A quiet place: recensione del film

aquietplace_final_trailerA Quiet Place – Un posto tranquillo (questo è il titolo italiano di A Quiet Place per il mercato italiano) è un film a relativamente basso budget (20 milioni di dollari) del 2018 diretto da John Krasinski, e con Emily Blunt come protagonista insieme proprio a Krasinski, che è pure suo marito. Come si suol dire, qui arrivo davvero dopo la musica visto che questo film ha avuto un successo planetario con un incasso superiore ai 300 milioni di dollari nel mondo. Inoltre ero riuscito a schermarmi da informazioni e spoiler vari quindi ho cominciato a guardarne il DVD recentemente acquistato aspettandomi uno horror e mi sono trovati davanti ad un thriller. Poco male. Parliamone un po’!

Ci troviamo in un mondo semi-deserto dove seguiamo Evelyn e Lee Abbott (rispettivamente, la Blunt e Krasinski) che tentano di sopravvivere insieme ai due figli Regan e Marcus (Millicent Simmons e Noah Jupe) facendo meno rumore possibile. Infatti pare che la Terra sia stata invasa da delle creature ferocissime e sensibili ai rumori: al minimo sgarro è molto probabile che in pochi secondi una di queste creature arrivi a folle velocità per ridurti a brandelli e/o divorarti. Regan è sorda (anche l’attrice che ne interpreta il personaggio lo è), il che significa che tutti in famiglia sanno parlare col linguaggio dei segni. Comodo, se devi evitare a tutti i costi di fare rumore!

E quando troviamo i nostri quattro protagonisti sono ormai passati anni dall’inizio dell’invasione e sanno comportarsi benissimo, hanno un loro codice di allerta (con il colore delle luci della fattoria dove vivono), provano a comunicare con altri eventuali sopravvissuti con una radio… e fanno ancora i conti con la perdita del piccolo Beau per la quale Regan si sente responsabile e probabilmente anche i genitori la ritengono tale, almeno in parte. Solo che… Evelyn aspetta un bambino! Non è facile partorire senza fare rumore, e soprattutto non è facile che un bimbo appena nato non pianga a squarciagola ogni tre per due! Anche se tutto sembra essere pronto per il grande momento, ovviamente le cose vanno nel peggiore dei modi…

E qui mi fermo, per quei tre o quattro là fuori che non abbiano ancora visto il film! Lasciatemelo dire: a me è piaciuto un sacco e per un’ora e mezzo me ne sono stato col cuore in gola sul divano sperando che i nostri eroi si salvassero. Il film è molto teso, i personaggi sono ben scritti e ben interpretati, la storia… la storia funziona, anche se come al solito in questi casi si può parlare di suspension of disbelief, sospensione dell’incredulità. Nel senso: l’unica cosa che posso dirvi è che la storia ha funzionato per me. Durante la visione del film non mi sono mai chiesto il perché di alcune scelte dei personaggi e tutto è filato via liscio come l’olio. Però allo stesso tempo comprendo perfettamente chi abbia individuato le numerose falle di logica della sceneggiatura e quindi non sia riuscito a godersi a pieno il film.

Vogliamo parlare del fatto che c’è dell’elettricità ma è generata non si sa come e con chissà quale metodo ultrasilenzioso? Vogliamo parlare della stupidità dello stare in un posto senza rumori quando basterebbe trasferirsi vicino alla cascata per vivere non dico in maniera quasi normale ma certamente molto meno pericolosa? Vogliamo parlare del fatto che dei mostri velocissimi e corazzati (almeno secondo gli appunti degli Abbott) siano vulnerabili ad un’arma da fuoco nemmeno delle più sofisticate (potreste dirmi che in quel momento il mostro era indebolito dai fischi acustici dell’apparecchio di Regan, questo sì)?

Diciamo che potremmo parlarne, ma non ci porterebbe da nessuna parte. Se durante la visione del film queste cose non emergono come un problema per lo spettatore, il film funziona alla grande. La sceneggiatura sviluppa molto bene il tema di come far fronte ad una perdita; i giovani attori sono bravissimi, cosa mai scontata; i personaggi sono gradevoli; le musiche sono molto d’atmosfera; Blunt e Krasinski hanno una grande chimica sullo schermo (e presumo anche fuori dallo schermo)… insomma, per me è un successo, un film certamente da vedere. Ma sono il primo ad ammettere che non sia un film perfetto o esente da critiche! Ciao!


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