splendido personaggio a cui darà vita James Cromwell in First Contact nel 1996! Ciao!


Episodio precedente: Io, Mudd

Episodio successivo: Viaggio a Babel


6 risposte a "Star Trek: TOS – S02E09, Guarigione da forza cosmica"

  1. Decisamente, fra il povero Glenn Corbett (che avrà all’incirca la stessa espressività in tutte le sue performance televisive negli anni a venire) e James Cromwell c’è un discreto abisso…
    Riguardo al commissario Hedford, la sua non è tanto da vedersi come morte quanto come fusione con un’entità aliena capace di guarirla (perché questa metamorfosi è contemporaneamente una guarigione, ragion per cui gli impacciati traduttori italiani dell’epoca hanno pure piazzato nel titolo uno spoiler grande come l’Enterprise) conservandone la coscienza, che va a fondersi con la propria: Nancy Hedford è il Compagno, e allo stesso tempo il Compagno è Nancy Hedford… va da sé, quindi, che la reazione di Kirk e i suoi diventi più comprensibile, essendo loro stati testimoni di quella che a tutti gli effetti è stata la nascita di una nuova forma di vita (limitata semmai dall’essere inevitabilmente legata al planetoide per la propria sopravvivenza) 😉

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    1. Effettivamente vista così la sorte della povera Nancy è un po’ più rosea di come l’avevo vista io… Certo che per sempre su quel pianeta con quel tortellone di Cochrane mi sa che non si divertirà tantissimo, ma ne era tanto innamorata…!

      I titolo italiani sono davvero ridicoli a volte, e quando ci mettono gli spoiler ancora di più! Chissà cosa avevano pensato al tempo…

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