Star Trek: Voyager – S04E13, Stato di veglia

142Mi sono divertito non poco guardando Stato di veglia (titolo originale: Waking Moments), un episodio che usa un’idea vecchia come il mondo come quella di un sogno dentro un sogno (c’è addiritura un poema di Edgar Allan Poe così intitolato, A Dream Within A Dream) ma che, volendo essere generosi, riesce ad anticipare un film di grande successo uscito una dozzina d’anni dopo, cioè Inception (2010) di Christopher Nolan. Eppure più penso alla trama più non torna nessuno dei suoi elementi… insomma, è un episodio che va preso come intrattenimento allo stato puro e a cervello spento, e come tale è un successo.

Ecco la trama. I membri dell’equipaggio della USS Voyager hanno tutti degli incubi in cui incredibilmente appare lo stesso alieno mai visto prima. Il problema è che alcuni non si risvegliano e nemmeno il Dottore è in grado di interromperne il sonno. Chakotay allora ha l’idea di contattare l’alieno in un sonno lucido indotto col suo strumento con cui solitamente dialoga col suo spirito guida. L’abbiamo visto in vari episodi sempre introdotto dalle parole A-koo-chee-moya: La nebulosa, Terra sacra, Spira mortale… La cosa sembra funzionare, e Chakotay si risveglia e informa Janeway che sarà sufficiente superare un sistema di pianeti non lontano affinché l’influenza dell’alieno possa terminare. E invece è una trappola! La Voyager è sotto attacco! Eccetto che Chakotay sta ancora sognando! E via così…

Come detto, l’episodio è davvero divertente, pieno d’azione e di colpi di scena. Però un’analisi a freddo non può non evidenziare i numerosi problemi della storia:

  • Per quale assurda ragione gli alieni dovrebbero volere il controllo della USS Voyager se il loro stato naturale è un letargo in un rifugio sotterraneo? Se volessero essere evitati, la cosa migliore sarebbe non interferire col sonno degli equipaggio di passaggio. Se invece le intenzioni sono ostili, come mai vogliono collezionare astronavi?
  • Se l’obiettivo degli alieni è far dormire i malcapitati che capitano nel loro raggio d’azione, perché tormentarli con incubi? Non sarebbe meglio rilassarli con sogni piacevoli? Oppure fare degli incubi da cui non sia possibile fuggire?
  • E qui arriviamo ad un altro problema: che senso ha che Janeway e Tuvok si armino coi fucili phaser se sono in un sogno e nessuna arma ha effetto? Nemmeno l’esplosione del warp core fa danno!
  • Infine, il problema più grande di tutti: perché per Harry Kim è un incubo che Seven Of Nine lo attragga in un Jefferies tube isolato per fare l’amore con lui? Gli fa così tanta paura? Io fossi in lui sarei più che contento! Voglio dire… se non fossi immune al fascino di Seven of Nine data la mia natura di fan integerrimo. Ci mancherebbe altro!

Scherzi a parte, non si può non pensare allo splendido episodio Indizi (Clues, quarta stagione di The Next Generation) in cui una premessa abbastanza simile veniva sviluppata in un modo decisamente più interessante. Qui tutto si riduce ad un’azione di guerriglia di Chakotay con l’ausilio del Dottore e un finale che fa ripartire la Voyager nel suo viaggio come se nulla fosse successo. Peccato, perché una razza che vive la propria vita in un piano diverso dal nostro, quello del sogno, è un’idea intelligente che avrebbe potuto portare a qualcosa di più. Ma d’altronde Nolan con la stessa idea dei sogni come scatole cinesi di quest’episodio ha incassato più di 800 milioni di dollari, quindi chi sono io per criticarla? Ciao!


Episodio precedente: Spira mortale

Episodio successivo: Il messaggio in bottiglia


6 risposte a "Star Trek: Voyager – S04E13, Stato di veglia"

  1. Beh, fermo restando che da fan integerrimo pure io continuo a essere immune dal fascino di Seven 😉 posso solo ipotizzare che di lei Kim temesse più che altro, a livello inconscio, il prevalere degli “istinti” assimilatori Borg con tanto di inoculazione di nanosonde che avrebbero reso ben poco romantico/eccitante il tutto! Quanto agli altri punti problematici, credo che spettacolo e intrattenimento (garantito dai sogni dentro i sogni) abbiano prevalso su una scrittura più ragionata e coerente, quale appunto era in TNG quella di Indizi. E la cosa può sorprendere, visto che qui il responsabile è il medesimo consulente scientifico dell’intero mondo Trek televisivo, André Bormanis…

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    1. Ah, non sapevo che Star Trek avesse avuto sempre lo stesso consulente scientifico!

      Comunque io mi sottoporrei felicemente ad un’unione con Seven of Nine, puramente per motivi scientifici, si intende! Bisogna scoprire se il pericolo delle nanosonde è reale o no, e mi sacrifico volentieri per farlo!!!

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