Star Trek: Voyager – S03E04, Lo sciame

o_soave_fanciullaEd ecco un altro episodio di alti e bassi. Qui ci sono dei momenti assolutamente imperdibili infilati in una una storia dal ritmo altalenante, ma grazie ad un interessante sviluppo del personaggio del capitano Janeway sono propenso a dare un giudizio più positivo che negativo all’episodio. D’altronde la parte della storia che funziona meglio ha il Dottore come protagonista, e non mi stancherò mai di ripetere che Robert Picardo eleva tutto quello in cui gli si permette di brillare come il grande attore che è.

In Lo sciame (fedele traduzione del titolo originale The Swarm) la USS Voyager arriva ai limiti dello spazio di una razza molto ostile di cui Neelix ha sentito parlare: sono aggressivi e non tollerano il passaggio di alcuna nave all’interno dei propri confini. D’altronde, aggirare quegli stessi confini allungherebbe il viaggio verso il quadrante Alpha di quindici mesi e Janeway non ne vuole sentire parlare. Quindi, sbattendonese dei principi della Federazione, decide di passare nel territorio alieno in maniera furtiva nonostante le proteste del buon Tuvok. Che come al solito ha ragione, per poco la Voyager non ci rimette le penne con questa mossa, ma lasciamo stare! E lasciamo stare anche perché questa è la parte più brutta dell’episodio, visto che sappiamo già come va a finire sin dal principio. Degno di nota è solo il cambio di attitudine del capitano, adesso non più disposta a seguire pedissequamente le regole della Flotta Stellare, ma pronta a tutto pur di tornare a casa.

La parte migliore dell’episodio si centra sul Dottore, che all’inizio offre una brillante performance canora nella sala ologrammi con O soave fanciulla, aria (si definirà così? Se lo legge Nick mi percuote con un bastone) de La Bohème di Giacomo Puccini. Ad accompagnarlo una Diva italiana per i canoni statunitensi interpretata da una ilare Carole Davis, che comunque qualche parola dell’idioma italico la spizzica pure. A parte la divertente scena del canto, anche la trama che coinvolge il Dottore è ben scritta: pare che il programma olografico, non essendo stato creato per un uso continuo, si sia sovraccaricato di informazioni e stia cessando di funzionare correttamente. Informazioni che tra l’altro risultano inutili come il canto e l’amicizia con Kes e altri membri dell’equipaggio. O almeno inutili dal punto di vista medico, come ci informa l’ologramma di Zimmerman, il dottore che ha sviluppato il programma medico d’emergenza ed interpretato dallo stesso Picardo. Riusciranno i nostri eroi a riparare il programma e ad evitare un reset che farebbe perdere al Dottore tutti i ricordi accumulati dalla sua attivazione all’inizio della prima stagione?

Domanda retorica, lo so, ma nonostante la prevedibilità della risoluzione (che comunque non andrà così liscia come si potrebbe pensare), questa parte dell’episodio funziona davvero bene. Naturalmente molto merito va a Picardo che qui interpreta due personaggi: il Dottore olografico e l’ologramma del suo creatore. Se siete confusi lo capisco! Anche i dialoghi brillantemente scritti dallo sceneggiatore Michael Sussman (I’m a diagnostic tool, not an engineer!, ovvero Sono uno strumento diagnostico, non un ingegnere!) contribuiscono alla buona riuscita dell’episodio. Ciao!


Episodio precedente: Lo sciame

Episodio successivo: Profeti e perdite


9 risposte a "Star Trek: Voyager – S03E04, Lo sciame"

  1. Eh, sì, la lontananza da casa sta costringendo Janeway a crescere 😉 Quanto alla performance del Dottore (e pure del suo creatore, qui), Picardo rimane sempre quella solida garanzia che ben sappiamo…
    P.S. Ogni volta che si parla del Dottore devo trattenermi dal consigliarti la serie riguardante il suo quasi omonimo britannico Doctor Who, visto il numero TOTALE di episodi che ti dovresti sobbarcare 😉

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  2. Dunque, la Voyager sta vagando nello spazio ma quando deve scegliere se circumnavigare uno spazio ostile la Janeway grida: “Io non ho intenzione di vagare nello spazio”. Ma perché? Dove sta andando? Che cosa le cambia fare il giro largo? Perché d’un tratto vuole per forza andare dritta, anche a rischio di morire?
    Tuvok fa giustamente notare che entrare di nascosto in un territorio alieno è un atto che la Federazione vieta, e la Janeway gli ride in faccia: «E a me che me ne frega me? La Federazione è lontana!» Coooooooooosa? Ci hai scassato la uàllera per due stagioni con i Sacri Valori della Federazione che valgono in ogni angolo dell’universo… e ora rispondi “Tanto la Federazione è lontana”? Come si fa a non considerarla una serie umoristica? ^_^
    Per fortuna il Dottore ci regala sempre oro…

    Piace a 1 persona

  3. In effetti Janeway degli inizi va presa così, è talmente discontinua che o ci ridi su o la prendi in antipatia (cosa che feci io)! X–D

    Che poi anno più, anno meno, tanto 70 anni deve durare sto viaggio!

    "Mi piace"

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