Mientras dure la guerra: recensione del film

mientras-dure-la-guerraAlejandro Amenábar è un artista a dir poco eccezionale. In venti anni ha fatto sei film e cinque di questi sono ottimi (si veda Mar adentro, 2004, o The Others, 2001, per esempio), incluso il suo esordio uscito quando aveva 24 anni, Tésis (1996). Ha scritto e diretto tutti e sei i film, e soltanto nel caso di Agora (2009) non ha ne anche composto la colonna sonora. Visto che purtroppo il suo penultimo film (Regression, 2015) è il più debole della sua filmografia, sono entrato al cinema a vedere la sua ultima opera mantenendo basse le mie aspettative. E ora che ne sono appena uscito, posso felicemente constatare che Amenábar c’è e che Mientras dure la guerra, la sua ultima fatica, è veramente spettacolare.

Il film segue lo scrittore Miguel de Unamuno (Karra Elejalde) allo scoppiare della Guerra Civile in Spagna nel 1936. Da rettore dell’Università di Salamanca, de Unamuno inizialmente appoggiò l’esercito che fece il colpo di stato contro la Repubblica, ma poi i suoi sentimenti verso i fascisti e falangisti si raffreddarono poco a poco anche e soprattutto perché perse i suoi due più grandi amici, Atilano (Luis Zahera) e Salvador (Carlos Serrano-Clark), arrestati e giustiziati sommariamente l’uno per essere massone e l’altro per essere socialista. Poco prima di morire, pronunciò un discorso storico contro i golpisti confrontandosi duramente con uno dei loro leader vicinissimo al generalísimo Francisco Franco (Santi Prego), il generale Millán-Astray (Eduard Fernández).

Scritta così, la trama potrebbe farvi sbadigliare e pensare che siamo di fronte all’ennesimo film storico privo di interesse (in stile Darkest Hour), ma non potreste essere più lontani dalla verità. Amenábar dà un ritmo incredibile a questo film creando personaggi interessantissimi e dialoghi intriganti. Il protagonista, Miguel de Unamuno, fu un uomo, come direbbero gli inglesi, larger than life: saggio e polemico, apparentemente freddo ma in realtà sentimentale… e, con tutte le diverse opinioni politiche che sostenne nell’arco della sua vita, costituisce il perfetto protagonista per raccontare la Guerra Civile spagnola da un nuovo punto di vista. Allo stesso tempo, il regista fa la difficile scelta di mostrare i golpisti e le loro lotte interne per il potere che videro trionfare Franco ancor prima della fine della guerra. Di fatto è emblematico il titolo del film che riprende proprio una discussione cruciale tra i vari generali fascisti nel giorno in cui Franco ne diventò il leader indiscusso.

Il ritratto che Amenábar fa di Franco è impietoso: un uomo viscido, opportunista, con una personalità sfuggente, e quasi una marionetta nelle mani del fratello Nicolás (Luis Bermejo), della moglie Carmen Polo (Mireia Rey) e del suo amico il generale Millán-Astray, detto il Glorioso mutilado, interpretato magistralmente da Eduard Fernández. Nel confronto finale del film tra quest’ultimo e de Unamuno è splendido vedere come l’unica risposta del generale alle incontrovertibili parole dello scrittore siano degli slogan vuoti a cui, tra l’altro, de Unamuno risponde per le rime. Ma questo è solo uno dei momenti da incorniciare di Mientras dure la guerra. Si pensi al montaggio alternato tra la prima riunione dei generali fascisti e il consiglio dei professori della facoltà presieduto da Miguel, o alla sua ultima discussione con l’amico Salvador.

Ma la cosa più sorprendente del film è come tutto, assolutamente tutto, sia terribilmente attuale. Le discussioni infinite e che non portano a niente tra sinistra e destra, l’avanzata dei fascisti con le loro idee vecchie e stantie, la mancanza di attenzione verso gli intellettuali e gli studiosi (tema già affrontato da Amenábar in Agora)… qui si parla della Spagna odierna, oltre che a quella del 1936! Il film è drammaticamente attuale, come è facile constatare leggendone le critiche che stanno uscendo nei media: stroncato da quelli di destra e osannato da quelli di sinistra (in un cinema di Valencia alcuni simpatizzanti di estrema destra hanno interrotto la proiezione del film per boicottarlo al principio di ottobre). La Spagna continua ad essere inesorabilmente divisa in due, e tra un mese si svolgeranno le elezioni politiche per la seconda volta in un anno perché le forze politiche in Parlamento non riescono a mettersi d’accordo su niente, tanto che non si riesce nemmeno a formare un governo. Non potrebbe essere più chiaro di così il parallelo con la Repubblica del 1936, i suoi problemi, e lo scoppio della Guerra Civile.

Se aggiungiamo a tutto questo una colonna sonora splendida, una fotografia meravigliosa, delle scenografie e dei costumi perfetti fin nel minimo dettaglio, una scelta degli attori azzeccatissima, una sceneggiatura quadratissima e una regia sopraffina, direi che siamo di fronte ad un capolavoro da guardare e riguardare. Ciao!


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